<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709</id><updated>2011-07-07T22:35:38.583+02:00</updated><category term='grecia'/><category term='facebook'/><category term='scuola e università'/><category term='russia'/><category term='no dal molin'/><category term='contro la violenza maschile sulle donne'/><category term='lavoro precarietà diritti sociali'/><category term='verona'/><category term='abruzzo'/><category term='no tav'/><category term='nuova sinistra anticapitalista'/><category term='sudafrica'/><category term='ivan della mea'/><category term='palestina'/><category term='ecologismo'/><category term='migranti'/><category term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category term='stati uniti'/><category term='piazza dante'/><category term='carcere'/><category term='informazione'/><category term='la crisi'/><category term='erre'/><category term='stragi di Stato'/><category term='24 marzo'/><category term='no aids 2008'/><category term='guerra globale permanente'/><category term='sinistra critica'/><category term='femminismi e lgbtq'/><category term='america latina'/><category term='antimafia'/><category term='no vat'/><category term='cgil'/><category term='berlusconi'/><category term='no aids 2009'/><category term='rom e sinti'/><title type='text'>VeronaCritica</title><subtitle type='html'>Sinistra Critica Verona
                    femminista ecologista anticapitalista</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://veronacritica.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>692</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-2321817916501143328</id><published>2010-04-06T14:38:00.001+02:00</published><updated>2010-04-06T14:40:13.972+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;questo blog, 1400 contatti nel solo mese di marzo 2010,&lt;br /&gt;non verrà più aggiornato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;leggi il blog di Sinistra Critica Veneto&lt;br /&gt;&lt;a href="http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;http://sinistracriticaveneto.blogspot.com/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-2321817916501143328?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/2321817916501143328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/2321817916501143328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/04/questo-blog-1400-contatti-nel-solo-mese.html' title=''/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-7516798389038501201</id><published>2010-03-25T14:24:00.000+01:00</published><updated>2010-03-25T13:59:40.336+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='femminismi e lgbtq'/><title type='text'>Il Circolo Pink ritira la querela per diffamazione e riceve dal quotidiano “Libero” 15.000 euro a titolo di risarcimento.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6tYf-qAIQI/AAAAAAAABeg/AD9tdXhw5Ec/s1600/pink.gif"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 104px; height: 105px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6tYf-qAIQI/AAAAAAAABeg/AD9tdXhw5Ec/s400/pink.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452549080280473858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt; Comunicato  stampa -  Verona, 25 marzo 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;È finalmente giunto a  conclusione il procedimento, che ha visto imputati la giornalista  Cristiana Lodi e l’ex direttore responsabile del quotidiano “Libero”,  Alessandro Sallusti, denunciati dal Circo lo Pink, a seguito di un  articolo offensivo e diffamatorio pubblicato da “Libero” nell’agosto del  2003. Nei giorni scorsi si è arrivati, con la mediazione dei  legali (per il Circolo l’avvocato Stefano Zanini di Verona e Mirko  Mazzali di Milano), ad un accordo, secondo il quale il quotidiano  avrebbe versato 15.000 euro all’associazione veronese, la quale dal  canto suo avrebbe ritirato la querela. All’accordo sono seguiti i  fatti. Un risultato che il Circolo Pink, impegnato da  venticinque anni sul territorio sia in attività di prevenzione,  accoglienza e sostegno che in progetti culturali antidiscriminatori per  l’accesso ai diritti di cittadinanza, ritiene importante dal punto di  vista econom ico - per la sopravvivenza dell’associazione, che è  autofinanziata -  ma soprattutto dal punto di vista simbolico e  politico. Nessuno potrà più permettersi di accostare impunemente le  associazioni o le persone glbt all’odioso comportamento, che è anche un  reato, denominato pedofilia.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;La storia.&lt;/span&gt; La  vicenda risale all’agosto del 2003, quando a Verona viene annunciata la  visita del presidente Silvio Berlusconi, che avrebbe dovuto (tra  l’altro) presenziare ad una rappresentazione areniana. Le  manifestazioni di dissenso vennero organizzate e pubblicizzate per  tempo, tanto che il presidente rinunciò all’opera in Arena, per timore  del popolo dei fischietti. Venne comunque il giorno successivo, ad  incontrare il cancelliere tedesco Schröeder e girò per la città,  circondato da una folla di giornalisti e cineoperatori.In  quell’occasione il presidente del Circolo Pink Gianni Zardini ricevette  una telefonata da una giornalista, che si presentò come Anna Benedini de  “La Voce di Mantova”. La giornalista chiese un’intervista, che le fu  concessa, sulle iniziative di protesta per l’arrivo di Berlusconi, visto  che il Circolo Pink figurava tra i promotori.Il giorno  successivo, 22 agosto 2003 esce, sul quotidiano “Libero”, un lungo  articolo a firma di Cristiana Lodi, in cui il Circolo Pink viene  definito “calderone di lesbiche, gay, transessuali ma anche circolo con  un occhio di riguardo ai pedofili. La scritta all’ingresso di via  Scrimiari numero 7 (fatta con il pennarello nera, proprio a cento metri  da un asilo infantile) lo spiega bene: ‘I gay, gli omosessuali, i  pedofili, le lesbiche sanno arrangiarsi. Evviva’”. La scritta, riportata  tra l’altro in maniera inesatta, realizzata con un pennarello nero su  uno degli scalini che portano all’entrata della sede del Circolo, era ed  è rimasta di mano ignota. Poiché risultava e risulta  evidente, come del resto hanno sottolineato più volte i magistrati del  tribunale di Monza che hanno seguito il procedimento, che l’articolo  intendeva non solo offendere i soci e le socie del Circolo ma “in  generare – la citazione è ricavata dalla richiesta di rinvio a giudizio –  nel lettore, attraverso le predette frasi e le modalità con cui è stato  redatto l’articolo, la convinzione che il Circolo Pink abbia  inclinazioni pedofile ed “un occhio di riguardo” verso i pedofili  stessi”, il Circolo sporse querela per diffamazione verso la giornalista  e l’allora direttore di “Libero”. Il rinvio a giudizio dei due  imputati, in data 9 aprile 2008, diede inizio ad una serie di udienze,  culminate con l’accordo di cui sopra, il ritiro della querela e il  versamento della somma fissata a titolo di risarcimento.Dal  canto suo, il direttore del quotidiano di Mantova, contattato per avere  notizie sulla giornalista Anna Benedini, negava che vi fosse alcuna Anna  Benedini fra i propri cronisti. Conosceva invece la sig.ra Lodi come  una collaboratrice occasionale del quotidiano, peraltro non inviata a  Verona poiché “La Voce di Mantova” non si occupa di fatti al di fuori  della provincia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul sito del  circolo pink - &lt;a href="http://www.circolopink.it/"&gt;http://www.circolopink.it&lt;/a&gt;  trovate tutti i documenti sui fatti successi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:12px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-7516798389038501201?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/7516798389038501201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/7516798389038501201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/03/il-circolo-pink-ritira-la-querela-per.html' title='Il Circolo Pink ritira la querela per diffamazione e riceve dal quotidiano “Libero” 15.000 euro a titolo di risarcimento.'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6tYf-qAIQI/AAAAAAAABeg/AD9tdXhw5Ec/s72-c/pink.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-290727357726550163</id><published>2010-03-25T13:56:00.002+01:00</published><updated>2010-03-25T13:59:14.116+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='america latina'/><title type='text'>Honduras: atroce strategia contro gli oppositori</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6teFmqc-pI/AAAAAAAABew/C2IhqyZlyw0/s1600/golpe_honduras.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 274px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6teFmqc-pI/AAAAAAAABew/C2IhqyZlyw0/s400/golpe_honduras.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452555224233081490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin: 20px;" align="justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#0000ff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La denuncia proviene da fonte non sospetta: la Commissione Interamericana  per i Diritti Umani. Sui media internazionali, però, è passata quasi  inosservata perché gran parte dello spazio era dedicato agli scioperi della fame dei  dissidenti cubani. "La Commissione osserva con costernazione che si starebbe assassinando, sequestrando, aggredendo e minacciando i figli dei dirigenti del Frente  de Resistencia, come strategia per farli tacere - afferma l'ultimo rapporto sulla situazione in Honduras - Il 17 febbraio 2010 Dara Gudiel, 17 anni, venne trovata impiccata nella città  di Danlí, dipartimento di Paraíso. Dara Gudiel era figlia del giornalista Enrique  Gudiel, che dirige un programma radiofonico intitolato  Siempre al Frente con  el Frente, nel quale si trasmettono informazioni sulla resistenza.  Giorni prima Dara Gudiel era stata liberata, dopo essere stata sequestrata per due giorni durante i quali sarebbe stata maltrattata fisicamente". E il documento prosegue raccontando del sequestro di  cinque membri di una stessa famiglia di militanti della resistenza, da parte di sette uomini  vestiti con uniformi militari e con il volto coperto da passamontagna. "Una delle persone sequestrate era una giovane che aveva denunciato, nell'agosto del 2009, di essere stata violentata da quattro poliziotti che l'avevano arrestata in una manifestazione contro il colpo  di Stato del 28 giugno. Il 9 febbraio gli uomini armati intercettarono un  veicolo in cui viaggiava la giovane insieme al fratello, alla sorella e ad altre  due persone. Quando vennero loro offerte le chiavi dell'automobile,  risposero che quello che volevano era la ragazza, per vedere se questa volta li  denunciava. I cinque furono obbligati a camminare verso una zona montagnosa, dove  due delle donne furono stuprate, la terza rapinata e minacciata di morte e i due  uomini furono torturati". Gli squadroni della morte sembrano dunque aver escogitato un nuovo, atroce  sistema di seminare il terrore: colpire i figli per indurre gli oppositori al  silenzio. Questo non significa che abbiano rinunciato ai crimini "classici". Il 14 marzo, mentre a La Esperanza (dipartimento di Intibucá), i delegati  delle diverse organizzazioni sociali e politiche della resistenza concludevano  il II Encuentro Nacional por la Refundación de Honduras, il giornalista  Nahum Palacios veniva ucciso da ignoti killer. Direttore della tv Canal 5   di Aguán, Palacios si era opposto con forza al golpe del 28 giugno e per  questo era stato più volte minacciato di morte. Recentemente aveva svolto un  reportage sulla lotta del Movimiento Unificado Campesino del Aguán contro i latifondisti,  testimoniando la falsità delle voci sulla nascita di una guerriglia nella zona, messe in giro per  giustificare la repressione. L'attuale presidenza di Porfirio Lobo si pone in sostanziale continuità con il  regime di Micheletti (ora parlamentare a vita): il generale golpista Romeo Vázquez ha assunto la direzione dell'Empresa  Hondureña de Telecomunicaciones, mentre ministro per la Sicurezza è stato designato Oscar Alvarez, che  aveva guidato lo stesso dicastero durante il mandato di Ricardo Maduro  (2002-2006), epoca in cui gruppi paramilitari si incaricavano della limpieza  social contro le bande giovanili. Difficile parlare di ristabilimento della democrazia e di rispetto dei diritti  umani: eppure per il governo Lobo si avvicina la fine dell'isolamento internazionale. Il 5 marzo, in concomitanza con un viaggio in Centro America della segretaria di Stato Usa Hillary  Clinton, i presidenti del Guatemala, Alvaro Colom, e del Salvador, Mauricio Funes,  hanno accettato "l'immediato reintegro" dell'Honduras nel Sica, il Sistema  de la Integración Centroamericana, e si sono impegnati a sostenere il suo rientro  nell'Oea: una posizione condivisa dagli altri paesi della regione, compreso il  Nicaragua di Daniel Ortega. Qualche ora più tardi Funes veniva ricevuto da Obama alla Casa Bianca e  dopo il colloquio plaudiva al ripristino da parte statunitense degli aiuti  finanziari a Tegucigalpa. (15/3/2010)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;http://www.latinoamerica-online.it/&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin: 20px;" align="justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:85%;color:#0000ff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-290727357726550163?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/290727357726550163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/290727357726550163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/03/honduras-atroce-strategia-contro-gli.html' title='Honduras: atroce strategia contro gli oppositori'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6teFmqc-pI/AAAAAAAABew/C2IhqyZlyw0/s72-c/golpe_honduras.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-8578219930612738163</id><published>2010-03-25T13:49:00.002+01:00</published><updated>2010-03-25T13:56:19.800+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='america latina'/><title type='text'>Nell'Argentina che non dimentica</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6tdS7wN3vI/AAAAAAAABeo/4reyB_vRFPc/s1600/desaparecidos3.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 271px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6tdS7wN3vI/AAAAAAAABeo/4reyB_vRFPc/s400/desaparecidos3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452554353721073394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Stella Spinelli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;www.peacereporter.net&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Mentre si celebra il giorno della Memoria, viene arrestato un altro  carceriere dell'Esma. E fra fiaccole e striscioni si denunciano anche i  complici civili dei dittatori&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Più di seicento delitti di lesa umanità compiuti nella famigerata &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/8192/Storia+del+%27Flaco%27+tra+la+Esma+e+Abu+Ghraib" target="_self"&gt;Esma&lt;/a&gt;, la Scuola meccanica dell'Armata che durante la  dittatura (1976 - 1983) era usata quale carcere clandestino, teatro di  orrori e delitti. Questa la pesante colpa che come se niente fosse  Carlos Galián, ex soldato della marina, ha nascosto per trenta lunghi  anni, conducendo in piena libertà una vita tranquilla e beata. Ma ogni  nodo viene al pettine e finalmente, nell'Argentina che non dimentica, il  giudice Sergio Torres ne ha ordinato la cattura. Conosciuto con lo  pseudonimo di Pedro Bolita, era uno degli uomini più spietati di quella  prigione della morte. Nonostante fosse un semplice sottufficiale, era  fedele braccio destro dei &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/8188/Fu+genocidio" target="_self"&gt;repressori&lt;/a&gt; al comando del lager. A lui spettò il  compito di piombare in piena notte in casa di centinaia e centinaia di  giovani cosiddetti 'sovversivi', prelevarli con la forza e farli sparire  per sempre, cancellarli dalla vita di madri, padri, familiari. Sì,  perché una volta entrati all'Esma difficilmente si usciva vivi. E la  morte arrivava lenta e dolorosa. Torture, fisiche e psicologiche in  lunghe e devastanti giornate senza il minimo rispetto di nessun diritto  umano. Nessuno. E infine la morte, che avveniva nei più macabri modi,  per poi disfarsi dei cadaveri attraverso voli radenti sul rio della  Plata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie alla spietata freddezza e alla crudeltà con cui  Pedro Bolita era solito lavorare fianco a fianco a Pedro Morrón e i due  erano così ligi nell'eseguire gli ordini degli aguzzini, che tutte le  guardie che si sono succedute in quella Scuola del terrore sono state  poi chiamate Los Pedros.  In loro onore. In onore di quella disumanità  unica. I pochi sopravvissuti dell'Esma lo raccontano, ancora,  rabbrividendo. Ma Pedro Bolita ha fatto anche altro. Era il responsabile  della custodia delle donne incinta sotto sequestro. E c'è chi lo ha  indicato come colui che strappava&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/3747/Meglio+tardi+che+mai" target="_self"&gt; i figli &lt;/a&gt;appena nati dalle braccia delle loro madri  per consegnarli in adozione a famiglie fedeli al regime. Sono decine e  decine i neonati ad aver avuto questa sorte. E le Abuelas de Plaza de  Mayo ne sanno qualcosa. Le madri, poi, venivano chiaramente fatte  sparire: desaparecidas, come altre 30mila persone. È questa infatti la  cifra delle vittime della dittatura argentina che gli organismi in  difesa dei diritti umani diffondono come ben più realistica rispetto  alle 18mila dei calcoli ufficiali. &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;E il caso Esma è fra i più raccapriccianti di quegli anni bui: essere  considerato il più grande carcere illegale di un continente la cui  storia recente è zeppa di dittature e repressione la dice lunga. Da lì  sono passati circa cinquemila sequestrati fra il 1977 e il 1981, tanto  che è stato eletto quale luogo ideale per il museo della memoria, il  posto in cui non dimenticare affinché niente di tutto questo si ripeta.&lt;br /&gt;In  Argentina, solo grazie all'abolizione delle leggi di Obediencia Debida e  del Punto Final, le cosiddette leggi del perdono, avvenuta nel 2003 si  sono potuti perseguire i responsabili, ossia quelle migliaia di  repressori che fino a quel momento avevano vissuto impuniti e senza  cambiare di una virgola la propria vita. Ognuno di loro è finalmente  chiamato proprio in questi giorni a sedersi alla sbarra, con addosso gli  occhi attenti e severi del mondo. Il processo pubblico è infatti  iniziato giovedì 18, a pochi giorni dal Giorno della memoria per la  verità e la giustizia, che viene celebrato oggi, 24 marzo. Tante le  celebrazioni, in memoria degli scomparsi della dittatura, e tante anche  le denunce e le richieste di chiarezza per un altro caso che la dice  lunga sul &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/5730/Almeno+stiano+zitti" target="_self"&gt;grado di riconciliazione raggiunto&lt;/a&gt; dagli argentini:&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/6344/Desaparecido+nella+democrazia" target="_self"&gt; Julio López&lt;/a&gt;, testimone nel processo a Miguel  Etchecolatz, ex commissario di Buenos Aires condannato poi  all'ergastolo, è sparito proprio nel giorno in cui doveva essere  ascoltato dall'accusa. Era il 18 settembre 2006. Da allora il nulla,  tanto che è stato dichiarato primo desaparecido della repubblica.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L'Argentina ha ancora tanto da fare prima di ricreare una società  unità e serena nell'approccio con un passato tanto pesante quanto  fresco. I carnefici di un tempo sono ancora vivi e i complici più che  vegeti, anche nella società civile. È di ieri sera la protesta di  Organizzazioni dei diritti umani e sociali davanti alla sede del Gruppo  Clarin, azienda leader nel settore della comunicazione di massa. Con  fiaccole e striscioni i manifestanti hanno voluto denunciare i continui  ostacoli che la direttrice generale di questo impero mediatico,  Ernestina Herrera de Noble, sta disseminando per sviare le ricerche  sulla reale identità dei suoi due figli adottivi. Troppe coincidenze  fanno presupporre alle Abuelas  che si tratti di due di quei bambini  strappati alle madri sequestrate durante il regime. Una protesta corale  dunque contro quelli che vengono definiti complici civili dei  repressori. È noto che la direzione del Clarin strinse un patto con il  dittatore Jorge Rafael Videla, che in cambio consegnò a Clarin e La  Nacion  l'impresa Papel Prensa che tutt'oggi posseggono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finora,  sono quattro i processi su cause riaperte dopo il 2003 e nei tre già  conclusi sono stati condannati l'ex poliziotto Julio, detto el turco  Julián Simon, Miguel Etchecolatz, e l'ex cappellano militare&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/8342/Confessore+torturatore" target="_self"&gt; Christian Von Wernich&lt;/a&gt;. Giovedì si è invece seduto  sul banco dei testimoni l'ex prefetto Hector Febres, detto Selva proprio  perché racchiudeva in sé tutto l'essere selvaggio proprio delle belve. A  denunciarlo, alcuni dei pochi sopravvissuti: Carlos Lordkipanidse,  Carlos García, Josefa Prada de Olivieri e Alfredo Margari. Le accuse  sono infatti di averli sequestrati e torturati. E chissà quanti altri  come loro.&lt;br /&gt;Oltre a questo primo processo contro un membro dell'Esma,  c'è una cinquantina di aguzzini in attesa di giudizio, perché già  processati. Giudizio che è continuamente rimandato. E il timore è che  accada lo stesso nel procedimento dell'Esma, diventando 'senza fine'.  Gli imputati sono tutte persone anziane e in quanto tali gli appigli per  rinviare all'infinito le udienze non mancano.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-8578219930612738163?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/8578219930612738163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/8578219930612738163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/03/nellargentina-che-non-dimentica.html' title='Nell&apos;Argentina che non dimentica'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6tdS7wN3vI/AAAAAAAABeo/4reyB_vRFPc/s72-c/desaparecidos3.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-1534402872173784341</id><published>2010-03-24T21:36:00.000+01:00</published><updated>2010-03-24T19:40:41.450+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='america latina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='24 marzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra globale permanente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><title type='text'>La memoria del 24 marzo...</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);font-family:verdana;font-size:130%;"  &gt;66° anniversario del massacro delle Fosse Ardeatine.&lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: verdana;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SclLhu5VMkI/AAAAAAAABBo/bDdDRuDpsbQ/s1600-h/rastrellamento.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 274px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SclLhu5VMkI/AAAAAAAABBo/bDdDRuDpsbQ/s320/rastrellamento.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316863877983842882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il 24 marzo del 1944 trecentotrentacinque &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;persone, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;tra civili e militari italia&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;ni, vennero &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;massacrati alle Fosse Ardeatine dalle truppe di occupazione della Germania nazista. L'eccidio era un atto di rappresaglia all'attacco partigiano contro le truppe tedesche avvenuto il giorno prima in via Rasella che portò alla morte di 32 &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;militari. Il comando nazista decise di fucilare 10 ostaggi per ogni tedesco ucciso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;34° anniversario del Golpe in Argentina. Nì olvido, nì perdòn!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: verdana;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SclJhElGTjI/AAAAAAAABBY/fMmbw_J5aiA/s1600-h/madres.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 241px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SclJhElGTjI/AAAAAAAABBY/fMmbw_J5aiA/s320/madres.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316861667601436210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Il &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;24 marzo 1976, meno di tre anni dopo il golpe di Pinochet in Cile, i militari guidati &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;dall'ammiraglio Massera (affiliato alla P2, come Berlusconi) e da altri boia come Videla, Agosti, Galtieri e moltri altri, presero il potere ed instaurarono un regime di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;feroce repressione. Un sistema di terrorismo di Stato che provocò migliaia di morti e 30.000 desaparecidos. Una dittatura anche economica che favorì il liberismo più sfrenato ed i cui effetti sul paese si vedono ancora oggi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;11° anniversario della guerra Nato contro la Jugoslavia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SclNt9m6PgI/AAAAAAAABB4/OV3V2SmyWbI/s1600-h/kosovo1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 210px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SclNt9m6PgI/AAAAAAAABB4/OV3V2SmyWbI/s320/kosovo1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316866287114796546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Dieci anni fa, il 24 marzo 1999, iniziavano i bombardamenti Nato contro la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Jugoslavia. Durarono per 78 giorni, in &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;assoluta violazione della Carta dell'Onu. Fu un sanguinoso vulnus del diritto internazionale. Il governo italiano guidato da Massimo D'Alema  vi partecipò attivamente, aprendo la stagione delle &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:verdana;" &gt;guerre «umanitarie»&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;. Molto spesso vennero utilizzate nei raid aerei le micidiali cluster bom - bombe a frammentazione e il totale delle vittime dirette degli effetti collaterali fu di circa 500 morti, tra civili serbi e albanesi, con più di seimila feriti. Senza considerare gli effetti sulla salute, sul medio-lungo periodo, dei proiettili e dei missili all'uranio impoverito utilizzati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-1534402872173784341?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1534402872173784341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1534402872173784341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/03/la-memoria-del-24-marzo.html' title='La memoria del 24 marzo...'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SclLhu5VMkI/AAAAAAAABBo/bDdDRuDpsbQ/s72-c/rastrellamento.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-1909170592049042158</id><published>2010-03-23T00:41:00.000+01:00</published><updated>2010-03-23T22:32:50.591+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><title type='text'>Stavolta non votiamo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6kzXM7xQhI/AAAAAAAABeY/LyTQ4AM1jIo/s1600-h/simbolofinale.gif"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 245px; height: 245px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6kzXM7xQhI/AAAAAAAABeY/LyTQ4AM1jIo/s400/simbolofinale.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451945297610621458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Times New Roman;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:12pt;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Comunicato nazionale sulle Elezioni Regionali - Marzo 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Mentre la crisi economica approfondisce i suoi effetti e migliaia di persone perdono il proprio posto di lavoro per gli effetti della crisi il sistema politico italiano si ritrova in una profonda crisi e un'evidente impasse. Il caso del Decreto "ad listam" varato dal governo Berlusconi per salvare solo le proprie liste e i propri candidati - Sinistra Critica viene ad esempio ignorata in Umbria&lt;span style="color:navy;"&gt;&lt;span style="color:navy;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;come altre liste in diverse regioni&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; - è solo la spia più arrogante e violenta, sul piano istituzionale, di una politica intenta a salvare sé stessa e che non ha nulla da offrire a milioni di lavoratori e lavoratrici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; Se infatti il governo Berlusconi punta con politiche razziste &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;e progressivo smantellamento dei diritti di lavoratrici e lavoratori &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;ad incentivare una guerra tra poveri per scaricare la crisi &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;sulle/sugli stesse/i&lt;/span&gt;, il Partito democratico non è più nemmeno in grado di elaborare una visione alternativa che non sia l'astratto rispetto delle regole. Liberismo sociale, subordinazione ai poteri forti, leggi&lt;span style="color:navy;"&gt;&lt;span style="color:navy;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:red;"&gt;&lt;span style="color:red;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;l'instabile capitalismo italiano, generico progressismo sono le espressioni con cui Bersani cerca di recuperare il terreno perduto. La prospettiva strategica di alleanza con l'Udc di Casini descrive lo scopo.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;" class="im"&gt; Di contorno L’Idv, pur portando avanti giuste battaglie di trasparenza e democrazia, rimuove la drammatica questione sociale posta dalla crisi, mentre Sinistra ecologia e libertà e Federazione della sinistra continuano a percorrere la stessa strada che ha portato la sinistra alternativa ad uscire dal parlamento: quella del meno peggio ad ogni costo.&lt;br /&gt;Di fronte a tale scenario abbiamo proposto a tutte le forze politiche e sociali della sinistra alternativa di costruire un terzo polo, un polo antiliberista e anticapitalista, alternativo al Centrodestra e al Centrosinistra, che utilizzasse le elezioni per far vivere i contenuti sociali dei movimenti, assenti dai progetti politici delle due coalizioni. La subordinazione al Pd da un lato, e un settarismo che alla fine non ha prodotto nulla, dall'altro, hanno impedito a questa prospettiva di affermarsi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; E quindi, mentre un intero sistema, politico, istituzionale, economico, &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;galleggia alla meno peggio continuando a produrre danni sociali &lt;/span&gt;, l'alternativa politica non esiste. Questa constatazione non ci spinge alla depressione ma semplicemente ci esorta a impegnarci a fondo per farla emergere. Far emergere una sinistra nuova, anticapitalista, ecologista, femminista, internazionalista che dia senso alla voglia di cambiamento, che offra una coerenza duratura a chi chiede un sovvertimento dell'esistente. Una sinistra nuova, giovane, capace di guardare al futuro e di fondare la propria forza sul protagonismo dei soggetti in lotta: i lavoratori, le donne, i migranti, gli studenti, i comitati ambientalisti, i gruppi di solidarietà, fino coloro che si battono per una democrazia radicale. Occorre oggi ripristinare quello che Gramsci definiva lo spirito di scissione: staccarsi dall'egemonia dominante, compresa la logica del meno peggio, per costruire un'altra politica, un'altra logica e un'altra prospettiva rispetto a quelle viziate offerte dall'attuale gioco politico. Occorre pensare a obiettivi rivoluzionari tali perché capaci di riformare in profondità il sistema: vietare i licenziamenti, ridurre l'orario di lavoro, istituire un salario minimo, affermare il vincolo ambientalista contro le speculazioni, rinsaldare i beni comuni, rilanciare diritti fondamentali come l'istruzione, la salute, la pensione, smantellare il militarismo e la logica di guerra, difendere le libertà e l'autodeterminazione di ognuno e ognuna.&lt;br /&gt;E' con questa prospettiva che dunque questa volta noi non votiamo, non li votiamo. Non per rifugiarci in un astensionismo salvifico o astratto ma per costruire un'altra politica e un'altra prospettiva. Per rilanciare la proposta di una Coalizione alternativa fatta di forze diverse ma accomunate dalla distanza da un sistema in crisi e dalla volontà di dare forza e organizzazione al protagonismo sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sinistra Critica - Organizzazione per la Sinistra Anticapitalista&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-1909170592049042158?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1909170592049042158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1909170592049042158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/03/stavolta-non-votiamo.html' title='Stavolta non votiamo'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6kzXM7xQhI/AAAAAAAABeY/LyTQ4AM1jIo/s72-c/simbolofinale.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-8126677795942983651</id><published>2010-03-22T13:28:00.000+01:00</published><updated>2010-03-22T13:29:59.769+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro precarietà diritti sociali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cgil'/><title type='text'>ASSEMBLEA NAZIONALE "LA CGIL CHE VOGLIAMO": DOCUMENTO CONCLUSIVO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A quattro mesi  dalla        prima Assemblea del Teatro Valle di novembre e alla luce  dell'andamento        dei congressi fin qui svolti, la mozione "La CGIL che vogliamo"  conferma        la bontà e la necessità di un documento alternativo (...)       A quattro  mesi dalla        prima Assemblea del Teatro Valle di novembre e alla luce  dell'andamento        dei congressi fin qui svolti, la mozione "La CGIL che vogliamo"  conferma        la bontà e la necessità di un documento alternativo ringrazia gli        oltre 310.000 iscritti e iscritte che si sono espresse/i per la  mozione e        che rappresenterebbero oggi una ben più significativa percentuale        congressuale in assenza delle tante irregolarità denunciate che  rendono in        molti casi inattendibili i risultati congressuali.       Tale giudizio  non        nasconde le difficoltà e i problemi che pure abbiamo registrato  sul piano        del coordinamento e dell'organizzazione al nostro interno, lacune  che        vanno rapidamente colmate per una gestione più efficace della  nostra        presenza in CGIL, a partire dal Congresso di Rimini. La CGIL che  vogliamo        non si esaurisce col Congresso Nazionale.       Vanno  individuate forme        e modalità, sulle quali è aperto un confronto al nostro interno,  che diano        continuità all'iniziativa politica della mozione.       Le vicende  politiche di        questi giorni non fanno che confermare il nostro giudizio: è in  atto un        disegno neocorporativo, organicamente perseguito nel tempo, dal  Governo,        da Confindustria, col sostanziale assenso di CISL e UIL, teso a         destrutturare il diritto del lavoro, la contrattazione  collettiva,        le regole della democrazia e della rappresentanza sindacale. Tale  disegno        è parte organica di una più ampia offensiva neoautoritaria che va        affermandosi pericolosamente nel Paese attraverso alterazione  degli        equilibri costituzionali, attacchi alla libertà di stampa,  svuotamento del        ruolo delle istituzioni. La recente approvazione del collegato  lavoro è un        passaggio significativo di questo processo, in tutte le sue  articolazioni,        con l'odiosa riproposizione della cancellazione di fatto dell'art.  18        dello Statuto dei lavoratori e con l'introduzione del contratto        individuale, che nei fatti svuota l'efficacia del contratto  nazionale.        L'intesa sottoscritta da CISL, UIL e Confindustria presso il  Ministero del        lavoro alla vigilia dello sciopero generale della CGIL aggrava  ancor più        l'efficacia di questi provvedimenti. La gravità dell'offensiva è  tale da        richiedere la messa in campo di un'azione forte di contrasto e di        mobilitazione che preveda, accanto al ricorso alla Corte  Costituzionale,        l'avvio di una campagna di massa di informazione e  sensibilizzazione sui        contenuti della legge, valutando attentamente anche lipotesi        dellindizione del referendum abrogativo.       Il buon  andamento dello        sciopero e delle manifestazioni del 12 marzo mostra la necessità  del        carattere vertenziale che l'iniziativa su fisco, lavoro, diritti e         cittadinanza deve assumere. Prioritaria, dunque in questo momento,  è la        continuità della mobilitazione messa in campo dalla CGIL.       "La CGIL che  vogliamo"        ritiene che l'andamento di questo Congresso dimostri  l'inadeguatezza delle        nostre regole di democrazia interna, regole che non hanno retto  alla prova        di una discussione aperta e trasparente su due documenti  alternativi, di        fatto non consentendo in numerosissime assemblee di base né  informazione        diffusa né libero confronto di posizioni.       E tutto ciò  al netto di        conservatorismi e burocratismi di una maggioranza fortemente tesa,  a        qualunque costo, alla salvaguardia di se stessa per il passato e        soprattutto per il futuro.       L'andamento  di questo        Congresso ha dimostrato inoltre tutte le distorsioni  di rapporto  tra        la CGIL e i propri iscritti, particolarmente nelle realtà di  maggiore e        più antica frantumazione del lavoro. Questo ci impone una  riflessione su        forme più incisive di partecipazione, oggi, proprio per il lavoro        disperso, in gran parte affidata ai canali del sistema dei servizi  e della        bilateralità. Occorre rapidamente introdurre dei correttivi, prima  che la        CGIL si trasformi in un grande collettore di servizi, rinunciando  alla sua        funzione negoziale di rappresentanza collettiva e prima che  ladesione        alla CGIL stessa perda quel connotato identitario che l'ha da  sempre        caratterizzata. E' nostra intenzione fare di questi temi l'asse  centrale        di modifiche statutarie.       Contrasto  netto        all'accordo separato sulla contrattazione, lotta alla precarietà,         mobilitazione contro il collegato lavoro, battaglia per una legge         sulla rappresentanza, nuove regole per la trasparenza e la  democrazia        interna all'Organizzazione sono i punti qualificanti sulla base  dei quali        la mozione "La CGIL che vogliamo" valuterà le conclusioni  del        Congresso di Rimini.      &lt;br /&gt;      &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La CGIL che        vogliamo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-8126677795942983651?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/8126677795942983651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/8126677795942983651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/03/assemblea-nazionale-la-cgil-che.html' title='ASSEMBLEA NAZIONALE &quot;LA CGIL CHE VOGLIAMO&quot;: DOCUMENTO CONCLUSIVO'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-6663138958766062007</id><published>2010-03-21T12:07:00.002+01:00</published><updated>2010-03-21T12:11:02.490+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Ieri Anas ha fatto tardi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6X-ub8IpzI/AAAAAAAABeQ/HrPxvafd6pw/s1600-h/DSCN2009.JPG"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6X-ub8IpzI/AAAAAAAABeQ/HrPxvafd6pw/s400/DSCN2009.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451042997729273650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;" class="grey-l"&gt;di Caterina Donattini*&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Anas non è mai arrivato tardi a lezione. Non è mai mancato, nemmeno una  sola volta. Non è mai accaduto che non avesse fatto i compiti, non è mai  accaduto che li avese fatti male. È uno studente brillante,  disciplinato, intelligente, come lo sono in pochi. Uno studente a cui  qualunque insegnante immancabilmente si affezionerebbe. Anas per venire a  una lezione di italiano deve percorrere diversi kilometri, almeno 40  minuti di strada. Anas è palestinese, e per questo la sua strada si  allunga, indelebilmente, per attorcigliarsi nel percorso illogico  segnato da un muro ancora più assurdo.  Anas è chiuso all'interno di  quello spazio che il regime di occupazione israeliano ha segnato per i  non ebrei, che rimangono dall'altra parte del muro, in silenzio si  spera, mentre i coloni scorazzano fuori e dentro la West Bank,  indisturbati. E se non fosse il muro, e se non fossero la lunghezza  della strada, le intemperie, i check point a impedire lo studio di un  ragazzo, allora interverrà la violenza: quella più veloce, vera, più  diretta.&lt;br /&gt;Anas oggi era in ritardo, ero stupita. È infine arrivato in  classe, almeno 15 minuti dopo l'inizio della lezione. L'ho visto  accasciarsi sulla sedia e tremare. Tremare tremendamente e scuotersi,  dalla tasca destra cercare con la mano, un fazzoletto, singhiozzare.  Sono accorsa: «Mi hanno picchiato, mi picchiavano in quattro». «Perché?  Perché?» Nella mia ingenuità mi illudevo potesse esserci un motivo.  Così, con la mano tenendosi lo stomaco, respirando a fatica, il volto  sconvolto, arrossato per le percosse, ha raccontato.&lt;br /&gt;Come ogni giorno  aveva preso il taxi collettivo che lo conduce da Abu Dis fino a  Betlemme. Come ogni giorno aveva dovuto attraversare il check point  israeliano che, come molti altri, si trova all'interno di quelli che in  tanti, ancora oggi, usano chiamare Territori Autonomi Palestinesi.  Tuttavia oggi c'erano state rivolte in tutta la West Bank. Tuttavia oggi  si cercavano, come e più di altre volte, capri espiatori. Ed è così che  quattro soldati israeliani hanno fatto scendere dalla macchina Anas,  che viaggiava insieme ad altre persone. Lo hanno indicato, gli hanno  ritirato il documento di identità e gli hanno urlato: «Tu! Da quella  parte!».&lt;br /&gt;Lo hanno portato in una piccola stanza, di cui ogni check  point è fornito, e in quattro hanno iniziato a picchiarlo  selvaggiamente. Lo hanno schiaffeggiato, gli hanno sbattuto i fucili  addosso, infine lo hanno lasciato partire.&lt;br /&gt;Anas accasciato su quella  sedia. Le sue lacrime, il suo onore, il suo valore, la sua intelligenza  feriti. Che vergogna, che rabbia infinita che sento, una rabbia che non  vuole sentire ragioni e che forse non avrei sentito se ne avessi  semplicemente letto su un giornale. L'ingiustizia infatti ha occhi,  mente e lacrime vere. Volevo portarlo all'ospedale, Anas non ha voluto:  «Anche questa lezione devo lasciarmi rubare?». Durante la lezione, tutto  quello che ho saputo dire è stato: «Mio caro, l'anno prossimo sarai in  Italia, e là studierai all'Università». Poi quelle parole mi sono  bruciate nel ventre... quale consolazione rappresenta la fuga?&lt;br /&gt;Vorrei  che gli studenti si immedesimassero in Anas. Vorrei che gli insegnanti,  i professori italiani, immaginassero di ricevere il migliore dei propri  studenti, una mattina, in classe, percosso e ferito nell'anima. Questa  la Palestina di oggi, un regime di apartheid contro cui noi occidentali  siamo chiamati a reagire.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;*professoressa di Italiano a Betlemme           &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;il manifesto 18/03/2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-6663138958766062007?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/6663138958766062007'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/6663138958766062007'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/03/ieri-anas-ha-fatto-tardi.html' title='Ieri Anas ha fatto tardi'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6X-ub8IpzI/AAAAAAAABeQ/HrPxvafd6pw/s72-c/DSCN2009.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-6681214768423781782</id><published>2010-03-21T12:01:00.002+01:00</published><updated>2010-03-21T12:04:24.103+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><title type='text'>Disidratato e abbandonato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6X9L-SkPUI/AAAAAAAABeI/cEYbWwAQkik/s1600-h/StefanoCucchi_01.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 331px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6X9L-SkPUI/AAAAAAAABeI/cEYbWwAQkik/s400/StefanoCucchi_01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451041306143112514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;" class="grey-l"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di Cinzia Gubbini&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le bugie dei sanitari: lo rianimarono quando era  già morto Le conclusioni della Commissione parlamentare: fu anche picchiato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La  morte di Stefano Cucchi non è una fatalità: lo ha ucciso una gravissima  disidratazione, che ha causato uno «squilibrio idroelettrolitico». Ma il  corpo di Stefano - arrestato per 20 grammi di hashish il 15 ottobre e  morto una settimana dopo nel reparto carcerario dell'ospdedale Sandro  Pertini - mostrava traumi al viso e alle vertebre «probabilmente  inferti». E' stato, insomma, vittima di un pestaggio. Sono queste le  conclusioni a cui è giunta la Commissione per il servizio sanitario  nazionale, presieduta dal senatore del Pd Ignazio Marino, che ieri ha  votato all'unanimità la relazione stesa dalla senatrice Albertina  Soliani (Pd) per la minoranza e Enzo Galioto(Pdl) per la maggioranza. I  verbali delle 40 udienze per il momento sono stati secretati. Tutto il  faldone, però, sarà inviato ai pm che stanno svolgendo l'indagine sul  caso. Il presidente del Senato Renato Schifani, inoltre, dovrà decidere  se avviare una discussione in aula o meno. «E' una conclusione  importante - ha commentato la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi - che  conferma ciò che abbiamo sempre detto. Speriamo che questa relazione, in  qualche modo al di sopra delle parti, possa spronare la Procura a  portare avanti entrambi gli aspetti dell'inchiesta: quella sulle  innegabili responsabilità dei medici e quella sulle altrettante  innegabili responsabilità di chi lo ha picchiato. Mio fratello - ha  concluso Ilaria - non sarebbe morto in quattro giorni se non avesse  subito delle gravissime lesioni, che lo hanno debilitato». Intanto, il  lavoro della Commissione potrebbe migliorare le condizioni degli altri  detenuti, se almeno venissero seguite le otto proposte avanzate, che si  possono sintetizzare nella necessità di trattare i detenuti bisognosi di  cure come qualsiasi altro malato.&lt;br /&gt;Sono tre gli elementi fondamentali  sulla morte di Stefano che emergono dalla relazione: la disidratazione,  dovuta alla sua opposizione ad assumere cibo, acqua e cure perché  voleva parlare con un avvocato. In sei giorni perderà 10 chili. In  Senato il ministro della Giustizia Alfano disse che Stefano aveva  addirittura bevuto succhi di frutta: «Qualunque cosa abbia bevuto - si  limita a commentare Marino - non è stata somministrata in modo  sufficiente». Ci sono poi le fratture, considerate recenti e dovute a  colpi inferti. E, infine, l'ora della morte che secondo i periti della  Commissione è avvenuta intorno alle 3 di notte. La dice lunga sullo  scarso monitoraggio del paziente avvenuto al Pertini: la rianimazione,  secondo il diario infermieristico, è avvenuta solo alle 6. Stefano era  morto da tre ore e nessuno se ne era accorto. Particolare che potrebbe  portare ad aggiungere un'accusa di falso alla non facile posizione dei  medici: in sei sono indagati per omicidio colposo, compreso il primario  del Pertini. Indagate anche tre guardie carcerarie per omicidio  preterintenzionale. Ma l'indagine della Commissione del Senato - che ha  ascoltato tutti i testimoni in 40 udienze - mettein luce anche altri  aspetti, minori ma non meno interessanti. Emerge ad esempio che il  ricovero del trentenne nel reparto dell'ospedale carcerario è stato  adottato «con una procedura del tutto anomala»: il ricovero, infatti, è  stato formalizzato direttamente al Pertini dopo un nulla osta dato da un  dirigente del ministero della Giustizia che era fuori servizio e «si è  reso disponibile in via del tutto eccezionale», tanto che in sede di  audizione è stato affermato che «non ci sono precedenti di questo tipo».  Cosa vuol dire? Che le difficoltà organizzative dell'amministrazione  penitenziaria, secondo la Commissione, prevalgono sulla valutazione di  ciò che sarebbe meglio per il detenuto: si usa il «repartino», che non è  attrezzato per le emergenze, perché lì non servono piantoni. Ma  potrebbe anche evidenziare che qualcuno voleva a tutti i costi  posizionare un detenuto pesto in quella struttura piuttosto che in un  «normale» ospedale. Si scopre, inoltre, che l'ortopedico non era  presente al pronto soccorso del Fatebenefratelli, ma viene consultato  telefonicamente. Si sottolinea - cosa già nota - che tra l'ingresso in  carcere e la prima visita al pronto soccorso (quella in cui Stefano  rifiuta il ricovero e passa la notte in cella) passano 4 ore, nonostante  le due strutture si trovino vicinissime. E ancora: è sparita la  cartella clinica di accompagnamento dal carcere al Fatebenefratelli. Si  fa notare che il primario del Pertini non ha mai visitato Stefano, e che  il 21 ottobre quando il livello di azotemia raggiunge il punto di  massima criticità non viene predisposto alcun «monitoraggio continuo  delle condizioni del paziente».&lt;br /&gt;«Abbiamo restituito dignità al  cittadino Stefano Cucchi - ha detto la senatrice Soliani - a cui è stato  persino impedito di parlare con un famigliare, con un avvocato o con  qualcuno di sua fiducia». Proprio questo punto è uno di quelli che la  Commissione chiede alla Procura di chiarire: chi abbia la responsabilità  di non aver dato corso alle richieste di colloquio lasciando così il  paziente «in una condizione psicologica che ha certamente influito sulle  cure».&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;il manifesto 18/03/2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                              &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-6681214768423781782?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/6681214768423781782'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/6681214768423781782'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/03/disidratato-e-abbandonato.html' title='Disidratato e abbandonato'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6X9L-SkPUI/AAAAAAAABeI/cEYbWwAQkik/s72-c/StefanoCucchi_01.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-8397898195222524683</id><published>2010-03-18T13:48:00.000+01:00</published><updated>2010-03-18T13:49:15.643+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stragi di Stato'/><title type='text'>18 Marzo 1978 - Fausto e Iaio - Un duplice omicidio e l'ombra di Moro -part 1</title><content type='html'>&lt;object width="500" height="405"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/cmK8Kj3gkuM&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/cmK8Kj3gkuM&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="405"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-8397898195222524683?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/8397898195222524683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/8397898195222524683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/03/18-marzo-1978-fausto-e-iaio-un-duplice_18.html' title='18 Marzo 1978 - Fausto e Iaio - Un duplice omicidio e l&apos;ombra di Moro -part 1'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-4177874714809821948</id><published>2010-03-18T01:06:00.000+01:00</published><updated>2010-03-18T13:47:58.000+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ecologismo'/><title type='text'>ROMA 20 MARZO: Per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela di beni comuni, biodiversità e clima, per la democrazia partecipati</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;TUTT@ A ROMA!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 153);"&gt;Pullman da Verona: Ernesto Bonometti 348/8219343&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;h2&gt;&lt;center&gt;&lt;h2&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S5bi-zBtq9I/AAAAAAAABdw/Vd3Saiw40C8/s1600-h/banner_manif._20-03_piccolo_.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 400px; display: block; height: 80px; cursor: pointer;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5446790367828356050" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S5bi-zBtq9I/AAAAAAAABdw/Vd3Saiw40C8/s400/banner_manif._20-03_piccolo_.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h2&gt;&lt;/center&gt;&lt;/h2&gt;&lt;p class="spip" align="justify"&gt;&lt;i class="spip"&gt;Insieme, donne e uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche, abbiamo contrastato i processi di privatizzazione del servizio idrico portati avanti in questi anni dalle politiche governative e in tutti i territori.&lt;br /&gt;Insieme abbiamo costituito il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e raccolto più di 400.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip" align="justify"&gt;&lt;i class="spip"&gt;Mentre la nostra proposta di legge d’iniziativa popolare giace nei cassetti delle commissioni parlamentari, l’attuale Governo ha impresso un’ulteriore pesante accelerazione, approvando, nonostante l’indignazione generale, leggi che consegnano l’acqua ai privati e alle multinazionali (art. 23bis, integrato dall’ art. 15-decreto Ronchi).&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip" align="justify"&gt;&lt;i class="spip"&gt;&lt;strong class="spip"&gt;Non abbiamo alcuna intenzione di permetterglielo.&lt;/strong&gt; &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip" align="justify"&gt;&lt;i class="spip"&gt;La nostra esperienza collettiva, plurale e partecipativa è il segno più evidente di una realtà vasta e diffusa, di un movimento vero e radicato nei territori, che ha costruito consapevolezza collettiva e capacità di mobilitazione, sensibilizzazione sociale e proposte alternative.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip" align="justify"&gt;&lt;i class="spip"&gt;&lt;strong class="spip"&gt;Chiamiamo tutte e tutti ad una manifestazione nazionale a Roma sabato 20 marzo, per bloccare le politiche di privatizzazione della gestoione dell’acqua, per riaffermarne il valore di bene comune e diritto umano universale, per rivendicarne una gestione pubblica e partecipativa, per chiedere l’approvazione della nostra legge d’iniziativa popolare, per dire tutte e tutti assieme “L’acqua fuori dal mercato!”.&lt;/strong&gt; &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip" align="justify"&gt;&lt;i class="spip"&gt;Nella nostra esperienza di movimenti per l’acqua, ci siamo sempre mossi con la consapevolezza che quanto si vuole imporre sull’acqua e in ciascun territorio è solo un tassello di un quadro molto più ampio che riguarda tutti i beni comuni, attraversa l’intero pianeta e vuol mettere sul mercato la vita delle persone.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip" align="justify"&gt;&lt;i class="spip"&gt;La perdurante crisi economica, occupazionale, ambientale, alimentare e di democrazia, è la testimonianza dell’insostenibilità dell’attuale modello di produzione, consumi e vita.&lt;br /&gt;Il recente fallimento del summit ONU di Copenaghen è solo l’ultimo esempio dell’inadeguatezza delle politiche liberiste e mercantili, incapaci di rispondere ai diritti e ai bisogni dell’umanità.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip" align="justify"&gt;&lt;i class="spip"&gt;Se il mercato ha prodotto l’esasperazione delle diseguaglianze sociali, la cronicità della devastazione ambientale e climatica, la drammaticità di grandi migrazioni di massa, non può essere lo stesso mercato a porvi rimedio.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip" align="justify"&gt;&lt;i class="spip"&gt;Analogamente alle battaglie sull’acqua, in questi anni e in moltissimi territori, sono nate decine di altre resistenze in difesa dei beni comuni.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip" align="justify"&gt;&lt;i class="spip"&gt;Significative mobilitazioni popolari, capaci di proposte alternative nel segno della democrazia condivisa, stanno tenacemente contrastando la politica delle “grandi opere” devastatrici dei territori, una gestione dei rifiuti legata al business dell’incenerimento, un modello energetico dissipatorio e autoritario, basato su impianti nocivi ed ora anche sul nucleare.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip" align="justify"&gt;&lt;i class="spip"&gt;Rappresentano esperienze, culture e storie anche molto diverse fra loro, ma ugualmente accomunate dalla voglia di trasformare questo insostenibile modello sociale, difendendo i beni comuni contro la mercificazione, il lavoro contro la sua riduzione a costo, la salute contro tutte le nocività, i territori contro le devastazioni ambientali.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip" align="justify"&gt;&lt;i class="spip"&gt;&lt;strong class="spip"&gt;Chiamiamo tutte queste realtà a costruire assieme la manifestazione nazionale di sabato 20 marzo.&lt;/strong&gt; &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip" align="justify"&gt;&lt;i class="spip"&gt;Ciascuna con la propria esperienza e specificità, ciascuna con la propria ricchezza e capacità.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip" align="justify"&gt;&lt;i class="spip"&gt;&lt;strong class="spip"&gt;Pensiamo che la manifestazione, oltre ad essere un importante ed unificante momento di lotta, ponga con intelligenza e determinazione la questione della democrazia partecipativa, ovvero l’inalienabile diritto di tutte/i a decidere e a partecipare alla gestione dell’acqua e dei beni comuni, del territorio e dell’energia, della salute e del benessere sociale.&lt;/strong&gt; &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip" align="justify"&gt;&lt;i class="spip"&gt;Consapevoli delle nostre differenze, accomunati dal medesimo desiderio di un altro mondo possibile.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;center&gt;&lt;h3 class="spip"&gt;FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA&lt;/h3&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-4177874714809821948?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/4177874714809821948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/4177874714809821948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/03/roma-20-marzo-per-la-ripubblicizzazione.html' title='ROMA 20 MARZO: Per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela di beni comuni, biodiversità e clima, per la democrazia partecipati'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S5bi-zBtq9I/AAAAAAAABdw/Vd3Saiw40C8/s72-c/banner_manif._20-03_piccolo_.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-8661602601735807916</id><published>2010-03-17T18:34:00.003+01:00</published><updated>2010-03-17T18:37:08.928+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><title type='text'>Grecia, dalla parte di Marios</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6ES8agtbWI/AAAAAAAABeA/QhmIa2hvn_0/s1600-h/24923.JPG"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 250px; height: 185px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6ES8agtbWI/AAAAAAAABeA/QhmIa2hvn_0/s400/24923.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449657853212978530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il giovane 27enne arrestato con l'accusa di aver lanciato molotov contro  la polizia. Testimoni dicono che stava solo camminando. E' il capro  espiatorio della polizia?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Alessandro Grandi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Marios Z. ha 27 anni e da giovedì 11 marzo 2010 si trova rinchiuso in un  carcere greco. Marios è accusato di aver lanciato bombe molotov contro  le forze di polizia della capitale Atene durante le manifestazioni di  protesta contro la manovra economica voluta dall'amministrazione  Papandreou.&lt;br /&gt;Marios, che non ha alcun precedente penale e non è  "conosciuto" dalle forze di polizia nella vita quotidiana insegna nuoto  ai bambini di età compresa fra i 2 e i cinque anni e si dichiara  innocente. Anzi, è innocente come dicono molti dei testimoni presenti  durante i momenti concitati del fermo di Marios. Il ragazzo, infatti,  non si è reso protagonista di nessun reato, tanto meno del lancio di  bombe incendiarie. Lui alla manifestazione c'era. Gridava ad alta voce  il suo dissenso, come si dovrebbe poter fare in una democrazia moderna.  Insieme alla sua fidanzata e a un amico stava seguendo il corteo da  posizione defilata e comunque in modo assolutamente pacifico. Marios è  un ragazzo tranquillo. La sua personalità, il suo carattere, non gli  consentono di andare mai sopra le righe. Marios è un ragazzo tranquillo.  Insieme a lui quel giorno sono stati fermati dalla polizia altre dodici  persone. Oggi, purtroppo, solo lui resta nelle patrie galere con accuse  infamanti che rigetta totalmente. Ma ha paura Marios. Ha paura di  essere condannato da uomo innocente. Ha paura che la mano pesante della  legge cerchi un capro espiatorio. Ha paura che le testimonianze degli  agenti di polizia, che lui ovviamente ritiene false, lo possano far  condannare.&lt;br /&gt;Dalla sua parte alcune fotogrammi (nella foto) che lo  ritraggono a volto scoperto, e non coperto come sostiene la polizia. Nel  suo zaino non ci sono oggetti atti a offendere. Non ci sono sassi e  nemmeno una minima traccia di bombe incendiarie. Nello zainetto che  indossa ci sono solo indumenti da lavoro: un costume da bagno,  accappatoio e shampoo. Lui lavora, come detto, in una piscina.&lt;br /&gt;Una  fonte di &lt;em&gt;PeaceReporter&lt;/em&gt; presente alla manifestazione a pochi  metri dall'accaduto racconta i fatti delle ultime ore. "Oggi il giudice  per le indagini preliminari e l'avvocato difensore di Marios si  incontreranno per vedere come procedere in questa situazione. L'incontro  non vedrà la presenza di testimoni che a quanto sembra saranno chiamati  in un secondo momento. Marios per ora si trova in una cella del carcere  di Korydassos, nei pressi di Atene. Sappiamo che la sorella ha potuto  fargli visita e ha descritto Marios abbastanza tranquillo e di buon  umore. Buono è anche il suo stato di salute. L'avvocato punta ovviamente  alla scarcerazione immediata per poi attendere il processo da fuori. Di  sicuro in ogni caso il processo si svolgerà. Il rischio più grande   adesso è quello che Marios rischi di restare in carcere da innocente in  attesa di giudizio. La notizia del suo fermo è davvero clamorosa perchè  come dicevo non ci sono prove che lo inchiodano. Le emittenti televisive  nazionali, alcuni programmi satirici e molte trasmissioni radio stanno  dando molto risalto alla vicenda che è chiara per tutti tranne per la  polizia e per il governo" racconta P.L. al telefono con PeaceReporter.  "La situazione dei fermi è stata grottesca in ogni sua parte. Il primo  fermato era un ragazzini di 17 anni che poco dopo è stato rilasciato.  Altri cinque manifestanti sono stati liberati nella giornata di venerdì.  Cinque, poi, sono stati interrogati dal giudice e poi rilasciati. Solo  per Marios è stato convalidato il fermo di polizia. Ora siamo in attesa  che i giudici si riuniscano e decidano ciò che si deve fare. Potranno  rilasciarlo in attesa di giudizio oppure farlo restare in carcere e poi  processarlo. In ogni caso c'è stata anche una grande mobilitazione in  suo sostegno. I genitori dei bambini della scuola di nuoto dove insegna,  per esempio, hanno firmato una petizione per la sua liberazione. Tutti  stanno chiedendo ai rappresentanti dell'esecutivo di liberare Marios".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;www.peacereporter.net&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-8661602601735807916?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/8661602601735807916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/8661602601735807916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/03/grecia-dalla-parte-di-marios.html' title='Grecia, dalla parte di Marios'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6ES8agtbWI/AAAAAAAABeA/QhmIa2hvn_0/s72-c/24923.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-8546212884879057555</id><published>2010-03-17T17:14:00.002+01:00</published><updated>2010-03-17T17:17:38.217+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><title type='text'>Tor Vergata: dopo i 7 feriti di ieri, altre pesanti aggressioni squadriste in ateneo durante la seduta del Senato Accademico.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6EAj_TojDI/AAAAAAAABd4/7UkD9whCjbQ/s1600-h/fascisti.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 400px; height: 289px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6EAj_TojDI/AAAAAAAABd4/7UkD9whCjbQ/s400/fascisti.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449637642384215090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi alle 15.00 si è riunito il Senato Accademico di Tor Vergata, luogo  in cui si voleva far esprimere l'Ateneo in merito ai fatti accaduti ieri  durante i quali 40 neofascisti di “Casapound” e “Blocco Studentesco”  provenienti da tutta Roma e provincia hanno aggredito venti studenti e  studentesse che stavano iniziando un volantinaggio a Giurisprudenza per  smascherare la prima iniziativa pubblica di questi soggetti, coperta dal  prestanome di una onlus ad essi collegata (“Comunità solidarista  Popoli”).&lt;br /&gt;Ieri sono stati feriti e medicati in diversi pronto soccorso della città  cinque studenti, una studentessa e un lavoratore dell'ateneo tutti/e  colpiti/e ripetutamente alla testa, con nasi e braccia fratturate,  traumi causati da pugni, calci, cinghiate, caschi ed altri oggetti  contundenti. La polizia già presente in loco non ha fermato i  neofascisti che hanno poi continuato ad effettuare ronde squadriste  dentro e  fuori Giurisprudenza.&lt;br /&gt;Oggi è successo ancora di peggio, se possibile.&lt;br /&gt;Davanti al Rettorato dal primo pomeriggio erano presenti un centinaio di  fascisti armati di spranghe, bastoni, manganelli telescopici, cinghie e  caschi  che hanno impedito al rappresentate del Collettivo di prendere  parte al Senato Accademico e agli altri studenti e studentesse che lo  stavano accompagnando di avvicinarsi, aggredendoli sotto gli occhi delle  forze dell'ordine che hanno permesso agli squadristi di fare i loro  comodi. C'erano oltre ai 40 di “Casapound” e “Blocco Studentesco” altre  decine di camerati da loro reclutati per l'occasione.&lt;br /&gt;La polizia era presente sia a Lettere, da dove ci si stava trasferendo a  seguito della conferenza stampa da noi indetta, che a Giurisprudenza e  ha collaborato attivamente alla riuscita dell'agguato squadrista che ha  per altro portato al fermo di 7 ragazzi antifascisti che si trovano  presso il commissariato di zona.&lt;br /&gt;Il Rettore e gli altri componenti del Senato Accademico hanno  continuato, come se nulla stesse succedendo, ad eccezione di due  senatori accademici (RDB e CGIL) che hanno chiesto invano la sospensione  della seduta per quanto accadeva all'esterno e per il fatto che ad un  senatore è stato impedito fisicamente di esercitare il suo diritto a  partecipare alla seduta.&lt;br /&gt;Dopo l'aggressione fascista di ieri, il Rettore è stato inoltre  protagonista di un provvedimento disciplinare vergognoso: ha annunciato  di voler bloccare le iniziative studentesche fino al mese di maggio.  Reputiamo tale misura cautelativa sbagliata e del tutto fuori luogo  rispetto ai fatti accaduti.&lt;br /&gt;Sono quasi due anni che denunciamo i tentativi portati avanti tramite  minacce, intimidazioni e aggressioni fisiche dai neofascisti di queste  organizzazioni alleate con Azione Universitaria e  PdL che li hanno  sempre coperti e tutelati politicamente per via di comuni accordi  elettorali.&lt;br /&gt;Dopo l'ennesima aggressione il Rettore Renato Lauro e l'Amministrazione  dovranno assumersi la responsabilità politica e giuridica di quanto  avvenuto in Ateneo, per aver permesso una seconda volta, dopo aver visto  i corridoi insanguinati, a questi picchiatori di farla da padroni  nell'Ateneo di Tor Vergata.&lt;br /&gt;Convochiamo quindi un'assemblea pubblica d'ateneo per giovedì alle ore  13.00 presso la Facoltà di Lettere e, a seguire, nel pomeriggio  un'assemblea cittadina sempre a Lettere a Tor Vergata per portare alla  luce la verità e la gravità dei fatti che si stanno susseguendo in  questi giorni.&lt;br /&gt;Invitiamo studenti, ricercatori, professori e realtà sociali e politiche  a partecipare a questi appuntamenti dove sarà illustrato quanto  avvenuto e per dare un'immediata risposta a questa pesante situazione.&lt;br /&gt;Invitiamo tutti/e ad esprimere pubblicamente la propria solidarietà  nelle forme che ciascuno riterrà più opportuno.&lt;br /&gt;Fascisti, “padrini” istituzionali e forze dell'ordine stanno portando il  panico e la violenza a Tor Vergata per questioni politiche ed  economiche che vanno contro gli interessi di studenti e collettività.&lt;br /&gt;Nonostante tutto, non ci riusciranno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;GIOVEDI'  18 MARZO – ORE 13.00 – FACOLTA' DI LETTERE E FILOSOFIA –  ASSEMBLEA D'ATENEO SUBITO DOPO, A SEGUIRE, ASSEMBLEA CITTADINA SEMPRE A LETTERE E FILOSOFIA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 16 marzo 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Collettivo Lavori in Corso”  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-8546212884879057555?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/8546212884879057555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/8546212884879057555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/03/tor-vergata-dopo-i-7-feriti-di-ieri.html' title='Tor Vergata: dopo i 7 feriti di ieri, altre pesanti aggressioni squadriste in ateneo durante la seduta del Senato Accademico.'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S6EAj_TojDI/AAAAAAAABd4/7UkD9whCjbQ/s72-c/fascisti.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-5263727154747679490</id><published>2010-03-11T14:06:00.000+01:00</published><updated>2010-03-07T19:55:47.802+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ecologismo'/><title type='text'>Giovedì 11 marzo &gt;&gt;&gt; NUCLEARE: SE LO CONOSCI LO EVITI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S5GUTx58qlI/AAAAAAAABdg/KE0zkGuwc5Q/s1600-h/cop_nuke1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 261px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S5GUTx58qlI/AAAAAAAABdg/KE0zkGuwc5Q/s400/cop_nuke1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5445296492002454098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;GIOVEDI' 11 MARZO&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Circolo Pink, via Scrimiari 7 - Verona&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;ore 19.00 &gt;&gt;&gt; Cenaperitivo&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;VERSO IL  20 MARZO:&lt;/span&gt; persentazione e dibbattito della &lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;manifestazione nazionale per la ripubblicizzazione dell’acqua&lt;/span&gt;, per la tutela di beni comuni, biodiversità e clima, per la democrazia partecipativa.&lt;br /&gt;Con &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marco Bersani&lt;/span&gt;, membro del Comitato Organizzatore per il referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua: si parlerà del Referendum e della manifestazione del 20 marzo a Roma .&lt;br /&gt;&lt;img src="file:///C:/DOCUME%7E1/MARCOP%7E1/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot.png" alt="" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;ore 20.00 &gt;&gt;&gt; Libro &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0); font-weight: bold;"&gt;"NUCLEARE: SE LO CONOSCI LO EVITI"&lt;/span&gt;, di Marco Bersani, Edizioni Alegre. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Presentazione e dibattito con l'autore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Come questo libro dimostra dettagliatamente, oggi come allora, gli argomenti portati a favore sono inconsistenti: non è vero che il nucleare sarà l’energia del futuro, che è economicamente competitivo, che serva a ridurre le emissioni di gas serra, che non ci siano alternative. Venti anni fa un forte movimento sconfisse la follia nucleare, ma non riuscì ac ostruire un altro  modello energetico e di società. Oggi, un nuovo movimento antinucleare dovrà nascere nei territori e nelle piazze di questo Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-5263727154747679490?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5263727154747679490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5263727154747679490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/03/giovedi-11-marzo-nucleare-se-lo-conosci.html' title='Giovedì 11 marzo &gt;&gt;&gt; NUCLEARE: SE LO CONOSCI LO EVITI'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S5GUTx58qlI/AAAAAAAABdg/KE0zkGuwc5Q/s72-c/cop_nuke1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-5630923402910357074</id><published>2010-03-08T20:58:00.002+01:00</published><updated>2010-03-08T21:07:35.134+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='femminismi e lgbtq'/><title type='text'>Niente mimose: chiudete i Cie!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S5VY7k3qcWI/AAAAAAAABdo/GE6HF_e8ve4/s1600-h/donne_migranti.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 350px; height: 339px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S5VY7k3qcWI/AAAAAAAABdo/GE6HF_e8ve4/s400/donne_migranti.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5446357104907153762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Lasciamo le mimose sugli alberi e chiudiamo i lager di stato, luoghi privilegiati di violenza contro le donne immigrate&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;. Testimonianze dal lager di Corelli in sciopero della fame e solidarietà agli antirazzisti torinesi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;A Corelli, dopo giorni di &lt;a href="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2010/03/05/sciopero-della-fame-nei-cie" target="_blank"&gt;sciopero della fame&lt;/a&gt; i detenuti e le detenute cominciano ad essere debilitati ed indeboliti. Ad alcune ragazze del reparto trans sono state fatte flebo di liquidi; una è stata portata in ospedale. I detenuti hanno fatto la richiesta per esser pesati e controllati costantemente da personale medico, come è prassi durante ogni sciopero della fame, ma questo, nel centro di Corelli,  non avviene. Tuttavia, nonostante le difficoltà, i reclusi continuano con determinazione, supportati anche dalla solidarietà degli antirazzisti che continuamente portano acqua e succhi al centro e mantengono ininterrottamente i contatti.   &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; Anche a &lt;a href="http://roma.indymedia.org/node/17814" target="_blank"&gt;Roma&lt;/a&gt; una ventina di reclusi continua lo sciopero. I gestori portano il cibo e loro lo rimandano indietro. Alcuni che avevano iniziato autonomamente lo sciopero qualche giorno prima degli altri oramai sono 10 giorni che non mangiano e sono molto provati. A differenza che a Milano i reclusi sembra che siano pesati e monitorati regolarmente ma la nuova cooperativa subentrata alla Croce Rossa nella gestione del centro non permette che i solidali portino i succhi e le bevande dall’esterno. Ciascun recluso ha in dotazione solo un litro d’acqua al giorno diviso in due bottigliette da mezzo litro, una la mattina ed una la sera. E solo con questo portano avanti la loro lotta. A Torino intanto lo sciopero continua a staffetta. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; Bologna invece è un caso a parte. Dopo due giorni che non si avevano più notizie da dentro i reclusi hanno risposto alle chiamate dei solidali. Lo sciopero si è interrotto dopo il primo giorno, tranne che per un recluso che continua il suo sciopero della fame in solitaria e per motivi personali. Il motivo di questa difficoltà è presto detto: in questo cie  infatti sembra sia una prassi quella di drogare con tranquillanti il cibo dei reclusi, al punto tale che ogni volta che li si chiama rispondono del tutto  intontiti ed addormentati, quale che sia l’ora del giorno in cui li si senta.  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; Di seguito riportiamo alcune dichiarazioni raccolte dalle sezioni trans  del cie di Corelli: &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;em&gt;“Siamo in 20 persone che stiamo facendo lo sciopero della fame. In ogni stanza siamo in 4 persone.  I muri son pieni di muffa le lenzuola  vengono cambiate una volta alla settimana mentre le coperte non vengono mai cambiato. Ogni  15 giorni ci danno un bagnoschiuma.  Alla sera dobbiamo pulire noi la stanza con la scopa e il secchio. Le finestre sono senza tende così la mattina presto  entra la luce. Noi siamo obbligate a mettere le coperte sulla finestra per dormire. Il bagno è uno schifo. E’ molto sporco.  Gli scarichi son tutti intasati, dobbiamo fare per forza i nostri bisogni in piedi. Alle 8 e mezza di mattina ci portano un bicchiere di latte e una  brioche. Non possiamo bere le cose calde se non con la macchinetta a pagamento. Il cibo è molto scadente, ci portano spesso il tacchino. Noi che abbiamo il silicone non possiamo mangiare il tacchino. Per questo a molte di noi sono venute infiammazioni alle protesi ai fianchi al seno nei glutei. Quando andiamo alla croce rossa  per i nostri problemi di salute ci danno dei tranquillanti per togliere il dolore, ma  queste gocce ci fanno addormentare. Quando abbiamo troppo dolore ci danno la tachipirina”.&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;em&gt;“Io mi chiamo [...] sono qua da una settimana.  Ho subito iniziato lo sciopero della fame perché non possiamo stare qua 6 mesi.  Inoltre sono sieropositiva, avevo da fare gli esami del sangue per valutare quali medicamenti prendere invece son stata portata qui e mi hanno fatto saltare la visita. Ho avuto tre giorni la febbre molto alta. Stavo così male che mi hanno portato in ospedale al policlinico per un blocco intestinale. Dopo di che mi hanno riportato in Corelli sempre senza le medicine per l’hiv. Io sono in Italia da nove anni, mi sono ammalata in Italia e non posso stare qua dentro. Abbiamo bisogno di mantenerci e di mantenere la nostra famiglia al paese. Noi vogliamo la nostra libertà perché non abbiamo fatto nulla e ci obbligano a stare qua dentro senza potere fare nulla. C’è una psicologa che viene dentro una volta alla settimana, ma tanto alla fine ci danno sempre 30 gocce di Valium o per dormire e via…poi diventiamo tutte dipendenti”.&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;em&gt;“Io ho avuto un incidente  molto grave fuori da qua. Ero ancora in cura con la fisioterapia e invece mi hanno presa e portata al cie. Mi ero fratturata  la scapola sinistra il femore e il ginocchio. Qui spesso la ferita alla gamba mi si infiamma. Vado in infermeria, mi danno una crema idratante e basta. Molte di noi sono state prese a Pisa, chi ci viene a trovare ha diritto a  7 minuti di colloquio dopo  5 ore di viaggio… È pieno ovunque di scarafaggi e vermi nei water e nella doccia. La polizia ci maltratta, ci trattano come cani, ci insultano dicendo che siamo tutti gay, fanno battute sessiste nei nostri confronti. Quando diciamo cose che non gli vanno bene ci danno schiaffoni in faccia, per qualunque cosa ci aggrediscono e ci trattano come se non fossimo come esseri umani, con totale disprezzo. Sappiamo che una trans a Natale s’è suicidata qua dentro… c’è una ragazza dentro da quattro mesi che ha visto quello che è successo quando la ragazza si è suicidata e ora è del tutto fuori di testa, perché una persona normale non può sopravvivere qua dentro e molti vedono come unica uscita la morte… Ci sono persone con casi psichiatrici e dobbiamo vivere tutti assieme in una situazione di conflitto, con diverse patologie tutti assieme e qua entro siamo costretti a convivere con malattie diverse, neppure in carcere è così”.&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; Ed una testimonianza dal reparto donne: &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;em&gt;“Mi chiamo [...] vi racconterò la mia storia. Sono arrivata in Italia come turista perché mi piaceva molto questo paese. L’ultima volta mi ha fermato la polizia, mi hanno chiesto il permesso di soggiorno. Io  avevo solo il visto come turista ma mi hanno portato in questura dove son stata 3 giorni e poi in Corelli. Mi hanno presa il 26 gennaio e avevo in tasca il biglietto dell’aereo per tornare in Brasile il 16 febbraio…beh son ancora qui. Ora dovrò uscire da questo paese come una criminale, scortata dai poliziotti. Non immaginavo che in Italia potesse esistere un posto come questo. Mi sento inutile, sto molto male.  Ci trattano come animali,  e questo è solo l’inizio… dovremo fare  sei mesi in questo inferno per poi uscire di qua con un’espulsione per dieci anni.&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;em&gt;Chiediamo a tutti che ci ascoltino che anche se ci dicono clandestini siamo gente di buon cuore.  Siamo venuti in cerca di una vita migliore.  Stiamo facendo lo sciopero per fare capire alla gente che siamo esseri umani e abbiamo il diritto di vivere qua come tutti gli altri e che non ci possono togliere la libertà. Ci dovrebbero esser altri modi per ottenere questo pezzo di carta senza passare da questo inferno. È veramente una legge ingiusta, non so chi l’ha inventata e non vogliamo rispettarla. Per noi l’unica opzione che abbiamo è lottare”.&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; (a cura del Comitato antirazzista milanese) &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-5630923402910357074?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5630923402910357074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5630923402910357074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/03/niente-mimose-chiudete-i-cie.html' title='Niente mimose: chiudete i Cie!'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S5VY7k3qcWI/AAAAAAAABdo/GE6HF_e8ve4/s72-c/donne_migranti.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-2475516275702639223</id><published>2010-03-07T19:52:00.000+01:00</published><updated>2010-03-07T19:53:46.604+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro precarietà diritti sociali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cgil'/><title type='text'>“Il nuovo attacco all’articolo 18 avviene con l’accordo di Cisl e Uil”</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Giorgio Cremaschi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Come è ovvio su un punto il ministro Sacconi ha ragione: il progetto sull’arbitrato contenuto nel disegno di legge 1167 non è frutto di un colpo di mano del governo, ma è costruito con l’accordo della Confindustria, della Cisl e della Uil.&lt;br /&gt;La giusta indignazione della Cgil, dell’opposizione politica, dei giuslavoristi rispetto al fatto che in questo modo si cancella tutto il sistema dei diritti del lavoro, dall’articolo 18 al contratto nazionale, e si passa al sistema della deroga individuale, non cambia la sostanza.&lt;br /&gt;L’accordo separato del 22 gennaio 2009 conteneva l’arbitrato e alcuni contratti nazionali, in particolare quello dei chimici unitariamente e quello dei metalmeccanici sottoscritto solo da Fim e Uilm, contengono l’impegno a introdurre tale istituto nelle relazioni sindacali. E’ chiara la gravità e l’incostituzionalità della scelta del governo di inserire l’arbitrato come clausola che il lavoratore “sceglie” nel momento dell’assunzione. Cioè nel momento in cui il lavoratore è nell’alternativa tra mangiare la minestra e saltare dalla finestra. Così si conferma la volontà di distruggere il sistema della contrattazione dei diritti collettivi. Ma tutto questo è già contenuto nello spirito e nella sostanza dell’accordo del 22 gennaio 2009 ed ha quindi ragione Sacconi quando dice che sta semplicemente realizzando quell’accordo. D’altra parte le dichiarazioni di Bonanni e di Angeletti sostanzialmente confermano questa tesi: i due dirigenti sindacali non sono minimamente disponibili a mettere in discussione l’arbitrato e al massimo chiedono, come contenuto nell’accordo del 22 gennaio, che esso sia regolato dai contratti. Come se questo cambiasse qualcosa.&lt;br /&gt;Il nuovo attacco ai diritti è frutto della complicità e dell’accordo tra Cisl, Uil, Confindustria e governo. E’ giusto allora che lo sciopero del 12 si caratterizzi prima di tutto contro l’arbitrato e in difesa dei diritti dei lavoratori. Ma sarebbe anche giusto che la Cgil traesse le dovute conseguenze dai comportamenti di Cisl e Uil. Inseguire l’unità con questi sindacati, oggi,  significa inseguire l’arbitrato e la distruzione dei diritti. Per difendere l’articolo 18 la rottura con Cisl e Uil deve essere chiara e netta.&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Roma, 5 marzo 2010&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-2475516275702639223?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/2475516275702639223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/2475516275702639223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/03/il-nuovo-attacco-allarticolo-18-avviene.html' title='“Il nuovo attacco all’articolo 18 avviene con l’accordo di Cisl e Uil”'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-4072193186718343395</id><published>2010-03-05T00:40:00.003+01:00</published><updated>2010-03-05T00:49:54.335+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><title type='text'>Condannato per propaganda razzista, Tosi diventa prof di diritti umani</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S5BHB3KZenI/AAAAAAAABdY/OxiI-oR8pbk/s1600-h/tosi+fascisti.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 400px; height: 253px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S5BHB3KZenI/AAAAAAAABdY/OxiI-oR8pbk/s400/tosi+fascisti.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444930046803933810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 12px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:Helvetica;font-size:100%;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Paola Bonatelli&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;VERONA - Corso organizzato da Unicef e università. Vicino all'estrema destra, il leghista è noto per le campagne contro immigrati, rom e gay&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il sindaco di Verona Flavio Tosi, "golden boy" e superstar mediatica della Lega, condannato in via definitiva nel luglio scorso per propaganda razzista (sanzione accessoria il divieto di partecipare per tre anni a qualsiasi forma di propaganda elettorale, pene sospese), interverrà al corso di Educazione ai diritti umani organizzato dall'Unicef e dall'univ ersità di Verona. L'iniziativa si articolerà in vari incontri, che si terranno presso l'ateneo scaligero da marzo a maggio. A Tosi, stando al programma, è affidato il primo intervento del quarto incontro, il 14 aprile, titolo "Non fare, fare o fare bene?". L'ondata di indignazione non si è fatta attendere. L'ex parlamentare di Rifondazione Tiziana Valpiana si è attivata immediatamente presso l'Unicef Italia, per scoprire «che l'organizzazione del corso si deve addebitare al comitato provinciale locale Unicef (cioè a un gruppo di volontari). Ho detto chiaro e tondo che faremo di tutto per evitare questo scempio, comprese eventuali manifestazioni». Giuseppe Campagnari, consigliere provinciale vendoliano, che aveva già chiesto le dimissioni di Luca Coletto, uno dei cinque leghisti condannati con Tosi e ora assessore provinciale, chiede e si chiede: «Visto che la frequenza a questi incontri darà diritto agli studenti di maturare dei crediti formativi, che titoli ha Tosi per insegnare a dei ragazzi?». Dal canto suo il Circolo Pink invita l'Unicef a scegliere un'altra persona per parlare di diritti umani, ricordando la maglietta con la scritta "Noi Giulietta e Romeo Voi Sodoma e Gomorra No al gay pride" indossata dal futuro sindaco alla messa organizzata dagli integralisti cattolici in occasione della manifestazione glbt del 26 febbraio 2005. Se l'Unicef, che ha dato un'unica risposta (visibile nella sua bacheca su Facebook) a tutti coloro che hanno scritto per protestare, dichiarando che «le opinioni (corsivo del redattore) espresse dai relatori non necessariamente rispecchiano le posizioni dell'Organizzazione», i due docenti universitari che hanno condiviso la realizzazione dell'iniziativa affermano di voler promuovere il dialogo e la discussione: «Tosi porterà le sue idee», dice Agostino Portera, responsabile del Centro Interculturale dell'ateneo, mentre Federico Perali, che insegna Economia politica, sostiene che «chi è responsabile della cosa pubblica deve rendere conto di ciò che fa, l'idea è di dar voce ai giovani». Del resto Tosi in buona compagnia. Il 28 aprile toccherà a Stefania Craxi, sottosegretaria agli Affari Esteri, mentre il 5 maggio sarà la volta di Alessandra Vaccari, giornalista del locale quotidiano, nota in città per le sue posizioni ultradestre - per inciso, è la vedova di Nicola Pasetto, deputato Msi, in gioventù picchiatore fascista che, ogni anno, viene ricordato con concerti e iniziative varie, in pratica raduni della destra radicale (e non). Ai tempi della giunta Sironi (Fi) questo genere di cultura veniva patrocinata e finanziata dagli assessori della medesima, i camerati Mariotti, Baiona e Gamba, quest'ultimo responsabile dello sgombero della comunità sinta che diede luogo alla famigerata campagna razzista di Tosi. Al corso c'è anche lei, Michela Sironi, l'ex sindaca che sdoganò le destre, stavolta in veste di economista della locale università. Infine, il 12 e il 19 maggio, ecco l'inossidabile e molto discusso Magdi Cristiano Allam, deputato al parlamento europeo, che interverrà per ben due volte. Uno "sbilanciamento" fortemente criticato da un'altra docente dell'università di Verona, Donata Gottardi, ex eurodeputata nel gruppo socialista, che ci tiene a precisare: «Il razzismo non è un'opinione ma un reato. E poi questa iniziativa non garantisce il pluralismo, da sempre patrimonio dell'università».&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il manifesto 04/03/2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Helvetica; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 9px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;font-family:Helvetica;font-size:78%;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-4072193186718343395?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/4072193186718343395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/4072193186718343395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/03/condannato-per-propaganda-razzista-tosi.html' title='Condannato per propaganda razzista, Tosi diventa prof di diritti umani'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S5BHB3KZenI/AAAAAAAABdY/OxiI-oR8pbk/s72-c/tosi+fascisti.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-831532568829094710</id><published>2010-03-04T00:15:00.003+01:00</published><updated>2010-03-04T00:18:51.601+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cgil'/><title type='text'>La maggioranza Cgil sceglie la strategia israeliana</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Giuliano Garavini&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel 1967, con un attacco a sorpresa, l’esercito Israeliano occupò il Sinai, la Cisgiordania, Gerusalemme araba e le alture del Golan. Una schiacciante vittoria militare che sbaragliò gli avversari del mondo arabo ma non per questo risolse i problemi del popolo israeliano. Semmai li aggravò e li incancrenì, suscitando tra l’altro un movimento di resistenza sempre più combattivo nei territori occupati. E così la maggioranza della Cgil, al più importante appuntamento da decenni, quello nel quale si poteva discutere seriamente la strategia per il futuro di un’organizzazione che ha evidentemente commesso errori tali da permettere allo stesso tempo ai salari italiani di piombare al livello più basso fra quelli del mondo occidentale e al precariato di crescere a dismisura, ha messo tutte le sue truppe, la sua burocrazia e la logica creativa dell’apparato al servizio di una vittoria schiacciante della mozione del segretario generale Epifani. (...)&lt;br /&gt;Essa viene accredita dell’83 per cento dei consensi dopo i congressi. Vittoriosa, sebbene di stretta misura, anche due categorie, come la Funzione pubblica e i Bancari, i cui segretari generali si erano schierati con la seconda mozione – e che dunque dopo il congresso non guideranno più le loro organizzazioni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La maggioranza della Cgil ha perfezionato una tecnica di creativa manipolazione dei numeri che già era stata messa in pratica in occasione del disastroso (per la credibilità nei confronti dei precari) protocollo sul Welfare nel 2007: in quella occasione, con l’aiuto di Cisl e Uil che nel referendum non hanno mai creduto, i sindacati avevano dichiarato 5 milioni di sì all’accordo, dei quali almeno la metà inventati. La tecnica prevede numeri bulgari, la delegittimazione dell’avversario che contesta e la conquista di tutti gli spazi di potere. Così facendo, i guai della Cgil nella sua linea israeliana non sono finiti, sono anzi appena iniziati, e la necessità di cambiamenti resta più forte di prima. Questo si sta rivelando un congresso utile a smascherare tutti i limiti della pratica democratica all’interno della Cgil e la necessità dell’elaborazione di nuove normative interne. Secondo lo stesso presidente della commissione di Garanzia Ghezzi, che ha presentato alla stampa i risultati insieme ad una delle figure chiave della mozione 1 Panini (piuttosto irrituale no?), i votanti sarebbero stati circa 1milione e 800mila, con la mozione 2 presentata nel 50 per cento dei congressi. In pratica ci sarebbero stati in Cgil 600mila votanti in più rispetto al 2001 e 400mila votanti in più che nel 2006: cioè, come ha rimarcato Moccia nella successiva conferenza stampa della mozione 2, in un momento in cui il trend elettorale in tutte le elezioni locali, nazionali ed europee vede un deciso calo della partecipazione al voto, solo in Cgil gli iscritti si sarebbero recati massicciamente e appassionatamente a votare. Partecipazione al voto poi particolarmente massiccia in un congressi in cui la mozione 2 non era presente (circa il 50 per cento), e con incrementi dei votanti soprattutto nelle regioni meridionali e soprattutto in categorie che per loro natura sono più deboli. I numeri attualmente diffusi sui votanti sono totalmente fasulli, soprattutto nelle regioni meridionali dove in realtà il sindacato è tradizionalmente meno radicato e meno visibile. I numeri affidabili sono invece quelli dei congressi in cui erano presenti i rappresentanti di tutte e due le mozioni e in cui la partecipazione al voto è stata tendenzialmente in linea con i precedenti congressi: questi numeri sono attesi con ansia e si spera saranno forniti al più presto dalla commissione di Garanzia.&lt;br /&gt;In conferenza stampa gli esponenti della mozione 2 hanno fatto sapere che ad oggi non hanno convalidato i risultati di congressi per circa un 40 per cento del totale e che, senza una revisione dei conti, i numeri del congresso, per la prima volta nella storia della Cgil, passeranno a maggioranza.&lt;br /&gt;L’utilità di questi primi risultati è stata intanto quella di smentire il mito di una mozione ribelle, creata per brutali motivi di potere. Infatti Podda e Moccia avrebbero potuto con più facilità proseguire nella tradizionale linea moderata e rimanere a capo delle rispettive federazioni. I risultati annunciati sono stati invece accolti con sollievo sia dai giornali della borghesia, sia da autorevoli esponenti del centrodestra come Giuliano Cazzola, vice-presidente Pdl della commissione  Lavoro della Camera, che ieri ha acutamente commentato in un articolo di fondo si "il Giorno" che "Con questi risultati la Cgil è più libera". Contento lui...&lt;br /&gt;Adesso è più chiaro che la mozione 2 rappresenta: la critica alla stagione della concertazione, la necessità di ripensare strutturalmente l’alleanza con gli altri sindacati che sono impegnati in una strategia di complicità con Confindustria e il Governo e con i quali non c’è nessuna possibilità di unità d’azione nel medio-lungo periodo, la volontà di incentivare democrazia e partecipazione attraverso referendum su tutti accordi fra gli iscritti e non al sindacato, la priorità di riunificare il mondo del lavoro sfoltendo contratti e forse anche categorie, la battaglia frontale e senza cedimenti contro le regole del nuovo modello contrattuale che alcune categorie che fanno parte della maggioranza, come i chimici, hanno di fatto già incluso nei loro contratti nazionali.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.rete28aprile.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=1072:232010-la-maggioranza-cgil-sceglie-la-strategia-israeliana&amp;amp;catid=10:primo-piano&amp;amp;Itemid=29"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LEGGI TUTTO&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rete 28 aprile&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-831532568829094710?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/831532568829094710'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/831532568829094710'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/03/la-maggioranza-cgil-sceglie-la.html' title='La maggioranza Cgil sceglie la strategia israeliana'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-8685334607620384002</id><published>2010-03-02T00:48:00.004+01:00</published><updated>2010-03-02T01:03:04.964+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro precarietà diritti sociali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Lo sciopero c'è: migliaia in piazza in tutta Italia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S4xVO2QFcGI/AAAAAAAABdQ/Io6nDZqEJzA/s1600-h/immilavoro.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 304px; height: 254px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S4xVO2QFcGI/AAAAAAAABdQ/Io6nDZqEJzA/s400/immilavoro.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443819763153596514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Diecimila in corteo a Brescia, ventimila a Napoli, diecimila a Bologna e Genova, ma anche a Torino e poi Roma, Verona, Livorno Milano. Una giornata riuscita tra boicottaggi e scetticismo. La cronaca realizzata con i "corrispondenti" del Megafono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;I dati sono arrivati un po' alla volta, uniformi e chiari da tutta Italia. La "giornata senza di noi", il primo sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici migranti è stata un successo. Cortei, manifestazioni, azioni simboliche si sono svolte praticamente dappertutto. E migliaia e migliaia di migranti sono scesi in piazza ma, soprattutto, hanno realmente scioperato. In particolare nel Nord, nell'area compresa tra Brescia, Milano e il Nordest ma interessante è stato anche lo sciopero di Porta Palazzo a Torino, dove la stragrande maggioranza dei banchi gestiti dagli immigrati è rimasto chiuso. Si è avuto un sussulto, quindi, una risposta coordinata e, per la prima volta, non solo emotiva o "democratica" ma sociale e in grado di mettere in risalto la reale natura del lavoro migrante.&lt;br /&gt;Lavoro sottopagato, sfruttato, eppure così importante e utilizzato a piene mani da padroni e padroncini. Che si sia trattato di un successo lo dimostra l'adesione dell'ultimo momento del Pd con l'ex segretario Franceschini che si è affacciato alla manifestazione romana. E addirittura Renata Polverini, candidata per la destra alla presidenza del Lazio ha sentito il bisogno di solidarizzare con lo sciopero. Ci sarà il tempo per fare il conto reale delle iniziative e tirare un bilancio più completo. Ma ci sembra già chiaro che il 1 marzo 2010, nonostante le reticenze, le diserzioni - evidente l'assenza di gran parte della sinistra istituzionale tutta presa con la partita elettorale - alcuni veri e propri boicottaggi segnerà la qualità e le dinamiche del movimento dei-delle migranti in Italia.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilmegafonoquotidiano.it/news/lo-sciopero-c%C3%A8-migliaia-piazza-tutta-italia"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LEGGI LA CRONACA DELLA GIORNATA DALLE CITTA'&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;www.ilmegafonoquotidiano.it&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-8685334607620384002?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/8685334607620384002'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/8685334607620384002'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/03/lo-sciopero-ce-migliaia-in-piazza-in.html' title='Lo sciopero c&apos;è: migliaia in piazza in tutta Italia'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S4xVO2QFcGI/AAAAAAAABdQ/Io6nDZqEJzA/s72-c/immilavoro.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-6358209081317078851</id><published>2010-03-01T20:21:00.000+01:00</published><updated>2010-02-28T15:58:04.347+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Verona: 1° marzo sciopero dei migranti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S4gi_9XLZGI/AAAAAAAABdI/wc2mWoAHppM/s1600-h/1+marzo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 218px; height: 310px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S4gi_9XLZGI/AAAAAAAABdI/wc2mWoAHppM/s400/1+marzo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442638631876125794" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la crisi picchia duro&lt;/span&gt;, donne e uomini, italiani e migranti, il governo risponde alla crisi con  misure di vero e proprio razzismo istituzionale. La legge Bossi-Fini e il pacchetto sicurezza  vogliono &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ridurre i migranti a forza lavoro “usa e getta”&lt;/span&gt;, perennemente ricattabile.&lt;br /&gt;Il governo Berlusconi, e la Lega Nord hanno dato via ad una campagna di odio che criminalizza tutti i migranti, giustificando il loro sfruttamento. Del resto, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;i fatti di Rosarno&lt;/span&gt; ci hanno mostrato chiaramente qual è la situazione degli immigrati in Italia: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;emarginati, espulsi, presentati come un problema di ordine pubblico.   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Contro i colpi duri della crisi e del razzismo, la risposta deve essere altrettanto forte, è ora di scegliere da che parte stare. Fino a quando i migranti saranno esposti al ricatto e allo sfruttamento, tutte/i saremo più ricattabili. E' tempo di costruire &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;un'azione di lotta&lt;/span&gt; contro l'attacco che viene portato alle condizioni di vita dei lavoratori e delle lavoratrici, italiani e migranti.  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E' ora di stare dalla parte dei/delle migranti! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;LUNEDI' 1 MARZO A VERONA, COLORIAMOCI DI GIALLO E PARTECIPIAMO TUTT@ ALLA GIORNATA DI MOBILITAZIONE E LOTTA: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&gt;&gt;&gt;&gt; dalle ore 11.00, in Piazza Santa Toscana&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&gt;&gt;&gt;&gt; dalle ore 16.00 , in Piazza Bra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Perché tutt@ insieme, italiani e migranti, diciamo no al razzismo e allo sfruttamento!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;NO ALLE LEGGI RAZZISTE E DISCRIMINATORIE – ABOLIZIONE DEL REATO DI CLANDESTINITA' – CHIUSURA DEI CENTRI DI IDENTIFICAZIONE ED ESPULSIONE –  CITTADINANZA E DIRITTO DI VOTO PER I MIGRANTI – DIFESA DEI POSTI DI LAVORO E BLOCCO DEI LICENZIAMENTI – DIRITTO ALLA CASA PER TUTT@ E BLOCCO  DEGLI SFRATTI – SALVAGUARDIA  ED ESTENSIONE DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI - SALARIO MINIMO E SALARIO SOCIALE PER TUTT@&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Attac – Circolo Pink – La Chimica – Sinistra Critica&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-left: 0.64cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; color: rgb(255, 0, 0);" align="CENTER"&gt;&lt;span style="font-family:Comic Sans MS,cursive;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-6358209081317078851?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/6358209081317078851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/6358209081317078851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/verona-1-marzo-sciopero-dei-migranti.html' title='Verona: 1° marzo sciopero dei migranti'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S4gi_9XLZGI/AAAAAAAABdI/wc2mWoAHppM/s72-c/1+marzo.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-8634288199319654157</id><published>2010-02-27T01:09:00.001+01:00</published><updated>2010-02-26T20:19:13.198+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Sabato 27 febbraio: IN PALESTINA</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Sabato 27 febbraio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;al &lt;strong&gt;Circolo Pink, Verona&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(via Scrimiari 7 - quartiere Veronetta)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);font-size:130%;" &gt;IN PALESTINA&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span mce_style="color: #000000;" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Presentazione libro, cena palestinese e foto di viaggio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S4MdUngZRnI/AAAAAAAABcg/5HnUdaMDSEk/s1600-h/DSCN1955.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 240px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S4MdUngZRnI/AAAAAAAABcg/5HnUdaMDSEk/s320/DSCN1955.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5441225014833137266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;programma:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);font-size:130%;" &gt;ore 18&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);font-size:130%;" &gt;:00&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;presentazione del libro:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Identità e conflitto&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;il caso israeliano-palestinese&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di &lt;strong&gt;Cinzia Nachira&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Prefazione di Gilbert Achcar&lt;br /&gt;Postfazione di Michel Warschawski&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.shahrazadedizioni.com/" target="_BLANK"&gt;Shahrazad Edizioni&lt;/a&gt;, 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;sarà presente l'autrice Cinzia Nachira&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span mce_style="color: #663366;" style="color: rgb(102, 51, 102);"&gt;[organizza Sinistra Critica Verona]&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ore 20:00&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Cena palestinese&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Falafel e altri sapori tipici&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Per prenotarsi telefonare a Marco: &lt;span id="__skype_highlight_id"&gt;&lt;span id="__skype_highlight_id_left" title="Opzioni Skype"&gt;&lt;span mce_style="background-image: url(/cp/images/default/en/mail/layout/invalid_image.gif);" id="__skype_highlight_id_left_adge" style="background-image: url(/cp/images/default/en/mail/layout/invalid_image.gif);"&gt;&lt;img src="http://mailbeta.libero.it/cp/images/default/en/mail/layout/invalid_image.gif" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="__skype_highlight_id_left_img"&gt;&lt;img src="http://mailbeta.libero.it/cp/images/default/en/mail/layout/invalid_image.gif" /&gt;&lt;img src="http://mailbeta.libero.it/cp/images/default/en/mail/layout/invalid_image.gif" /&gt;&lt;img src="http://mailbeta.libero.it/cp/images/default/en/mail/layout/invalid_image.gif" /&gt;&lt;img src="http://mailbeta.libero.it/cp/images/default/en/mail/layout/invalid_image.gif" /&gt;&lt;img src="http://mailbeta.libero.it/cp/images/default/en/mail/layout/invalid_image.gif" /&gt;&lt;img src="http://mailbeta.libero.it/cp/images/default/en/mail/layout/invalid_image.gif" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;img src="http://mailbeta.libero.it/cp/images/default/en/mail/layout/invalid_image.gif" /&gt;&lt;span id="__skype_highlight_id_right" title="Chiama questo numero in Italia con Skype: +393472592560"&gt;&lt;span id="__skype_highlight_id_innerText"&gt;&lt;img src="http://mailbeta.libero.it/cp/images/default/en/mail/layout/invalid_image.gif" /&gt;&lt;img src="http://mailbeta.libero.it/cp/images/default/en/mail/layout/invalid_image.gif" /&gt;&lt;img src="http://mailbeta.libero.it/cp/images/default/en/mail/layout/invalid_image.gif" /&gt;&lt;img src="http://mailbeta.libero.it/cp/images/default/en/mail/layout/invalid_image.gif" /&gt;347 2592560&lt;/span&gt;&lt;span mce_style="background-image: url(/cp/images/default/en/mail/layout/invalid_image.gif);" id="__skype_highlight_id_right_adge" style="background-image: url(/cp/images/default/en/mail/layout/invalid_image.gif);"&gt;&lt;img src="http://mailbeta.libero.it/cp/images/default/en/mail/layout/invalid_image.gif" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="color: rgb(102, 51, 102);"&gt;[organizzano Circolo Pink e Sinistra Critica Verona]&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;strong&gt;ore 21:30&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;Da Gerusalemme a Bil'in: storie di ordinaria occupazione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Foto e racconti dalla Palestina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;proiezione delle foto di un viaggio nei territori palestinesi&lt;br /&gt;(dicembre 2009 - gennaio 2010)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span mce_style="color: #663366;" style="color: rgb(102, 51, 102);"&gt;[a cura del gruppo del viaggio]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span mce_style="color: #ff0000;" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Una giornata per conoscere e pensare la Palestina.&lt;/span&gt;&lt;span mce_style="color: #ff0000;" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;Dopo un anno dall'attacco a Gaza l'occupazione continua.&lt;/span&gt; &lt;span mce_style="color: #ff0000;" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;La vita impossibile in una terra senza pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.alternativenews.org/" target="_BLANK"&gt;www.alternativenews.org&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;:: partecipa e passaparola ::&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span mce_style="color: #663366;" style="color: rgb(102, 51, 102);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span mce_style="color: #663366;" style="color: rgb(102, 51, 102);"&gt;Sinistra Critica Verona&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span mce_style="color: #663366;" style="color: rgb(102, 51, 102);"&gt;Circolo Pink&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-8634288199319654157?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/8634288199319654157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/8634288199319654157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/sabato-27-febbraio-in-palestina.html' title='Sabato 27 febbraio: IN PALESTINA'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S4MdUngZRnI/AAAAAAAABcg/5HnUdaMDSEk/s72-c/DSCN1955.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-4071038017150735489</id><published>2010-02-26T20:46:00.000+01:00</published><updated>2010-02-26T20:51:23.910+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Azione al Messaggero verso il 1Marzo - Sinistra Critica 25 - 02 - 2010</title><content type='html'>&lt;object width="500" height="405"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/I3GJIxSAF88&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/I3GJIxSAF88&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="405"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-4071038017150735489?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/4071038017150735489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/4071038017150735489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/azione-al-messaggero-verso-il-1marzo.html' title='Azione al Messaggero verso il 1Marzo - Sinistra Critica 25 - 02 - 2010'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-6295523319867082071</id><published>2010-02-25T13:20:00.001+01:00</published><updated>2010-02-25T13:23:38.143+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><title type='text'>Roma: simbolica chiusura del quotidiano "il Messaggero"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S4Zrtk0nkOI/AAAAAAAABc4/9byhgDqf5dI/s1600-h/scmess.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 370px; height: 248px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S4Zrtk0nkOI/AAAAAAAABc4/9byhgDqf5dI/s400/scmess.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442155630446481634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Una cinquantina di militanti di Sinistra Critica hanno bloccato questa mattina l'entrata del quotidiano Il Messaggero, denunciando lo sfruttamento degli immigrati che avviene nella città, nel silenzio complice dei media. Sotto accusa il proprietario del quotidiano Caltagirone, noto palazzinaro romano che sfrutta il lavoro migrante nei suoi cantieri e nasconde le disumane condizioni di vita e lavoro sul giornale di famiglia&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Caltagirone: sulla pelle dei migranti sfruttamento, speculazione e nessuna informazione! &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Nel nostro paese gli immigrati sono invisibili. Invisibili per la stampa, invisibili per la politica, invisibili per la società, tranne quando è necessario individuare un capro espiatorio per l’ennesimo episodio di cronaca nera. Ma sono i migranti a costruire le nostre case, a cucinare nei nostri ristoranti, a badare ai nostri anziani.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Come insegna la tragica vicenda di Rosarno i migranti sono necessari per la nostra economia e bersagli della nostra xenofobia.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Sinistra Critica oggi chiude simbolicamente la sede de il Messaggero, per denunciare lo sfruttamento brutale degli immigrati che quotidianamente avviene nella nostra città nel silenzio dei media. Ci sono proprio i migranti alla base dei profitti del “palazzinaro” Caltagirone, proprietario di questo quotidiano, che da un lato sfrutta largamente il lavoro dei migranti nei suoi cantieri e dall’altro nasconde le disumane condizioni di lavoro e di vita dei migranti ignorate dal giornale di famiglia.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il primo marzo in Italia ed in Francia ci sarà il primo sciopero del lavoro migrante. Una giornata senza immigrati sui posti di lavoro per far sentire il peso dei lavoratori immigrati sull’economia nazionale. Sinistra Critica sarà in piazza a fianco degli immigrati insieme a migliaia di cittadini/e antirazzisti/e, perché gli immigrati diventino protagonisti della propria vita e del proprio destino. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Contro la guerra fra poveri&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per la libertà di circolazione dei migranti&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per una sanatoria di tutti i migranti presenti sul territorio&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt; LE NOSTRE VITE VALGONO PIù DEI LORO PROFITTI! &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;1° Marzo 2010 – Sciopero degli stranieri&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-6295523319867082071?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/6295523319867082071'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/6295523319867082071'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/roma-simbolica-chiusura-del-quotidiano.html' title='Roma: simbolica chiusura del quotidiano &quot;il Messaggero&quot;'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S4Zrtk0nkOI/AAAAAAAABc4/9byhgDqf5dI/s72-c/scmess.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-1925788978624937202</id><published>2010-02-23T23:20:00.002+01:00</published><updated>2010-02-23T23:29:25.316+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra globale permanente'/><title type='text'>Iran, venti di guerra</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Christian Elia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Israele vara il drone più grande del mondo e blocca la vendita di missili russi a Teheran&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Segnatevi questo nome: &lt;em&gt;The Heron Tp&lt;/em&gt;, detto anche &lt;em&gt;Heron 2&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Eitan&lt;/em&gt;. E' il più grande drone (aereo senza pilota) mai costruito. L'hanno realizzato i ricercatori dell'&lt;em&gt;Israel Aerospace Industries&lt;/em&gt; e l'aviazione militare d'Israele l'ha presentato ieri, domenica 21 febbraio 2010, alla stampa.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S4RWogd_lTI/AAAAAAAABcw/pnsMjloOfUM/s1600-h/23631.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 310px; height: 207px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S4RWogd_lTI/AAAAAAAABcw/pnsMjloOfUM/s400/23631.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5441569503680894258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Arma micidiale. &lt;/strong&gt;Grande come un &lt;em&gt;Boeing &lt;/em&gt;737, un'apertura alare di 26 metri, una quota di volo fino a 12mila metri e oltre 20 ore di autonomia. "Con l'inaugurazione dell'&lt;em&gt;Heron Tp&lt;/em&gt; realizziamo un sogno", ha commentato durante la cerimonia di presentazione il brigadiere generale dell'aviazione israeliana Amikam Nortin, comandante della base che ospita il drone, con l'eccitazione che alcuni uomini e alcuni militari provano di fronte a strumenti di morte sempre più sofisticati. L'&lt;em&gt;Heron Tp&lt;/em&gt;, di sicuro, inaugura una nuova fase nel suo genere. "Può fare tante missioni. Può fare anche un certo tipo di missioni speciali che nessun altro &lt;em&gt;Ual &lt;/em&gt;- &lt;em&gt;Unmanned Aerial Veihcle&lt;/em&gt; - (aerei senza pilota) può realizzare", ha commentato il tenente colonnello Eyal Asenheim, che fa parte dello staff che ne curerà le azioni.&lt;br /&gt;Azioni, in vero, di tutti i tipi. Dal rifornimento in volo, all'intercettazione e all'oscuramento delle comunicazioni del nemico, fino a un vero e proprio attacco missilistico su un obiettivo.&lt;br /&gt;L'autonomia di volo, poi, permette di colpire ben oltre il Golfo Persico. Nessuno dei militari presenti alla cerimonia dell'&lt;em&gt;Heron Tp&lt;/em&gt; ha risposto in modo diretto alle domande dei giornalisti, ma è non è certo un segreto che il destinatario della nuova arma israeliana è l'Iran. &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Conto alla rovescia?&lt;/strong&gt; Il 16 febbraio scorso, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad l'ha detto senza mezzi termini: "Sono convinto che l'entità sionista sta cercando di dare avvio a una guerra, in primavera o in estate, ma credo anche che non sia stata ancora presa una decisione definitiva". Da Mosca, dove si è recato in visita ufficiale, gli ha risposto il premier israeliano Benjamin Netanhyau: "Non esiste alcun piano militare contro l'Iran. Sono le solite manipolazioni di Ahmadinejad, che alza la tensione in vista delle nuove sanzioni a Teheran. Sanzioni per le quali non dovremmo perdere tempo, aspettando il via libera del Consiglio di Sicurezza". Netanyahu ha le idee chiare: l'Onu è un inutile perdita di tempo. Lo dimostra la storia stessa dello Stato d'Israele, che viola tutte le risoluzioni del Palazzo di Vetro dal 1948. Inoltre, in passato, i vertici politico - militari di Tel Aviv non hanno esitato ad agire da soli: nel 1981 venne bombardato il sito di Osirak, in Iraq, dove il regime di Saddam sviluppava il suo programma nucleare. Lo stesso è accaduto nel 2007, in Siria. Nell'attesa di sapere se accadrà di nuovo, ora che all'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica (Aiea) non c'è più il segretario generale El Baradei e il nuovo corso dell'ente dell'Onu si annuncia meno morbido con Teheran, il governo di Ahmadinejad ha incassato un brutto stop.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Corsa agli armamenti.&lt;/strong&gt; Alexander Fomine, vicedirettore del Sistema Federale russo di cooperazione tecnico - militare, ha dichiarato il 17 febbraio scorso che la fornitura di missili all'Iran è sospesa a tempo indeterminato.&lt;br /&gt;"Il rinvio è dovuto a problemi tecnici, la fornitura verrà effettuata quando saranno risolti", ha detto all'agenzia &lt;em&gt;Interfax &lt;/em&gt;il dirigente russo, che ha escluso qualsiasi coincidenza tra questa decisione e la visita del premier israeliano Netanyahu a Mosca. In realtà un nesso c'è, visto che il sistema terra-arai &lt;em&gt;S-300&lt;/em&gt; è ritenuto di vitale importanza dal regime degli ayatollah per difendere i siti del suo programma nucleare da un eventuale attacco mirato Usa o israeliano. Il blocco delle forniture ufficiali avviene dopo il fermo delle consegne illegali, quando gli agenti dei servizi segreti israeliani intercettarono un &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/17703/Lo+strano+caso+dell%27Arctic+Sea" target="_blank"&gt;carico &lt;/a&gt;di armi per l'Iran dalla Russia. Per equilibrare lo scacco moscovita, Teheran ha annunciato - il 19 febbraio - attraverso la televisione di stato il varo del primo cacciatorpediniere di fabbricazione iraniana. "Il cacciatorpediniere Jumaran si è già unito alle forze navali dell'Iran nelle acque meridionali del Golfo Persico". Armato di siluri, il Jumaran (lungo 94 metri e con una stazza di 1500 tonnellate) è in grado di tenere sotto il controllo dei suoi radar fino a 100 bersagli nello stesso momento. Una corsa agli armamenti che nel Golfo si è arricchita anche del nuovo sistema di difesa missilistico che, a spese degli Usa, si sono dati Bahrein, Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti nel mese di gennaio. In attesa delle nuove sanzioni all'Iran (che oggi ha annunciato l'apertura di altri due siti nucleare) la tensione sale e il Golfo diventa sempre più affollato di strumenti che non promettono nulla di buono.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;www.peacereporter.net&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; 22/02/2010&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-1925788978624937202?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1925788978624937202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1925788978624937202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/iran-venti-di-guerra.html' title='Iran, venti di guerra'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S4RWogd_lTI/AAAAAAAABcw/pnsMjloOfUM/s72-c/23631.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-2454120032855157612</id><published>2010-02-23T23:03:00.003+01:00</published><updated>2010-02-23T23:30:52.226+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stati uniti'/><title type='text'>Mumia Abu-Jamal</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;" class="grey-l"&gt;di Patricia Lombroso - NEW YORK&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;" class="grey-l"&gt;Un'intervista cronometrata: quattro minuti al telefono con Mumia Abu-Jamal dal supercarcere della Pennsylvania. Il suo caso è diventato un simbolo. Una petizione rivolta al presidente Barack Obama rilancia la battaglia per riaprire il suo processo. E per fermare le esecuzioni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;          &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S4RRYevWrUI/AAAAAAAABco/I_mA8oaXcvA/s1600-h/mumia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 306px; height: 307px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S4RRYevWrUI/AAAAAAAABco/I_mA8oaXcvA/s400/mumia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5441563730780794178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;«Sono gia trascorsi 15 anni dall'ultima intervista... Eppure mi sembra ieri. Mi saluti Silvia Baraldini. Io sono ancora qui, nel braccio della morte. Sempre a un passo dall'iniezione letale». Comincia così, quasi fosse una normale conversazione in un contesto surreale, l'intervista esclusiva del manifesto con Mumia Abu-Jamal. Appena quattro minuti al telefono dalla cella del braccio della morte del supercarcere in Pennsylvania. Sono passati pochi giorni dalla ferale notizia che la Corte suprema della Pennsylvania ha stracciato la vittoria ottenuta da Mumia nel 2008, che sanciva l'appello per un nuovo processo (vedi in questa pagina). Mumia è quindi sempre piu vicino alla sua esecuzione. Ma la battaglia continua: lo stesso Mumia, con il suo legale Robert R. Bryan, ha redatto una petizione lanciata in rete a livello mondiale, che parte dal caso ormai simbolico di Mumia per chiedere l'abolizione della pena di morte negli Stati uniti. Sottoscritta già da premi Nobel e figure internazionali, tradotta in 10 lingue, sarà presentata dal suo legale a Ginevra nell'ambito del Forum mondiale sui diritti umani, dal 23 al 25 febbraio. La petizione sarà inoltrata al parlamento europeo il 2 marzo, infine testo e firme saranno presentate al presidente Usa Barack Obama.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mumia, quale messaggio vuole indirizzane in Italia riguardo il suo caso e alla pena di morte in America.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;L'Italia ritengo si distingua tra i paesi piu avanzati per la battaglia del movimento internazionale in favore a l'abolizione della pena di morte in America. Decisamente piu civilizzati dei cugini americani. Ricevo ogni giorno lettere dall'Europa, dalla Francia, sopratutto dalla Germania, poco negli ultimi anni dagli italiani. Ma so che c'è un movimento molto esteso e un grande impegno fra coloro che si battono per l'abolizione della pena di morte.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Vuole ricordarci le condizioni del regime di detenzione nel braccio della morte, dove è rinchiuso da trent'anni?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Per cinque giorni della settimana vivo 22 ore su 24 rinchiuso in questa cella, un cubicolo piccolissimo. Ogni giorno mi è permesso di usufruire di due «ore d'aria», che passo in una gabbia sorvegliata costantemente. E' permesso accedere alle docce soltanto tre volte a settimana: il lunedi, il mercoledi, il venerdi.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Questo per cinque giorni su 7. E gli altri due?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Negli restanti due giorni della settimana, se non è annunciata una visita, è consentito trascorrere del tempo nella biblioteca del carcere, che è un'altra gabbia. Insomma, trascorro gli altri due giorni della settimana senza mai uscire da questa cella e vivo quasi sempre in isolamento totale. Da solo per 22 ore su 24 della giornata.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Malgrado la brutalità di questo regime carcerario, in questi trent'anni continua a scrivere, studiare e partecipare alla vita degli altri e dei detenuti nel braccio della morte. Come riesce a non impazzire?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Ritengo di essere riuscito a restare relativamente sano. Insisto sul «relativamente» dato il contesto che imprigiona il mio corpo. La mia mente è sempre, costantemente occupata. Ci sono tante cose che vorrei fare. Per poter scrivere è necessario soprattutto pensare.Ciò comporta ore di studio, di alacre lettura e di elaborazione mentale. Ora ho iniziato anche a studiare la musica e questo richiede molto tempo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nella sua attività di giornalista e scrittore subìsce pressioni,divieti da parte del sistema penitenziario?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Certo. Quotidianamente, soprattutto le guardie della nuova generazione, fanno di tutto per impormi il muro del silenzio. Ma grazie a una causa legale conclusa con una vittoria, alcuni diritti che spettano ai detenuti nel braccio della morte sono stati riconosciuti. Ciononostante, l'isolamento totale nella cella scandisce la mia vita. Pensi che, a causa delle nevicate, questa è la prima volta da due settimane che sono uscito dalla cella per le due ore nella gabbia dell'«aria»: dopo due settimane ho avuto modo di vedere la luce naturale e respirare l'aria.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quanti sono i detenuti nel braccio della morte del supercarcere in Pennsylvania ?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;In tutto, nelle due unita del braccio della morte, sono 130 i detenuti in attesa di esecuzione. Equivale alla della popolazione carceraria di qui.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Qual'è lo stato d'animo di chi vive costantemente nell'ombra della morte?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Molti sono da anni in attesa dell'esecuzione. Alcuni sono anche persone acculturate.Ma non tutti riescono a farcela. Nell'ultimo anno tre detenuti si sono tolti la vita. Non hanno resistito. &lt;em&gt;[la voce dell'operatore della centralina del carcere, in ascolto, si inserisce per avvertire che mancano 60 secondi alla fine della comunicazione, ndr]&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Molti detenuti condannati al braccio della morte sono risultati poi innocenti, ma non si salvano dall'esecuzione: politica e ignavia di alcuni legali porta questo atroce risultato. E' cosi?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Questo non vale per tutti coloro che vengono condannati alla pena di morte, ma certo è un fattore determinante per la maggioranza dei casi, perché i legali assegnati di solito dal tribunale per la difesa del condannato a morte sono prescelti fra coloro che non hanno esperienza né competenza specifica delle attenuanti che potrebbero salvare il detenuto dalla pena capitale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prima di lasciarci, cosa ritiene possa essere utile per il suo caso e per tutti coloro che sono condannati a morte nelle carceri degli Stati uniti?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Sarebbe molto importante &lt;em&gt;[un altro annuncio avverte che mancano due secondi alla fine della comunicazione, ndr] &lt;/em&gt;se il manifesto diventasse un veicolo pubblico per la diffusione della petizione Mumia e l'abolizione della pena di morte, in questa battaglia mondiale a favore dell'abolizione delle esecuzioni in America.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Per aderire: Fax 001 415 2924878, oppure on line: &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.mumialegaldefence.org/"&gt;&lt;em&gt;www.Mumialegaldefence.org&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;il manifesto 21/02/2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mumialegaldefence.org/"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-2454120032855157612?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/2454120032855157612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/2454120032855157612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/mumia-abu-jamal.html' title='Mumia Abu-Jamal'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S4RRYevWrUI/AAAAAAAABco/I_mA8oaXcvA/s72-c/mumia.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-5095021716357827510</id><published>2010-02-21T17:26:00.002+01:00</published><updated>2010-02-21T17:34:13.184+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><title type='text'>Cocciutamente sciopero</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si è cominciato a parlare di 1° marzo e di sciopero dei migranti grazie al coraggio delle donne che hanno lanciato la campagna su Facebook. Poi hanno cominciato a parlarne anche i migranti e le migranti nei posti di lavoro, nelle RSU, nei coordinamenti e nei luoghi di aggregazione. Allora molti si sono affrettati a dare lezioni e a cercare di correggere il tiro. Uno sciopero sarebbe destinato a fallire, si è detto. Sarebbe uno sciopero etnico che dividerà i lavoratori, si è accusato. Si afferma che è uno sciopero che non si può fare, perché la precarietà e il lavoro nero innalzano barriere insormontabili. Vi sono però lavoratori e lavoratrici che cocciutamente, ignorando le lezioni e superando le barriere, lo sciopero lo stanno costruendo sul serio.&lt;br /&gt;Andando verso il 1° marzo la parola sciopero ha unificato non solo un grande movimento di solidarietà verso i migranti, ma anche i lavoratori, e non solo quelli migranti. Il 1° marzo lo sciopero si può fare e si farà, e coloro che si asterranno dal lavoro, dicendo no alla legge Bossi-Fini e al pacchetto sicurezza, parleranno anche di chi è già precario perché la sua permanenza in questo paese è legata a doppio filo a un contratto di lavoro. Parleranno di chi il permesso di soggiorno non l’ha mai nemmeno visto, proprio a causa della clandestinità che la Bossi-Fini produce e il pacchetto sicurezza criminalizza. Parleranno anche di chi è precario e sottopagato pur essendo italiano.&lt;br /&gt;Il 6 febbraio, a Brescia, una grande manifestazione contro il razzismo istituzionale che i governi locali stanno applicando con ferocia ha coinvolto 20mila uomini e donne di diverse generazioni, nella maggioranza migranti. La parola d’ordine dello sciopero si è amplificata costantemente durante quella manifestazione e in conclusione sono stati pubblicamente fatti i nomi delle aziende nelle quali lo sciopero il 1° marzo ci sarà. Il 7 febbraio a Suzzara, nel Basso Mantovano, decine di lavoratori migranti si sono incontrati per discutere degli effetti della crisi nell’era della Bossi-Fini, individuando i luoghi di lavoro nei quali lo sciopero può essere preteso. In almeno tre aziende nel Basso Mantovano, per almeno un’ora in ogni turno, lo sciopero il 1° marzo ci sarà.&lt;br /&gt;Il 14 febbraio a Bologna oltre un centinaio di lavoratori e lavoratrici ha preso parte a una grande assemblea nella quale alcuni delegati, italiani e migranti, hanno dichiarato il loro sostegno allo sciopero. Assieme lavoreranno a partire dalle RSU, ma anche interpellando i loro sindacati per dichiarare lo sciopero. Possiamo dire con ragionevole fiducia e cocciutaggine che anche nella provincia di Bologna 1° marzo lo sciopero ci sarà. Sappiamo che in altre province, come Reggio Emilia e Parma, lavoratori migranti e italiani stanno andando nella stessa direzione. Si tratta di percorsi importanti e la loro forza non può essere messa a tacere né dal governo né da quanti ritengono che, quando i migranti parlano, il lavoro si divide. Questo percorso afferma chiaramente che lottare insieme ai migranti è necessario per affermare i diritti di tutte le lavoratrici e i lavoratori. Per il primo marzo si stanno preparando moltissime mobilitazioni nel segno della lotta contro il razzismo. Noi sosterremo e contribuiremo a organizzare queste manifestazioni. Il 1°marzo però sarà soprattutto nel segno dei migranti e di tutti coloro che si assumeranno con loro il rischio della libertà di sciopero, dicendo no allo sfruttamento e alle gerarchie imposti dalla legge Bossi-Fini. Appena lo sciopero del lavoro migrante sarà realtà, smettendo di essere un mito o un’eterna promessa, la differenza dei migranti dentro al lavoro e nella vita quotidiana sarà meno terribile.&lt;br /&gt;Il 1° marzo dalle parole si può passare ai fatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coordinamento per lo sciopero del lavoro migrante in Italia&lt;br /&gt; coordinamento sciopero@gmail.com&lt;/div&gt;&lt;a href="mailto:sciopero@gmail.com"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-5095021716357827510?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5095021716357827510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5095021716357827510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/cocciutamente-sciopero.html' title='Cocciutamente sciopero'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-7691729011384647292</id><published>2010-02-19T13:35:00.003+01:00</published><updated>2010-02-19T13:47:41.120+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='no tav'/><title type='text'>Spartaco Mortola, da Genova alla Valle di Susa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S36HwvK50tI/AAAAAAAABcY/1YaApVU3r70/s1600-h/celerini.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 400px; height: 274px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S36HwvK50tI/AAAAAAAABcY/1YaApVU3r70/s400/celerini.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5439934671275807442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;      &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Lorenzo Guadagnucci &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;del Comitato Verità e giustizia per Genova - tratto da Carta.org &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Un ritratto del funzionario di polizia, che da Genova è stato promosso vicequestore di Torino. Da martedì, è stato presente in più occasione sui siti dove sono in corso le trivelle per la Torino-Lione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nella vasta rassegna stampa sui processi seguiti al G8 di Genova, l’articolo di Marco Imarisio sul Corriere della Sera del primo novembre 2004 è fra i più curiosi. Dà notizia della prima condanna di un agente [poi assolto in secondo grado], relativa al pestaggio del ragazzo di Ostia fermato, picchiato, messo in ginocchio e poi sottoposto alle «cure», fra gli altri, di Alessandro Perugini, all’epoca vice capo della Digos [ha poi avuto un anno, con pena sospesa, nel novembre scorso]. Ebbene, in quell’articolo il giornalista riferisce che uno degli indagati, Spartaco Mortola, all’epoca dei fatti capo della Digos e nel frattempo promosso vice questore di Alessandria, viene prosciolto e reagisce così: «Era accusato – scrive Imarisio – di abuso d’ufficio, falso ideologico e calunnia per l’arresto dei manifestanti di via Barabino. Il funzionario è uscito dall’aula esultando. «Uno a zero», ha detto, agitando le braccia come dopo un gol». E’ un modo davvero singolare, diciamo così, di reagire a un provvedimento del giudice da parte di un funzionario di polizia: lascia intendere che vi sia stata un’impropria gara, nei processi su Genova/G8, fra magistrati e agenti, quindi fra funzionari del medesimo stato, e insinua parecchi dubbi su che cosa si nasconda dietro lo «zero» evocato da Mortola: forse la sconfitta dei magistrati in questo improbabile duello o il livello raggiunto dalla giustizia? Non sappiamo come abbia reagito il dottor Mortola, nel frattempo ritenuto meritevole di un’ulteriore promozione a vice questore di Torino, agli altri processi nei quali è stato coinvolto, ma possiamo immaginare che abbia brindato alla «doppietta» messa a segno nei mesi scorsi: prima l’assoluzione al processo Diaz, insieme ad altri quindici imputati [inclusi tutti i dirigenti di grado più alto], poi al processo stralcio nel quale era imputato con Gianni De Gennaro, capo della polizia nel 2001, accusato dai pm Cardona Albini e Zucca di induzione alla falsa testimonianza del questore dell’epoca Francesco Colucci. Un bel tre a zero, insomma, ammesso che si accetti la metafora calcistica. Va detto che il dottor Mortola ha rivestito ruoli importanti in entrambe le vicende. Essendo capo della Digos e fra i pochi funzionari genovesi, quindi capaci di muoversi in città, nella notte della Diaz – il 21 luglio 2001 – ha svolto un ruolo essenziale durante la «perquisizione» alla scuola, conclusa come sappiamo: 93 arresti arbitrari, oltre 60 persone all’ospedale, una serie di falsi impressionante [le molotov, le ferite pregresse…]. Nell’altro procedimento, Mortola era il funzionario cui si rivolgeva Francesco Colucci nelle conversazioni che i pm interpretavano come prova del tentativo di condizionare il processo [i giudici, come detto, hanno assolto sia Mortola che De Gennaro]. Il blitz alla Diaz è ormai passato alla storia d’Italia [e d’Europa] come una delle pagine più nere della polizia di Stato: non c’è bisogno d’essere stati dall’altra parte dei manganelli, quella notte, per dire che la credibilità della polizia italiana ha toccato con quell’operazione il suo punto più basso, sia per l’episodio in sé, sia per la «gestione» del processo [fra molotov che spariscono, imputati che si avvalgono della facoltà di non rispondere, pm che accusano la polizia di comportamenti omertosi]. Quanto al processo sulla testimonianza in aula del questore, diciamo che la storia, oltre alle assoluzioni [e all’esito del processo in corso contro Colucci], dovrà registrare anche il testo delle conversazioni fra lo stesso Colucci e il dottor Mortola, e anche in questo caso non siamo alle pagine migliori nella storia della polizia: &lt;a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2009/06/30/AMEaQCiC-marcia_intercettazioni_indietro.shtml"&gt;la lettura delle trascrizioni è vivamente consigliata, così, per farsi un’idea, di che aria tira in polizia dopo il 2001&lt;/a&gt; .&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2009/06/30/AMEaQCiC-marcia_intercettazioni_indietro.shtml"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-7691729011384647292?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/7691729011384647292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/7691729011384647292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/spartaco-mortola-da-genova-alla-valle.html' title='Spartaco Mortola, da Genova alla Valle di Susa'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S36HwvK50tI/AAAAAAAABcY/1YaApVU3r70/s72-c/celerini.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-6591106315299069825</id><published>2010-02-17T22:36:00.002+01:00</published><updated>2010-02-17T22:39:55.056+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='no tav'/><title type='text'>Coldimosso 17/2</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3xiFuKi0NI/AAAAAAAABcQ/uHByUJHcIec/s1600-h/logocomitatopopolare.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 149px; height: 172px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3xiFuKi0NI/AAAAAAAABcQ/uHByUJHcIec/s400/logocomitatopopolare.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5439330300387840210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Questa volta è mancato poco. Molto poco, e il cantiere della trivella veniva occupato. Pensavano di nascondersi come sempre tra il buio della notte,il luogo improbabile dell’ennesimo sondaggio truffa e il blitz a sorpresa. Invece l’allarme parte in anticipo e già alle 23.30 il popolo valsusino è mobilitato. Alle 24.00 si individua la trivella appena posizionata ma ancora da montare. Il luogo è Coldimosso, tra Bussoleno e Susa, il sondaggio è l’S72. Dai presidi di S.Antonino e Susa partono decine di macchine che convergono sul luogo. Le forze dell’ordine sono prese alla sprovvista, sono ancora poche e mal posizionate, il primo posto di blocco sulla statale viene aggirato facilmente passando per i prati ghiacciati. Un attimo e un centinaio di persone si ritrovano con la trivella a meno di 10 metri e un unico cordone di poliziotti. A quel punto ecco che entra di scena il sanguinario vicequestore Spartaco Mortola (per sapere bene chi è, cosa ha fatto e che faccia ha, digitare su google il suo nome e cognome) che “a freddo” ordina ai suoi uomini di caricare. Per fortuna solo qualche contuso e tanta rabbia. Ma serve a poco, la gente non si sposta, rimane a far pressione e a vagare intorno al cantiere, mettendo in continua apprensione le forze dell’ordine.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Intanto, vista la situazione difficile in cui si trovano, chiudono completamente la SS24 e l’autostrada con più blocchi sia per le auto sia per chi arriva a piedi, impedendo così a molte persone di raggiungere il luogo della trivella. Partono presidi volanti davanti ai posti di blocco. I loro rinforzi invece arrivano e sono come sempre in numero spropositato. Ma, nonostante questo, per potersi garantire una via di fuga a loro e alla trivella, non possono far altro che tagliare con il cannello il guard-rail dell’autostrada e con la ruspa costruire sul momento uno svincolo “volante” contiguo al cantiere appena installato.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Bloccano le strade di mezza Valle di Susa, impediscono alle persone di muoversi liberamente, distruggono un guard-rail dell’autostrada e si fanno uno svincolo tutto per loro.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il tutto per fare un sondaggio farsa di 30 metri.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;E questi vogliono fare un opera con cantieri che durerebbero 20 anni…&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;…a sarà dura…ma sempre per loro!&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Comitato no tav Spinta dal Bass – Spazio Sociale libertario Takuma&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal; font-style: italic;"&gt;www.notav.info&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-6591106315299069825?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/6591106315299069825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/6591106315299069825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/coldimosso-172.html' title='Coldimosso 17/2'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3xiFuKi0NI/AAAAAAAABcQ/uHByUJHcIec/s72-c/logocomitatopopolare.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-2566765728733518884</id><published>2010-02-17T22:28:00.002+01:00</published><updated>2010-02-17T22:32:03.083+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra globale permanente'/><title type='text'>Marjah val bene una strage</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3xgQ0P3NYI/AAAAAAAABcI/YwgDylu17ws/s1600-h/democracy.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 400px; height: 334px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3xgQ0P3NYI/AAAAAAAABcI/YwgDylu17ws/s400/democracy.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5439328291976066434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di Enrico Pivoesana&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Marines in difficoltà a Marjah, da dove la Croce Rossa è riuscita a evacuare alcuni dei civili feriti che erano bloccati da giorni in città. Almeno 26 i civili uccisi dall'inizio dell'operazione Moshtarak&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dopo due giorni di attesa, la Croce Rossa Internazionale (Icrc) ha ottenuto dalle truppe Usa il permesso di evacuare dalla città Marjah i civili feriti nelle prime fasi dell'attacco dei Marines.&lt;br /&gt;Ottenuta la '&lt;em&gt;green light&lt;/em&gt;' dal comando militare Usa, il convoglio dell'Icrc ha potuto oltrepassare i checkpoint che bloccano tutte le vie di accesso alla città assediata, raggiungendo dopo diverse ore di viaggio l'ospedale di Emergency a Lashkargah. &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Mancano le donne e i bambini.&lt;/strong&gt; "Dei ventotto feriti che aspettavano inizialmente - riferisce oggi Matteo Dell'Aira, infermiere capo del centro chirurgico dell'ong italiana - ne abbiamo ricevuti solo sette, tutti uomini: sappiamo che sei erano deceduti per mancanza di cure nell'attesa di venire trasportati. Degli altri quindici feriti, donne e bambini, non abbiamo notizie".&lt;br /&gt;La scelta di far uscire da Marjah solo i feriti uomini potrebbe spiegarsi con il fatto che mentre questi possono essere fatti passare per vittime combattenti, donne e bambini sono automaticamente contati come vittime civili.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;19 civili feriti nell'ospedale di Emergency.&lt;/strong&gt; In tutto, dall'inizio dell'operazione Moshtarak, sono 19 i civili feriti nel corso dell'offensiva anglo-americana che sono riusciti a raggiungere l'ospedale di Emergency, che dista poche decine di chilometri dalla zona dei combattimenti. Tra di loro c'è un bambino di 7 anni colpito al petto da un proiettile e una bambina di 12 anni che invece è stata colpita al ginocchio.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;26 civili uccisi dall'inizio dell'offensiva.&lt;/strong&gt; Nel frattempo, come ci confermano dall'ospedale di Emergency, l'offensiva alleata si sta espandendo anche nella vicina provincia di Kandahar, dove la notte scorsa 5 civili sono stati uccisi in un bombardamento aereo Usa. Sale quindi a 26 il bilancio dei civili uccisi dall'inizio dell'operazione Moshtarak: oltre a questi ultimi, 12 (tra cui 6 bambini) uccisi in un bombardamento missilistico e Nadalì, 3 uccisi la notte scorsa nel corso degli scontri nella stessa zona e i 6 feriti deceduti a Marjah.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Marines avanzati di soli 500 metri in 24 ore&lt;/strong&gt;. Dal punto di vista militare, le notizie che arrivano da Marjah sono tutt'altro che confortanti per i comandi alleati. Gli insorti continuano a opporre una dura resistenza ai Marines, che secondo fonti citate dal Guardian nelle ultime 24 ore sono avanzati in città di soli 500 metri, nonostante il supporto dell'artiglieria e dell'aviazione. "Gli americani arrivati in elicottero controllano solo alcune aree della città, dove ora li teniamo sotto assedio", ha dichiarato un portavoce talebano, Tariq Ghazniwal , invitando i giornalisti a visitare Marjah per vedere "chi controlla la città".&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;www.peacereporter.net&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-2566765728733518884?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/2566765728733518884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/2566765728733518884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/marjah-val-bene-una-strage.html' title='Marjah val bene una strage'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3xgQ0P3NYI/AAAAAAAABcI/YwgDylu17ws/s72-c/democracy.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-4492353067672763853</id><published>2010-02-14T23:58:00.002+01:00</published><updated>2010-02-15T00:03:55.921+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra globale permanente'/><title type='text'>Afghanistan, i marines impediscono alla Croce Rossa l'evacuazione dei civili feriti a Marjah</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3iBTau-bsI/AAAAAAAABcA/ODLcReThkpk/s1600-h/obama+nobel.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 165px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3iBTau-bsI/AAAAAAAABcA/ODLcReThkpk/s400/obama+nobel.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438238720643722946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Emergency accusa il Nobel per la pace Obama di crimini di guerra e chiede l'immediata apertura di un corridoio umanitario&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;di Enrico Piovesana&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le truppe Usa che circondano Marjah impediscono l'evacuazione dei civili feriti, causandone la morte per mancanza di cure adeguate. La denuncia arriva dall'ospedale di &lt;em&gt;Emergency&lt;/em&gt; a Lashkargah, che si trova a soli 40 chilometri dall'epicentro dell'offensiva alleata in corso da venerdì notte, e da dove si sentono distintamente i rumori della battaglia in lontananza: i boati sordi delle esplosioni, gli echi continui delle raffiche di mitra e i rumori degli elicotteri e dei caccia che volano senza sosta. &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;"Sabato mattina la Croce Rossa Internazionale ci ha contattati - riferiscono dal centro chirurgico dell'ong italiana - dicendoci che nel loro pronto soccorso di Marjah avevano 28 civili gravemente feriti nelle prime fasi dell'attacco, ma che non riuscivano a portarli al nostro ospedale perché i marines non concedevano loro il permesso di oltrepassare i checkpoint fuori città. Così, 6 dei 28 feriti sono deceduti per mancanza di cure adeguate".&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;"Siamo a domenica sera e i militari Usa continuano a impedire l'uscita dei mezzi della Croce Rossa Internazionale, che ora sta provando a far arrivare a Marjah un convoglio partito da Kandahar, nella speranza di poter rompere il blocco imposto dalle truppe Usa. Nel caso in cui l'evacuazione riuscisse, i feriti verranno portati qui all'ospedale di &lt;em&gt;Emergency&lt;/em&gt;, il più vicino all'area dei combattimenti: solo 40 chilometri che però in questo momento richiedono 5 o 6 ore di viaggio a causa delle decine di checkpoint militari lungo la strada".&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Solo pochi civili feriti nell'operazione alleata 'Moshtarak' sono giunti finora all'ospedale di &lt;em&gt;Emergency&lt;/em&gt; a Lashkargah riuscendo ad aggirare il blocco imposto dalle truppe Usa. "Abbiamo ricevuto finora cinque feriti dalla zona di Marjah: tra di loro un bimbo di sette anni con una pallottola in pieno petto", spiegano dal centro chirurgico.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Durissima la presa di posizione di &lt;em&gt;Emergency&lt;/em&gt;, che in un comunicato dal titolo 'Nobel per la pace e criminali di guerra' denuncia i "gravissimi crimini di guerra perpetrati dalle forze della coalizione internazionale guidate dagli Stati Uniti e chiede che venga aperto un corridoio umanitario per garantire una pronta assistenza ai feriti".&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;www.peacereporter.net&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-4492353067672763853?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/4492353067672763853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/4492353067672763853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/afghanistan-i-marines-impediscono-alla.html' title='Afghanistan, i marines impediscono alla Croce Rossa l&apos;evacuazione dei civili feriti a Marjah'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3iBTau-bsI/AAAAAAAABcA/ODLcReThkpk/s72-c/obama+nobel.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-7055186764953499188</id><published>2010-02-14T18:52:00.003+01:00</published><updated>2010-02-14T18:58:36.489+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='femminismi e lgbtq'/><title type='text'>La scarpa della Santanchè con la falce e il martello</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3g5fUTRgdI/AAAAAAAABb4/RkTchf44Dp8/s1600-h/18369_1197579263867_1360056382_30461631_5661071_n.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 228px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3g5fUTRgdI/AAAAAAAABb4/RkTchf44Dp8/s320/18369_1197579263867_1360056382_30461631_5661071_n.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438159760238150098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="color: rgb(249, 5, 59);"&gt;&lt;strong&gt;Qualcuno&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; ci può dire cosa ci fa la scarpa sadomaso della santanchè su un manifesto di rifondazione? &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="color: rgb(249, 5, 59);"&gt;&lt;strong&gt;Donna di classe&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; sarebbe la proletaria, l'insegnante licenziata, quella costretta a piazzarsi sui tetti dei provveditorati o l'operaia licenziata o la straniera rinchiusa in un Cie e poi mandata in carcere se prova a ribellarsi alle molestie? Sarebbe quella la donna di classe? E chi è il/la creativ* che ha avuto la bella idea di identificare tutto ciò con una scarpa fetish/sessista che più sessista non si può? Perchè non una bella frusta e un corpino di pelle nera allora... &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="color: rgb(249, 5, 59);"&gt;&lt;strong&gt;Da quando &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;una donna "di classe" mette una scarpa così scomoda se non per stuzzicare la fantasia dei maschietti? E' un manifesto fatto per richiamare l'attenzione delle donne o per adescare maschi?  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="color: rgb(249, 5, 59);"&gt;&lt;strong&gt;L'uomo di classe &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;quindi come lo faremo? Con un mocassino di camoscio o con uno stivale in pura pelle di coccodrillo? &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="color: rgb(249, 5, 59);"&gt;&lt;strong&gt;Perplesse&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Basite. Siamo veramente molto perplesse. E qualcuna di noi rifondazione la vota pure...&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;http://femminismo-a-sud.noblogs.org/&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-7055186764953499188?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/7055186764953499188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/7055186764953499188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/la-scarpa-della-santanche-con-la-falce.html' title='La scarpa della Santanchè con la falce e il martello'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3g5fUTRgdI/AAAAAAAABb4/RkTchf44Dp8/s72-c/18369_1197579263867_1360056382_30461631_5661071_n.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-4160092639335829599</id><published>2010-02-13T21:08:00.002+01:00</published><updated>2010-02-13T21:13:47.788+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra globale permanente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola e università'/><title type='text'>La scuola della guerra</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3cHji5CqNI/AAAAAAAABbw/z0lJ9VkXLKU/s1600-h/gelminibeataignoranza.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 198px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3cHji5CqNI/AAAAAAAABbw/z0lJ9VkXLKU/s400/gelminibeataignoranza.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5437823382316034258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Stefano Ferrario&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Il  Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Scientifica, On. Mariastella  Gelmini, e il presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Pier  Francesco Guarguaglini, hanno firmato un protocollo d'intesa per l'avvio della  sperimentazione del nuovo Progetto di Riforma relativo agli istituiti tecnici  superiori (ITS), denominato "Tecnici Superiori per Finmeccanica".&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Uno degli  anelli fondamentali delle aziende a prevalente produzione bellica è la  collaborazione con le scuole del territorio dove esse sono ubicate. Vi sono le  storie di alcuni scambi tra AgustaWestland, Alenia Aermacchi e le scuole  elementari e medie inferiori della provincia di Varese e Novara. &lt;/span&gt;Ora siamo di  fronte ad un fatto grave che, in sostanza, vede un accordo sistematico di  ingresso del "privato" (Finmeccanica, anche se va ricordato che circa un terzo  delle azioni di Finmeccanica sono possedute dal Ministero del Tesoro) nel  "pubblico" (il sistema scolastico pubblico), per la formazione in loco della  forza lavoro altamente qualificata necessaria all'azienda, con i finanziamenti  di questo percorso ad opera del "pubblico" (ad esempio il Ministero  dell'Istruzione, Università e Ricerca Scientifica - MIUR).&lt;br /&gt;Vediamone i  dettagli. L'intesa si prefigge la partecipazione di Finmeccanica, attraverso le  proprie aziende presenti sul territorio, alla costituzione di Fondazioni che  sorgeranno in Piemonte, Toscana, Campania e Puglia.&lt;br /&gt;Come contribuiranno al  progetto le aziende della holding italiana? Si muoveranno su tre livelli:  "Governance, individuando propri rappresentanti nel consiglio direttivo e nel  comitato scientifico delle Fondazioni; Asset, con personale interno che fornirà  attività di docenza (per la metà delle ore curriculari previste) e la  disponibilità ad utilizzare le proprie strutture interne (ad esempio laboratori  e macchinari); Placement, selezionando i giovani partecipanti più meritevoli per  l'inserimento in azienda."&lt;br /&gt;Chi sosterrà la riforma degli ITS è il "pubblico"  e saranno, appunto, il MIUR, le Regioni e, in quota parte, il Ministero dello  Sviluppo Economico.&lt;br /&gt;Finmeccanica dichiara che "il progetto è pienamente in  linea con le strategie del Gruppo, da sempre attento alla valorizzazione delle  persone, alla loro formazione ed al loro sviluppo professionale, nella  convinzione che il sapere tecnico e una cultura del saper fare siano le chiavi  per rispondere adeguatamente alle sfide attuali." Pier Francesco Guarguaglini  sottolinea, inoltre, che "questo progetto rispecchia i valori e le  caratteristiche del nostro Gruppo, votato alla continua innovazione tecnologica,  alla ricerca dell'eccellenza, alla valorizzazione del merito e alla cultura del  lavoro; con una particolare attenzione al territorio, considerato che  Finmeccanica è una realtà internazionale, ma, al tempo stesso, molto sensibile  alle specificità dei territori nei quali opera."&lt;br /&gt;Dal canto suo Mariastella  Gelmini, mionistro dell'istruzione afferma che con questa modalità "si da  concretezza ad un obiettivo che il Ministero sta perseguendo con determinazione:  rafforzare le competenze di base del sistema scolastico, per preparare in  maniera adeguata i giovani alle sfide del mondo del lavoro."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;www.peacereporter.net&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-4160092639335829599?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/4160092639335829599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/4160092639335829599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/la-scuola-della-guerra.html' title='La scuola della guerra'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3cHji5CqNI/AAAAAAAABbw/z0lJ9VkXLKU/s72-c/gelminibeataignoranza.png' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-3784371029621378351</id><published>2010-02-12T18:59:00.000+01:00</published><updated>2010-02-12T21:00:17.446+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><title type='text'>Sabato 13 febbraio: Assemblea pubblica verso il 1 marzo</title><content type='html'>&lt;i style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;verso il 1 marzo 2010 &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;UNA GIORNATA SENZA DI NOI - sciopero/mobilitazione dei/delle migranti&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3L2zBn8HPI/AAAAAAAABbg/18LFCOQLgQU/s1600-h/migranti-rosarno.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 300px; height: 237px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3L2zBn8HPI/AAAAAAAABbg/18LFCOQLgQU/s400/migranti-rosarno.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436679056659324146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Sabato 13 febbraio&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;, ore 14.30 sala Lucchi&lt;/b&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;- zona Stadio (Verona)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Assemblea per un coordinamento nazionale contro razzismo e xenofobia&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;i&gt;:::: interventi di realtà italiane ed internazionali che si occupano di lotte dei migranti::::&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 204);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt; &lt;i style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Coordinamento Migranti di Verona - Primomaggio - Migranti della Toscana del Nord&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt; Aderiscono: &lt;/b&gt;Rete Migranti di Vicenza, Comunità Migranti di Verona, RdB, CUB, Sinistra Critica, La Chimica, Circolo Pink Verona, Attac, Centro Culturale e di Documentazione "Bertold Brecht" Schio (VI), Comitato "Oltre Rosarno", AL Cobas, Sinistra Ecologia e Libertà, Federazione della Sinistra, Pdac.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-3784371029621378351?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/3784371029621378351'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/3784371029621378351'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/sabato-13-febbraio-assemblea-pubblica.html' title='Sabato 13 febbraio: Assemblea pubblica verso il 1 marzo'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3L2zBn8HPI/AAAAAAAABbg/18LFCOQLgQU/s72-c/migranti-rosarno.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-1773273428795808679</id><published>2010-02-11T22:37:00.000+01:00</published><updated>2010-02-11T13:55:52.911+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ecologismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Giovedì 11 febbraio: capitalismo e ambiente</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i style="color: rgb(102, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(102, 51, 255);"&gt;LE NOSTRE VITE VALGONO PIU' DEI LORO PROFITTI &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(102, 51, 255);"&gt;crisi | movimenti | territori | prospettive &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;Giovedì 11 febbraio 2010 - ore 20.45 Circolo Pink (via Scrimiari 7, Verona)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Territorio S.p.A. [2]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;workshop&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Capitalismo e ambiente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Introduce &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Fabrizio Valli&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(Sinistra Critica e ATTAC)&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;La &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;privatizzazione dell'acqua&lt;/span&gt; ed il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;cambiamento climatico&lt;/span&gt;: due esempi per ragionare sullo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sfruttamento capitalista delle risorse naturali&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;e dei beni comuni&lt;/span&gt;, sulle prospettive dell'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ecosocialismo&lt;/span&gt;, per un cambiamento radicale, profondo e strutturale nell'organizzazione della produzione, del territorio, della città e dei trasporti.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Sinistra Critica e Attac&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-1773273428795808679?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1773273428795808679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1773273428795808679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/giovedi-11-febbraio-capitalismo-e.html' title='Giovedì 11 febbraio: capitalismo e ambiente'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-4585261974789169485</id><published>2010-02-11T13:51:00.002+01:00</published><updated>2010-02-11T13:54:27.779+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><title type='text'>Noi non siamo complici</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;Noi Non Siamo Complici: Basta deportazioni, Basta Lager di Stato! Diritti per Tutti/e!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Priscilla oggi esce dal carcere di &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3P9vLiwYqI/AAAAAAAABbo/GZW4tJXyp7c/s1600-h/cpt.bmp"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 397px; height: 283px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3P9vLiwYqI/AAAAAAAABbo/GZW4tJXyp7c/s400/cpt.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436968162160566946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Mantova, ma la sua vicenda inizia nel Centro di Identificazione ed Espulsione (CIE) di via Corelli a Milano, dove i suoi aguzzini vorrebbero farla tornare per altri sei mesi. La sua storia è comune a quella di altre quattro donne nigeriane Joy, Helen, Florence e Debby, che da sei mesi sono rinchiuse in diversi carceri della Lombardia mentre qualcuno cerca di intralciare le comunicazioni tra loro e chi vorebbe difenderle.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Sono state incarcerate per la rivolta del 13 agosto nel CIE milanese, conseguenza della disumanità in cui queste persone sono costrette a vivere al di fuori di qualsiasi legge sulla detenzione, ma soprattutto del tentativo di stupro a Joy messo in atto dall' ispettore capo della Polizia Vincenzo Addesso, sventato solo grazie all' intervento della sua compagna di stanza, Helen.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Durante il processo per la rivolta emerge tutto, Joy parla, Helen parla e, nonostante la mancanza di qualsiasi contraddizione nelle loro deposizioni, vengono incarcerate e accusate di calunnia. Tutto deve essere messo a tacere: la polizia stupra nei CIE.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;In questi mesi si verificano una serie di eventi anomali: gli avvocati dei comitati antirazzisti e dei gruppi femministi subiscono degli intralci nel mettersi in contatto con queste cinque donne, addirittura non si sa dove sono dato che vengono divise in 3 carceri lombardi, a Como, Brescia e Mantova&lt;/span&gt;; una manifestazione di donne a Milano il giorno contro la violenza sulle donne viene caricata a freddo poichè esibiva lo striscione 'la polizia strupra nei CIE'; negli ultimi giorni a Joy per problemi ( chiamiamoli interventi dall' alto ) viene assegnato un avvocato d' ufficio in sostituzione di quello, legato a un comitato antirazzista, che la seguiva fin dal processo di Milano.&lt;br /&gt;Questa vicenda conferma che i CIE sono uno dei pilastri di un sistema di controllo totalitario che, oltre a tamponare nei CIE la forza-lavoro migrante per meglio sfruttarla e ricattarla, legittima e moltplica le violenze e gli abusi nei confronti dei migranti.&lt;br /&gt;Ci sentiamo di affermare che l' istituzione di questo sistema securitario fatto di pacchetti sicurezza e lager di stato è frutto di una campagna mediatica e istituzionale costruita sull' equazione razzista clandestino=stupratore, ma la realtà è ben diversa. Le profughe respinte alle frontiere e rimandate in Libia infatti subiscono atroci violenze nei campi di concentramento libici costruiti con soldi italiani e intanto qui, in Italia, le donne migranti quotidianamente subiscono violenze dentro e fuori i Centri di Identificazione ed Espulsione. Violenze che non emergono per la doppia condizione di ricattabilità che vivono le vittime- in quanto donne e irregolari -mentre i loro aguzzini, come l' ispettore capo Vincenzo Addesso, godono di coperture e connivenze sociali.&lt;br /&gt;Priscilla, Joy, Helen, Debby e  Florence usciranno dal carcere venerdì 12 gennaio, il pacchetto sicurezza prevederebbe di farle tornare nei CIE, dai loro aguzzini, pretendiamo invece che siano rilasciate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VENERDì 12 FEBBRAIO PRESIDIO DALLE 7.00 SOTTO IL CARCERE IN VIA POMA&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spazio Sociale La Boje!&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sinistra Critica Mantova&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-4585261974789169485?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/4585261974789169485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/4585261974789169485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/noi-non-siamo-complici.html' title='Noi non siamo complici'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S3P9vLiwYqI/AAAAAAAABbo/GZW4tJXyp7c/s72-c/cpt.bmp' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-6062352510243063997</id><published>2010-02-11T13:48:00.000+01:00</published><updated>2010-02-11T13:50:48.443+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><title type='text'>Ribellarsi è gisuto!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 0, 153);"&gt;RIBELLARSI E' GIUSTO!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 0, 153);"&gt;CON JOY, HELLEN, DEBBY, PRISICLLA e FLORENCE.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Joy, Hellen, Debby, Priscilla e Florence sono donne nigeriane che, alla fine della scorsa estate, hanno partecipato alla rivolta dei migranti nel Centro di Identificazione ed Espulsione di via Corelli a Milano, dove si trovavano rinchiuse per il solo fatto di essere clandestine, condizione che in Italia è sancita come reato.&lt;br /&gt;Arrestate insieme ad altri ed altre migranti, Joy ed Hellen hanno avuto il coraggio di denunciare il capo ispettore Vittorio Addesso per tentato stupro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il silenzio dei media e delle istituzioni tenta di mascherare, dietro alla tanto sbandierata sicurezza dei cittadini italiani, l'orrore quotidiano che le donne e gli uomini detenuti senza alcuna colpa nei Centri di Identificazione ed Espulsione devono sopportare.&lt;br /&gt;Sappiamo bene che in questi nuovi lager, dove sono negati i fondamentali diritti umani, gli abusi sono all'ordine del giorno.&lt;br /&gt;Sappiamo bene che alle donne migranti detenute nei Cie tocca una sorte ancora peggiore: tocca loro subire soprusi e violenze sessuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si può fingere di non sapere, non si può essere complici.&lt;br /&gt;La violenza contro le donne è sempre e comunque un crimine inaccettabile; Joy e Hellen, con il supporto delle altre donne, hanno avuto il coraggio urlarlo in un'aula di tribunale e per questo sono state denunciate per calunnia e rinchiuse in carcere. Hellen e Florence si trovano nel carcere di Verziano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 12 febbraio verranno scarcerate e corrono il rischio di essere nuovamente rinchiuse in un Cie, andando incontro a coloro da cui sono state costrette a difendersi.&lt;br /&gt;Non vogliamo essere complici di questo sistema basato sullo stupro e sulla violenza che, con il pretesto della "sicurezza", lascia passare sotto silenzio soprusi degni di un regime.&lt;br /&gt;Non vogliamo che Joy, Hellen, Debby, Priscilla e Florence ritornino nelle mani dei loro aguzzini.&lt;br /&gt;Vogliamo ribadire che non siamo più disposti/e a sopportare l'esistenza di questi lager.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 12 febbraio saremo fuori dal carcere di Verziano ad aspettare Hellen e Florance, per far sentire loro che non sono sola e che non lasceremo passare tutto questo sotto silenzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;VENERDì 12 FEBBRAIO PRESIDIO PER HELLEN e FLORENCE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;DALLE ORE 8.45 FUORI DAL CARCERE DI VERZIANO.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Appuntamento alle ore 8.15 al Centro Sociale Magazzino47&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-6062352510243063997?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/6062352510243063997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/6062352510243063997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/ribellarsi-e-gisuto.html' title='Ribellarsi è gisuto!'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-1351897514296989942</id><published>2010-02-07T23:25:00.002+01:00</published><updated>2010-02-07T23:32:34.300+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ecologismo'/><title type='text'>Adesso basta. Sull’acqua decidiamo noi!</title><content type='html'>&lt;div class="content_content"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;20 marzo 2010: manifestazione nazionale per l’acqua ed i beni comuni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;aprile 2010 parte il referendum per l’acqua pubblica&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il Governo Berlusconi pensava, con l’approvazione dell’&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;art.15-decreto Ronchi&lt;/span&gt;, di chiudere i giochi sulla privatizzazione dell’acqua, consegnando questo bene comune agli appetiti dei mercati e delle grandi multinazionali, si è sbagliato di grosso.&lt;br /&gt;L’approvazione di quella legge, avvenuta fra l’indignazione generale, ha costituito un gravissimo attacco alle mobilitazioni e alle proposte messe in campo dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, che, accanto alle resistenze in tutti i territori del Paese, ha consegnato &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S28_YZrC_AI/AAAAAAAABbY/nLMQ9bIvJLI/s1600-h/arton3098.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 259px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S28_YZrC_AI/AAAAAAAABbY/nLMQ9bIvJLI/s400/arton3098.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435632963700325378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;da due anni una legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua, corredata da oltre 400.000 firme.  Se quella legge giace colpevolmente nei cassetti delle commissioni parlamentari, le lotte per la ripubblicizzazione dell’acqua si sono ulteriormente estese in tutti i territori : &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sono ormai oltre cento i Comuni che hanno approvato delibere di modifica degli Statuti comunali, dichiarando l’acqua ‘bene comune e diritto umano universale ’ ed il servizio idrico come ‘privo di rilevanza economica’, e sottraendosi in questo modo alla incostituzionale normativa nazionale. &lt;/span&gt;Comuni che hanno nel frattempo costituito il ‘Coordinamento nazionale degli enti locali per l’acqua pubblica’ e che, il prossimo 6 marzo, terranno a Roma la loro prima assemblea nazionale.&lt;br /&gt;Molto altro è in cantiere per determinare la riappropriazione sociale di un bene comune da sottrarre al mercato.  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sabato 20 marzo un grande manifestazione nazionale attraverserà le strade e le piazze di Roma per ribadire il NO alla privatizzazione dell’acqua&lt;/span&gt;, per riaffermare che l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale e per chiedere l’immediata approvazione della nostra legge d’iniziativa popolare, che chiede la ripubblicizzazione dell’acqua e la sua gestione partecipativa.  Abbiamo sempre considerato l’acqua come un paradigma di molti beni comuni naturali e sociali da sottrarre ai privati e ai grandi capitali finanziari.  In questi anni e in moltissimi territori sono nate decine di altre resistenze in difesa dei beni comuni.  Significative mobilitazioni popolari, capaci di proposte alternative nel segno della democrazia condivisa, stanno tenacemente contrastando la politica delle “grandi opere” devastatrici dei territori, una gestione dei rifiuti legata al business dell’incenerimento, un modello energetico dissipatorio e autoritario, basato su impianti nocivi ed ora anche sul nucleare.  Vogliamo costruire assieme a tutte queste realtà la manifestazione nazionale di sabato 20 marzo e abbiamo già inviato loro uno specifico appello in questo senso.  Pensiamo che la manifestazione, oltre ad essere un importante ed unificante momento di lotta, possa mettere al centro con intelligenza e determinazione la questione della democrazia partecipativa, ovvero l’inalienabile diritto di tutte/i a decidere e a partecipare alla gestione dell’acqua e dei beni comuni, del territorio e dell’energia, della salute e del benessere sociale.  Sullo stop alle politiche di privatizzazione e sulla necessità di una forte, radicata e diffusa campagna nazionale, un vastissimo fronte in queste settimane si è aggregato al Forum italiano dei movimenti per l’acqua : dalle associazioni dei consumatori alle associazioni ambientaliste, dal mondo cattolico e religioso al popolo viola, dai movimenti sociali al mondo sindacale, alle forze politiche.  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Tutte e tutti insieme abbiamo deciso di lanciare a partire dal prossimo mese di aprile, una grande campagna di raccolta firme per la promozione di tre referendum abrogativi.  &lt;/span&gt;Tre SI per la ripubblicizzazione dell’acqua, tre SI per dire basta ai profitti su un bene essenziale.  Uno strumento per dire una volta per tutte : “Adesso basta. Sull’acqua decidiamo noi!”.  Perché si scrive acqua ma si legge democrazia.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;www.acquabenecomune.org&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;&lt;a href="http://www.acquabenecomune.org/" class="spip_url spip_out"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;            &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-1351897514296989942?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1351897514296989942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1351897514296989942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/adesso-basta-sullacqua-decidiamo-noi.html' title='Adesso basta. Sull’acqua decidiamo noi!'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S28_YZrC_AI/AAAAAAAABbY/nLMQ9bIvJLI/s72-c/arton3098.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-2901990232879989517</id><published>2010-02-07T22:04:00.002+01:00</published><updated>2010-02-07T22:06:19.930+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><title type='text'>6 febbraio, Brescia: in 20.000 contro il razzismo e la crisi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S28rOqOds3I/AAAAAAAABbQ/M2neBK4e25U/s1600-h/foto%2Bcorteo%2Bbrescia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 189px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S28rOqOds3I/AAAAAAAABbQ/M2neBK4e25U/s400/foto%2Bcorteo%2Bbrescia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435610806112596850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Venti mila migranti in piazza a Brescia contro il razzismo istituzionale e per non pagare la crisi. &lt;/span&gt;Tanti, tantissimi come non si vedevano da anni sono scesi nelle strade in un corteo che ha bloccato il centro della città per concludersi sotto il palazzo comunale. Una manifestazione organizzata dalle associazioni dei migranti e dai gruppi antirazzisti&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;con&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;l’obiettivo di dare una risposta forte al razzismo delle leggi e dei provvedimenti del Governo e di molti comuni della provincia di Brescia. Molte le comunità migranti presenti con cartelli e striscioni che esprimevano la volontà di non subire passivamente il razzismo che proviene da una miriade di ordinanze e delibere di comuni amministrati dalla Lega ma non solo. Una mobilitazione che è partita dal basso su una piattaforma che aveva al centro il ritiro dei provvedimenti del governo contenuti nel pacchetto sicurezza e dell’odioso permesso di soggiorno a punti, la nuova trovata razzista del ministro dell’Interno. Senza dimenticare, come invece molti spesso fanno, che la legge Bossi-Fini continua a produrre effetti devastanti. In tempo di crisi la precarietà dei migranti si amplifica. Perdendo il posto di lavoro, si perde il permesso di soggiorno con il rischio di finire in un Centro di identificazione ed Espulsione. Una doppia precarietà che incide pesantemente sulle condizioni di vita e sui diritti dei migranti. Per combattere il razzismo, la precarietà, la marginalizzazione sociale negli slogan, nelle frasi dei migranti una parola era ricorrente: sciopero. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La manifestazione di Brescia è stata concepita e organizzata anche come una tappa verso il 1° marzo : un giorno senza di noi.&lt;/span&gt; L’iniziativa nata in Francia che ha trovato sostegno anche in Italia fino a diventare un percorso che sta coinvolgendo molte associazioni e coordinamenti di migranti. Di fronte alla brutalità del razzismo ed alla durezza della crisi sta crescendo la consapevolezza che lo sciopero, a partire dai luoghi di lavoro, sia lo strumento più incisivo per non tornare invisibili e clandestini. Tanto è vero che dal palco è stato fatto un primo elenco delle aziende, in cui lavorano molti migranti, che il 1° marzo scenderanno in sciopero soprattutto su iniziativa delle Rsu composte in maggioranza o in parte da migranti. Una giornata, quella di oggi a Brescia, che potrebbe essere il segno di un nuovo protagonismo dei migranti sui luoghi di lavoro e nella società.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-2901990232879989517?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/2901990232879989517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/2901990232879989517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/6-febbraio-brescia-in-20000-contro-il.html' title='6 febbraio, Brescia: in 20.000 contro il razzismo e la crisi'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S28rOqOds3I/AAAAAAAABbQ/M2neBK4e25U/s72-c/foto%2Bcorteo%2Bbrescia.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-1402914436351425428</id><published>2010-02-07T21:53:00.002+01:00</published><updated>2010-02-07T22:00:27.159+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='femminismi e lgbtq'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='contro la violenza maschile sulle donne'/><title type='text'>A che serve la memoria?</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.71cm; color: rgb(102, 0, 204);"&gt;&lt;span style="font-family:Helvetica, Arial, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic; color: rgb(102, 0, 204);"&gt;dal COLLETTIVO FEMMINISTA MAI STATE ZITTE di Milano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Car@ amic@,&lt;br /&gt;con il comunicato che qui alleghiamo vogliamo attirare la vostra attenzione sulle RIPETUTE VIOLENZE CONTRO LE DONNE ACCADUTE NEL CIE DI MILANO e che finora sono passate sotto silenzio, nonostante si sappia che in quei luoghi la miscela di        razzismo e sessismo è un mix esplosivo. Come forse saprete, cinque immigrate del Cie di via Corelli sono state incarcerate dopo la rivolta dell'estate scorsa, e tra di loro una situazione molto pesante riguarda in particolare Joy ed Hellen, che hanno denunciato l'ispettore capo del Cie per un tentativo di stupro. Ora, in attesa di processo, rischiano di essere rimandate proprio nel luogo da dove han cercato di fuggire, rischiando prevedibili ritorsioni. QUALCHE ANNO FA PROPRIO DA MILANO È PARTITO UN GRANDE MOVIMENTO DI DONNE CONTRO LA VIOLENZA, GLI STUPRI E IL FEMMINICIDIO. Questo crimine odioso connaturato al sistema patriarcale ci riguarda tutte, native e immigrate,        legali e illegali, e continua a ripetersi. Lo sappiamo molto bene. Ecco perché dobbiamo riprendere a discuterne, a smascherarlo e a denunciarlo, e soprattutto dobbiamo dimostrare tutta la nostra solidarietà alle donne che  ne sono vittime. LE DONNE DEL MOVIMENTO CONTRO LA VIOLENZA, LE DONNE CHE LOTTANO CONTRO IL PATRIARCATO E IL SESSISMO, NON POSSONO RESTARE INDIFFERENTI.         Possiamo, e dobbiamo, mobilitarci per difendere il diritto all'inviolabilità, alla libertà e al rispetto di Joy, Hellen e delle altre migranti costrette a subire violenza nei Cie, che oltretutto sono luoghi di sospensione da ogni diritto.        QUESTA LOTTA CI RIGUARDA. Vi chiediamo quindi di NON RESTARE IN SILENZIO e di unirvi a noi nel pensare con urgenza a tutte le iniziative possibili, simboliche e concrete.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.71cm; color: rgb(102, 0, 204);"&gt;&lt;span style="font-family:Helvetica, Arial, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;        &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;b&gt;Giustamente si ricorda l’orrore dei lager nazisti, ma si continua a tacere sull’orrore dei Centri di identificazione ed espulsione&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;b&gt;Joy e Hellen non devono tornare nelle mani degli aguzzini!&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;   &lt;span style="color:#000000;"&gt;Nei giorni della memoria in Lombardia si sono moltiplicate le iniziative per ricordare gli atroci lager che il nazismo costruì per annientare e cancellare dal mondo gli ebrei, i rom, gli omosessuali, i dissidenti politici, considerati alla stregua di “nonpersone”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;In Italia e in Europa vi fu complicità e indifferenza di fronte alla deportazione di uomini, donne e bambini, sospinti a pugni e schiaffi verso i treni che li avrebbero condotti allo sterminio. Oggi si condanna quell’indifferenza che giustamente appare come una barbarie peggiore dell’odio, qualcosa di impensabile, impossibile da replicare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Ma tale barbarie si sta ripetendo: la detenzione nei lager chiamati Cie (Centri di identificazione ed espulsione), la deportazione nei paesi di origine, il respingimento di massa e la reclusione nei campi di concentramento in Libia come in Marocco, sono la risposta che l'Europa di Schengen ha scelto di dare alla questione della migrazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;In Italia il pacchetto sicurezza ha sancito la clandestinità come reato. &lt;b&gt;Oggi&lt;/b&gt; e&lt;b&gt;sistono lager dove donne e uomini, costretti a emigrare dal proprio Paese per sfuggire alla fame o alle guerre, e spesso anche a persecuzioni politiche, vengono detenuti e privati dei diritti umani fondamentali.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Nei Cie, di cui Milano finge di ignorare l’esistenza nonostante i ripetuti suicidi e i frequentissimi atti di autolesionismo provocati dalla disperazione di chi si trova ingiustamente chiuso in trappola, soprusi e violenze sono all’ordine del giorno. &lt;b&gt;Ma alle donne, spesso giovanissime vittime di racket internazionali specializzati nella tratta di esseri umani, tocca subire in più l’odioso crimine della violenza sessuale.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Quarant’anni fa le femministe riuscirono a smascherare e rovesciare l’ipocrisia di una società maschilista che considerava gli stupri “atti contro la morale” invece che delitti contro la persona. Oggi, a distanza di tanti anni, si deve riprendere la lotta non soltanto contro il persistere di una cultura ancora profondamente maschilista cui si devono ripetuti casi di violenza e femminicidio, ma anche in difesa delle migranti rinchiuse nei Cie, considerate come “nonpersone” senza diritti e sottoposte a continui ricatti sessuali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;b&gt;Joy ed Hellen, due delle cinque donne arrestate insieme ad altri migranti in seguito alla rivolta di quest’estate in via Corelli, hanno avuto il coraggio di denunciare in Tribunale l’ispettore-capo per un tentativo di stupro.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;b&gt;In attesa di processo, saranno scarcerate il 12 febbraio, ma rischiano di essere nuovamente deportate nei Cie, in mano agli stessi aguzzini da cui si sono dovute difendere, con gravissimo rischio per la loro incolumità fisica e psichica, oppure rimandate tutte nei loro Paesi d’origine e ricacciate in quelle gravissime situazioni di pericolo a cui hanno cercato di sottrarsi. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Non si può fingere di non sapere, non si può essere complici. &lt;b&gt;Il patriarcato ha sempre diviso le donne tra buone e cattive, tra puttane e madonne: non accettiamo che oggi cerchi di dividerci tra “legali” e “illegali”. La violenza contro le donne è sempre e comunque un crimine inaccettabile.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Scendiamo dunque in campo contro i nuovi lager e i meccanismi di potere che li legittimano nell’indifferenza generale. Dopo il nazismo è stato detto: mai più! Eppure oggi in Italia e in Europa abbiamo leggi che privano altri esseri umani dei diritti fondamentali. A cosa serve allora la memoria? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Facciamo sentire a chi è prigionier* dietro quelle sbarre la solidarietà di tutt* coloro che non sono più dispost* a tollerare l'esistenza di questi lager, né le torture e gli omicidi di stato che si vorrebbero occultare al loro interno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Le donne che si sono incontrate al presidio del 25 novembre in piazza Cadorna e che vogliono rompere il silenzio di Milano sulle violenze nei Cie &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Per contatti: &lt;a href="mailto:2511@inventati.org" target="_blank"&gt;2511@inventati.org&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;u&gt;Alcuni link utili per documentarsi&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul style="text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="color:#0000ff;"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://www.insutv.it/blog/2010/01/19/rosarnoil-tempo-delle-arance/" target="_blank"&gt;www.insutv.it/blog/2010/01/19/&lt;wbr&gt;rosarnoil-tempo-delle-arance/&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;      &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="color:#0000ff;"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/gallery/5927/dossier_definitivo.pdf" target="_blank"&gt;noinonsiamocomplici.noblogs.&lt;wbr&gt;org/gallery/5927/dossier_&lt;wbr&gt;definitivo.pdf&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;      &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;a href="http://radiocane.info/cronache-dal-fronte/773-un-estate-di-rivolte-speciale-cie.html" target="_blank"&gt;radiocane.info/cronache-dal-&lt;wbr&gt;fronte/773-un-estate-di-&lt;wbr&gt;rivolte-speciale-cie.html&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#0000ff;"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://www.radiocane.info/cronache-dal-fronte/893-sebben-che-siamo-donne-speciale-donne-e-cie-.html" target="_blank"&gt;www.&lt;wbr&gt;radiocane.info/cronache-dal-&lt;wbr&gt;fronte/893-sebben-che-siamo-&lt;wbr&gt;donne-speciale-donne-e-cie-.&lt;wbr&gt;html&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;      &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="color:#0000ff;"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://www.radiocane.info/cronache-dal-fronte/913-tendenze-milano-autunno-2009.html" target="_blank"&gt;www.radiocane.info/cronache-&lt;wbr&gt;dal-fronte/913-tendenze-&lt;wbr&gt;milano-autunno-2009.html&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;      &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="color:#0000ff;"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/terrediconfine/cie-i-nuovi-centri-di-identificazione-ed-espulsione" target="_blank"&gt;www.terrelibere.org/&lt;wbr&gt;terrediconfine/cie-i-nuovi-&lt;wbr&gt;centri-di-identificazione-ed-&lt;wbr&gt;espulsione&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;      &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="color:#0000ff;"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://insorgenze.wordpress.com/2009/12/26/nasce-losservatorio-sulle-morti-e-le-violenze-nei-cie-nelle-questure-le-stazioni-dei-carabinieri-e-i-reparti-per-i-trattamenti-sanitari-obbligatori/" target="_blank"&gt;insorgenze.wordpress.com/2009/&lt;wbr&gt;12/26/nasce-losservatorio-&lt;wbr&gt;sulle-morti-e-le-violenze-nei-&lt;wbr&gt;cie-nelle-questure-le-&lt;wbr&gt;stazioni-dei-carabinieri-e-i-&lt;wbr&gt;reparti-per-i-trattamenti-&lt;wbr&gt;sanitari-obbligatori/&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-1402914436351425428?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1402914436351425428'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1402914436351425428'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/che-serve-la-memoria.html' title='A che serve la memoria?'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-1629471771037243086</id><published>2010-02-05T00:43:00.003+01:00</published><updated>2010-02-05T00:54:22.825+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='america latina'/><title type='text'>Haiti: la posta in gioco dello scontro umanitario</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S2tdGbWyM9I/AAAAAAAABbI/Z1u9kjhMBmc/s1600-h/21651.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 400px; height: 165px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S2tdGbWyM9I/AAAAAAAABbI/Z1u9kjhMBmc/s400/21651.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434539740356555730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prima ad alimentare i sospetti che gli «aiuti umanitari» dispiegati dagli Usa a Haiti dopo il terremoto non fossero altro che un nuovo capitolo nella storia della «shock economy», del «capitalismo dei disastri» (tipo uragano Katrina) è stata Naomi Klein. Ma c'è anche chi si spinge oltre e dischiude uno scenario sconosciuto su Haiti, «il paese più povero dell'emisfero occidentale».&lt;br /&gt;Uno scenario che racconta di una Haiti ricchissima, strabordante di risorse naturali. Una realtà finora sconosciuta ai più (ma non a tutti...) che risulta da un lungo articolo scritto per Global Research, organismo non-profit di ricerca sulla globalizzazione basato a Montreal, in Canada (www.globalresearch.ca), da F. William Engdhal. Per lui, dietro le bubbole umanitari, la Haiti post-terremoto è in realtà il teatro «di un dramma per il controllo di quella che i geo-fisici ritengono possa essere una delle zone più ricche del mondo in idrocarburi al di fuori del Medio Oriente, forse anche maggiori di quelli del vicino Venezuela», nonché dell'Arabia saudita.&lt;br /&gt;Engdhal cita il «fato geologico» che ha piazzato Haiti su una delle «più attive zone geologiche del mondo», all'intersezione di tre placche tettoniche - quelle di Nord-America, Sud-America e Caraibi - il cui perenne movimento-scontro di 50-100 mm l'anno provoca i terremoti ma può «spingere verso l'alto grandi volumi di petrolio e gas». Un «fato geologico» dimostrato, nel 2008, dalla scoperta da parte di un consorzio di compagnie guidato dalla spagnola Repsol, di un giacimento «super-gigante» da 20 miliardi di barili nelle acque di Cuba, che ha catapultato i presidenti russo e cinese, Medvedev e Hu Jintao, a stringere «rapporti strategici» con l'Avana.&lt;br /&gt;A riprova delle sue affermazioni Engdhal scrive che «nel 2005, un anno dopo che l'amministrazione Bush-Cheney rovesciò nei fatti il presidente eletto democraticamente di Haiti, Jean-Bertrand Aristide, un team di geologi dell'Institute for Geophysics dell'università del Texas avviò un ambizioso programma e la mappatura in due fasi di tutti i dati geologici del Bacino dei Caraibi». Un programma «miliardario» da completare nel 2011 e sponsorizzato «dalle maggiori compagnie petrolifere del mondo», Chevron, ExxonMobil, Shell e BHP Billitop...&lt;br /&gt;Guarda caso, proprio ora «emerge che le maggiori compagnie petrolifere erano come minimo consapevoli da lungo tempo» (almeno dal '79, anno delle prime perforazioni sul Plateau Central e nell'isola di Gonaïve), «dell'enorme potenziale petrolifero della regione. Ma decisero di starsene zitte».&lt;br /&gt;Engdhal ricorda poi come Aristide, rovesciato due volte da golpe entrambi, per quanto con modalità diverse, «U.S. backed» (nel '91 con Clinton, nel 2004 con Bush jr), aveva annunciato un piano dettagliato, in partnership pubblico-privato, per sviluppare le risorse mimrarie haitiane in favore della popolazione e non solo delle 5-10 famiglie dell'oligarchia e dei loro supportes haitiani, le «Chimères», spacciati come «società civile» e in realtà bande di gangsters.&lt;br /&gt;«Dalla cacciata di Aristide nel 2004, Haiti è stata un paese occupato» da una missione Onu che in molti più che una forza di stabilizzazione vedono come una forza di occupazione, «con un presidente eletto fra molti sospetti quale René Préval, un controverso seguace delle imposizioni privatizzatrici dell'Fmi e stando alle voci correnti legato alle "Chimere" e all'oligarchia haitiana, che appoggiò la rimozione di Aristide». Lo stesso Aristide, che nonostante la deriva politica e le mattane personali, resta popolarissimo fra le masse haitiane e di cui sia il dipartimento di stato Usa sia Préval «impediscono il ritorno dall'esilio in Sudafrica».&lt;br /&gt;Secondo l'articolo, gli Usa, la Francia e il Canada «puntano alla balcanizzazione di Haiti per il controllo delle sue risorse minerarie». Gli Usa vogliono Port-au-Prince e l'isola di Gonaïve col suo off-shore che anche la Francia pretende, il Canada aspira al nord del paese.&lt;br /&gt;Per concludere. «Un'occupazione militare Usa di Haiti, sotto il pretesto degli "aiuti" post-terremoto, darebbe a Washington e al business privato ad esso legato un premio geo-politico di prim'ordine. Prima del sisma del 12 gennaio l'ambasciata Usa a Port-au-Prince era la quinta più grande del mondo, paragonabile a quelle di posti strategici quali Berlino e Pechino. Con le nuove enormi scoperte petrolifere al largo di Cuba sfruttate dalle compagnie russe; con i chiari indizi che Haiti racchiude altrettanto grandi riserve di petrolio non ancora sfruttate così come di oro, rame, uranio e iridio; con il Venezuela di Hugo Chávez come vicino meridionale di Haiti, un ritorno di Aristide o un qualsiasi leader popolare deciso a usare quelle risorse a beneficio del popolo di Haiti, costituirebbe un colpo devastante per l'unica super-potenza mondiale. Il fatto che subito dopo il sisma, l'inviato dell'Onu per Haiti Bill Clinton si sia messo insieme con il nemico di Aristide George W. Bush per creare una cosa chiamata the Clinton-Bush Haiti Fund dovrebbe far riflettere chiunque».&lt;br /&gt;Solo fanta-politica?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di M. Matteuzzi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;il manifesto 03/02/2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-1629471771037243086?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1629471771037243086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1629471771037243086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/haiti-la-posta-in-gioco-dello-scontro.html' title='Haiti: la posta in gioco dello scontro umanitario'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S2tdGbWyM9I/AAAAAAAABbI/Z1u9kjhMBmc/s72-c/21651.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-3191517769215519135</id><published>2010-02-03T16:57:00.004+01:00</published><updated>2010-02-03T17:04:22.830+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro precarietà diritti sociali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>La primavera è lontana</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S2meIwzDfBI/AAAAAAAABbA/-IFs65c16-U/s1600-h/1+marzo+10.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 300px; height: 203px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S2meIwzDfBI/AAAAAAAABbA/-IFs65c16-U/s400/1+marzo+10.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434048298774395922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px;font-family:verdana;font-size:14px;"  &gt;&lt;span style="color:black;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Gli esperti dicono che il grande freddo durerà fino ad aprile. La primavera è lontana. Per non parlare di sciopero si parla perciò di primavera antirazzista. Chi non vuole parlare di sciopero, d’altra parte, trova buoni argomenti in tutte le stagioni. Quando non sa più cosa dire, dice che si tratta di uno sciopero etnico, che è dannoso, che è un modo per strumentalizzare il disagio dei migranti. Siamo solidali con il Coordinamento nazionale Primo Marzo 2010 che ha respinto con decisione tutte queste accuse. Non c’è niente di etnico nel riconoscere che i migranti e le migranti, come lavoratori e lavoratrici, vivono una condizione specifica perché regolata dalla legge Bossi-Fini e dal “pacchetto sicurezza”. Non si produce nessun danno se si affermano sui posti di lavoro i propri diritti contro il razzismo istituzionale di questo Stato. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ci vuole un’idea davvero misera dei migranti se si pensa che si facciano usare e non siano in grado di capire quali sono i loro interessi.  I migranti sanno che l’inverno è freddo e lungo.&lt;/span&gt; I migranti sanno di vivere una condizione specifica e particolare che riserva loro quotidianamente una terribile differenza dentro al lavoro e nella vita quotidiana, prima che nella cultura e nelle coscienze degli altri. I migranti sanno che sono gli unici che possono essere espulsi se perdono il lavoro. I migranti sanno che l’uguaglianza è qualcosa per cui bisogna lottare e non una condizione di partenza.  Tutte le manifestazioni di solidarietà che il primo marzo denunceranno l’ingiustizia che colpisce i migranti sono estremamente importanti. Verso il primo marzo si tratta di costruire insieme tutti questi percorsi di solidarietà, sapendo però che al centro deve rimanere lo scandalo quotidiano della condizione dei migranti.  La primavera è lontana, così come la fine della crisi. Sappiamo che cassa integrazione e licenziamenti sono all'ordine del giorno, e che colpiscono duramente i migranti proprio per la loro condizione specifica. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cassa integrazione e licenziamenti sono del resto strumenti usati contro i lavoratori affinché nella crisi non cambino i rapporti di potere.&lt;/span&gt; Non è dichiarando la fine del lavoro e l'impossibilità dello sciopero che si può iniziare una lotta contro il razzismo che coinvolga tutti: le lavoratrici e i lavoratori senza il problema del permesso di soggiorno, e i milioni di migranti che - con o senza permesso - ogni mattina vanno al lavoro. Proprio per questo invece lo sciopero rimane il mezzo fondamentale con cui i migranti possono affermare la propria presenza incancellabile. Esso diventa il loro «certificato di cittadinanza». Noi crediamo che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il primo marzo i migranti debbano essere protagonisti&lt;/span&gt;, come avviene in Francia, perché i migranti sono per necessità i primi antirazzisti e per imposizione i primi precari.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le differenze smetteranno di essere gerarchie quando i lavoratori e le lavoratrici italiani si asterranno dal lavoro contro la legge Bossi-Fini per i migranti e con i migranti.    &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Coordinamento per lo sciopero del lavoro migrante in Italia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; font-style: italic;font-family:verdana;font-size:14px;"  &gt;&lt;span style="color:black;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px;font-family:monospace;font-size:14px;"  &gt;&lt;span style="color:black;"&gt;&lt;b style=""&gt; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-3191517769215519135?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/3191517769215519135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/3191517769215519135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/la-primavera-e-lontana.html' title='La primavera è lontana'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S2meIwzDfBI/AAAAAAAABbA/-IFs65c16-U/s72-c/1+marzo+10.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-4738719201418353056</id><published>2010-02-02T22:40:00.000+01:00</published><updated>2010-02-02T22:41:13.363+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='palestina'/><title type='text'>Gaza: Closed Zone</title><content type='html'>&lt;object width="500" height="405"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/yIwASYuDGYM&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/yIwASYuDGYM&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="405"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-4738719201418353056?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/4738719201418353056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/4738719201418353056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/gaza-closed-zone.html' title='Gaza: Closed Zone'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-8355574905119417934</id><published>2010-02-01T20:13:00.002+01:00</published><updated>2010-02-01T20:18:18.297+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><title type='text'>Il solito scempio veronese</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S2co7eFs4bI/AAAAAAAABa4/94LM5uD_Tks/s1600-h/313308.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 295px; FLOAT: right; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433356477600162226" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S2co7eFs4bI/AAAAAAAABa4/94LM5uD_Tks/s400/313308.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Cittadine/Cittadini Antifasciste/Antifasciste veronesi&lt;br /&gt;IL SOLITO SCEMPIO VERONESE&lt;br /&gt;comunicato stampa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I fatti sono noti, ma serve ricordarli. Un’associazione che si fregia del nome rassicurante “Progetto Abruzzo”, chiede e ottiene dall’università di Verona finanziamenti, patrocinio e aula per far conoscere gli esiti dei suoi interventi umanitari nei paesi colpiti dal terremoto dello scorso aprile. Appuntamento per il 2 febbraio, nientemeno che nell’aula 1.1 del Polo Zanotto. Esce il volantino che pubblicizza la conferenza: bene in vista, accanto al logo dell’università, anche le insegne e i nomi dei reali promotori: Blocco studentesco e casa Pound. Alcuni studenti dell’università di Verona insorgono, e chiedono al rettore e ai docenti di impedire che siano date ospitalità e credibilità culturale a queste, che sono associazioni ben note per la loro vicinanza alla destra estrema.&lt;br /&gt;Il rettore (19 gennaio) invia agli organizzatori la diffida dal fare uso del logo, e, subito dopo (20 gennaio), non avendo ricevuto riscontri, comunica che non sarà concessa l’aula, perché la manifestazione «è caratterizzata da un chiaro e preciso indirizzo politico, non esplicitato al momento della richiesta».&lt;br /&gt;Che cosa fanno allora gl’imbroglioncelli del terzo millennio? Cacciati dalla porta, e non senza vituperio, rientrano dalla finestra spalancatagli dall’Andrea Miglioranzi, capogruppo di Lista Tosi in Consiglio comunale. A mo’ di compensazione, ottengono la sala Farinati di Biblioteca Civica, un luogo che è riservato alle sole manifestazioni culturali, in base a un preciso e ben noto regolamento.&lt;br /&gt;E la città cosa fa, sta a guardare, non si accorge o non gli frega nulla che questi camerati, tutti, escano prima dall'università e che poi ottengano una sala del Comune. Ci siamo dimenticati dei vari solstizi d'estate d'inverno e di primavera, quando Mariotti dava soldi e al fu Teatro tenda si organizzavano concerti nazi rock che però diventavano dei raduni nazi con persone che provenivano da tutta Europa? Sì, la città se lo è dimenticato se accetta che questi fascisti entrino dalla porta principale con le solite operazioni "comunali".&lt;br /&gt;Un fascista rimane tale anche se si cambia il vestito, ma siccome non girano più con le spranghe, si limitano a imbrattare la città di scritte, ora sono dei bravi "butei" e non fanno più male a nessuno, li si accetta tanto anche loro hanno dei diritti. Ci siamo dimenticati pure di Nicola Tommasoli.&lt;br /&gt;La cosa preoccupante è che ora agiscono sul piano culturale, ammantati di buone intenzioni. L'operazione è semplice: non usano più la svastica o la croce celtica ma qualcosa che gli si avvicina, così non spaventano più nessuno e magari non ci si accorge che sono loro. In Università gli è andata male, ma non è servito a nulla, dato che poi sono stati legittimati dal Comune a fare la loro conferenza.&lt;br /&gt;Non siamo più disposti ad accettare questa presenza violenta che gira tranquilla per Verona e che organizza cose dal "vago" sapore fascista.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Diamoci appuntamento martedì 2 febbraio 2010 davanti alla Biblioteca Civica in Via Cappello, non solo contro il Comune che ha permesso questo ennesimo scempio culturale ma anche contro questa continua indifferenza che rende tutto normale e possibile in questa città.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Cittadine/Cittadini Antifasciste/Antifasciste veronesi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-8355574905119417934?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/8355574905119417934'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/8355574905119417934'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/02/il-solito-scempio-veronese.html' title='Il solito scempio veronese'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S2co7eFs4bI/AAAAAAAABa4/94LM5uD_Tks/s72-c/313308.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-2126591155905875515</id><published>2010-01-29T13:57:00.001+01:00</published><updated>2010-01-29T13:59:19.989+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><title type='text'>1° marzo sciopero dei migranti: comunicato finale assemblea nazionale 24 gennaio</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Le drammatiche vicende di Rosarno sono un'espressione dell'offensiva razzista e contro i diritti dei lavoratori in corso nel nostro paese.L'assemblea solidarizza con le ragioni che hanno spinto gli immigrati di Rosarno a ribellarsi reagendo allo sfruttamento, alla criminialità organizzata e agli attacchi razzisti.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La politica repressiva del Governo colpisce gli immigrati e alimenta xenofobia e razzismo nella nostra società.Queste vicende rafforzano l'esigenza di costruire una rete permanente di collegamento tra le diverse realtà di migranti e antirazziste sulla base della piattaforma del 17 Ottobre per rendere più stabile e efficace l'iniziativa.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L'asemblea esprime la necessità di articolare territorialmente le mobilitazioni in solidarietà con gli immigrati di Rosarno, impegnandosi a sviluppare prioritariamente iniziative per la libertà degli immigrati e dei rifugiati provenienti da Rosarno ancora rinchiusi nei CIE di Bari e Crotone affinchè sia loro concesso un permesso di soggiorno per motivi umanitari.L'assemblea si impegna a sostenerere iniziative e mobilitazioni eventualmente promosse in Calabria, compresa la convocazione di un incontro nazionale da realizzarsi ad Aprile come momento di approfondita riflessione comune.L'assembela si pronuncia per promuovere una forte campagna di sensibilizzazione antirazzista a partire dal mese di marzo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Decidiamo, anche in solidarietà con i migranti francesi promotori dello sciopero del 1° Marzo e raccogliendo lo spirito dei promotori del Comitato 1° Marzo, di indire per quella stessa data una giornata di forte mobilitazione nazionale sulla base della piattaforma del 17 Ottobre e in special modo per la regolarizzazione di tutti gli immigrati e il pieno godimento dei diritti di cittadinanza, riconoscendo il valore politico delle lotte dei migranti in particolar modo quando investono il terreno dei rapporti di lavoro.Ogni realtà territoriale articolerà l'iniziativa attraverso forme diverse compreso lo sciopero là dove se ne presenti la possibilità concreta a partire dai posti di lavoro.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Sosteniamo inoltre l'esigenza di convocare uno sciopero generale sui temi del lavoro migrante.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ci adoperiamo fin d'ora ad organizzare dal basso un Convegno le cui modaltà e forme saranno discusse nella prossima assemblea.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L'assemblea Nazionale si riconvoca per il 7 Marzo a Roma.In preparazione della stessa proponiamo che il gruppo di collegamento si riunisca Sabato 20 Febbraio alle ore 10.30 in Via Giolitti 23, Roma&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Roma 24 gennaio 2010                         &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;                                                     &lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;L'Assemblea nazionale delle realtà migranti e antirazziste&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-2126591155905875515?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/2126591155905875515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/2126591155905875515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/01/1-marzo-sciopero-dei-migranti.html' title='1° marzo sciopero dei migranti: comunicato finale assemblea nazionale 24 gennaio'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-5184725265351441155</id><published>2010-01-25T00:14:00.001+01:00</published><updated>2010-01-25T00:15:55.506+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ecologismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Mercoledì 27 gennaio: Territorio Spa</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);font-size:130%;" &gt;&lt;strong&gt;LE NOSTRE VITE VALGONO PIU' DEI LORO PROFITTI&lt;br /&gt;crisi | movimenti | territori | prospettive&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Mercoledì 27 gennaio 010 | ore 20.45 | Sala Lodi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;b&gt;(Via San Giovanni in Valle)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;strong style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;TERRITORIO S.P.A.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;assemblea | &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Tra crisi economica e crisi ecologica&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;em&gt;Con &lt;strong&gt;Gianni Bellomi&lt;/strong&gt; (Carta), &lt;strong&gt;Stefano Frezza&lt;/strong&gt; (Epicentro Solidale) e &lt;strong&gt;Marco Bersani&lt;/strong&gt; (ATTAC).&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;strong&gt;Partecipano i i comitati locali &lt;/strong&gt;in mobilitazione per la difesa del territorio e dei beni comuni.&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;strong style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Testimonianza dall'Abruzzo terremotato:&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt; Epicentro Solidale, comitato spontaneo di base. Per smascherare le bugie del governo e della protezione civile.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-5184725265351441155?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5184725265351441155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5184725265351441155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/01/mercoledi-27-gennaio-territorio-spa.html' title='Mercoledì 27 gennaio: Territorio Spa'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-7343665343171556030</id><published>2010-01-25T00:10:00.000+01:00</published><updated>2010-01-25T00:17:53.677+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro precarietà diritti sociali'/><title type='text'>Rosarno: il tempo delle arance</title><content type='html'>&lt;object width="400" height="225"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=8812128&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=0&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1"&gt;&lt;embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=8812128&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=0&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="225"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/8812128"&gt;rosarno: il tempo delle arance&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://vimeo.com/user2987318"&gt;Nicola Angrisano&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com/"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;realizzato da&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt; InsuTv&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; a Rosarno nei giorni del pogrom e della deportazione dei migranti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;per ritrovare, nelle immagini e nei racconti dei protagonisti, le ragioni della ribellione contro la violenza e l'apartheid. Cui è seguita la vendetta della mafia e del governo...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-7343665343171556030?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/7343665343171556030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/7343665343171556030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/01/rosarno-il-tempo-delle-arance.html' title='Rosarno: il tempo delle arance'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-823324191062608590</id><published>2010-01-23T23:27:00.002+01:00</published><updated>2010-01-23T23:34:34.351+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro precarietà diritti sociali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>«E' ora di un coordinamento nazionale contro la crisi»</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S1t5TFMD-RI/AAAAAAAABaw/Gqw4nlxcy1Y/s1600-h/lavoratori.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 250px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S1t5TFMD-RI/AAAAAAAABaw/Gqw4nlxcy1Y/s400/lavoratori.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430067144442509586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Buon risultato della prima riunione nazionale di fabbriche in lotta per difendere il lavoro. Tra le proposte: la costituzione di un vero raccordo nazionale, la realizzazione di una vera assemblea entro tre mesi, coordinamenti territoriali. E una scadenza: in piazza il primo marzo accanto agli immigrati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;DOCUMENTO FINALE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La crisi del capitalismo sta estromettendo dalle aziende migliaia di lavoratori e lavoratrici, dimostrando che tutti i settori vengono toccati da essa. E' un fatto ormai evidente che i lavoratori, precari, disoccupati, studenti, stanno direttamente pagando le conseguenze di questa crisi strutturale, internazionale del capitalismo.&lt;br /&gt;La chiusura di stabilimenti, delocalizzazione delle produzioni, licenziamenti dei precari, ristrutturazioine della scuola e conseguente indebolimento e peggioramento qualitativo del sistema di formazione, aumenta e intensifica lo sfruttamento. Quanto sta succedendo ci pone come lavoratrici e lavoratori di fronte a delle scelte da condividere in modo trasversale a prescindere dalla sigle sindacali di appartenenza e non. Siamo di fronte ad un attacco che spinge tanti lavoratori ad iniziative di lotta mai viste prima per ribadire la volontà di resistere a questo attacco.&lt;br /&gt;Assistiamo a forme di lotta che vanno al di là della proclamazione di scioperi e dell'occupazione di fabbriche esponendo i lavoratori personalmente senza le giuste tutele che li dovrebbero salvaguardare. L'esempio della INNSE è una battaglia vinta che ha ridato nuove energie a tutti noi per riorganizzare la resistenza nel paese.&lt;br /&gt;Si rende dunque necessario creare una vera forma di solidarietà e partecipazione fra tutte le lotte dei lavoratori.&lt;br /&gt;Per tanto l'assemblea dei coordinamenti e dei delegati delle fabbriche in lotta del 23 gennaio propone: &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- La costruzione di un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;coordinamento stabile nazionale&lt;/span&gt; di tutte le realtà di lavoro in lotta.&lt;br /&gt;- La costruzione, laddove non esistono ancora, di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;coordinamenti territoriali&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;- La formazione di un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;network informatico&lt;/span&gt; che garanticasca un'informazione puntuale da tutti i nodi territoriali&lt;br /&gt;- La costruzione di&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; mobilitazioni generali territoriali e nazionali unificanti&lt;/span&gt; per tutte le lotte&lt;br /&gt;- Promuoviamo la partecipazione a tutte le iniziative che si svolgeranno nella &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;giornata del primo marzo a sostegno dei lavoratori migranti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;- Seguiamo le proposte e le dinamiche di costruzione di mobilitazioni contro la precarietà e la disoccupazione a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;livello internazionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Proponiamo di organizzare &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;entro i prossimi tre mesi una assemblea nazionale &lt;/span&gt;più ampia per coinvolgere più realtà di lavoratori in lotta e verificare l'avanzamento delle proposte lanciate nella riunione odierna.&lt;br /&gt;Da qui è importante e fondamentale costruire un movimento vero di lavoratori uniti contro la crisi che rimetta al centro la ripresa di una coscenza di classe capace di contrastare i licenziamenti, le speculazioni e le ristrutturazioni padronali, e che metta in discussione gli attuali rapporti di forza nella società.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;FACCIAMO PAGARE DAVVERO LA CRISI AI PADRONI!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Roma 23 gennaio 2010&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-823324191062608590?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/823324191062608590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/823324191062608590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/01/e-ora-di-un-coordinamento-nazionale.html' title='«E&apos; ora di un coordinamento nazionale contro la crisi»'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S1t5TFMD-RI/AAAAAAAABaw/Gqw4nlxcy1Y/s72-c/lavoratori.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-4288439401063810604</id><published>2010-01-22T23:52:00.000+01:00</published><updated>2010-01-22T22:37:34.397+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Come un uomo sulla terra: sabato 23 gennaio</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;perchè le nostre vite valgono più dei loro profitti&lt;br /&gt;perchè la crisi la devono pagare i padroni e le banche&lt;br /&gt;perchè lavoratori e lavoratrici italiani e migranti soffrono la stessa condizione&lt;br /&gt;perchè il razzismo non ha cittadinanza&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;&lt;b&gt;sabato 23 gennaio 2010&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;&lt;b&gt;ore 17 - Piazza Brà (monumento equestre difronte al Liston)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;&lt;b&gt;Crisi - Razzismo - Cittadinanza&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;proiezioni:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"ROSARNO: IL TEMPO DELLE ARANCE"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;realizzato da InsuTv a Rosarno nei giorni del pogrom e&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;della deportazione dei migrnati&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;a seguire&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;"COME UN UOMO SULLA TERRA"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;(un film di Riccardo Biadene, Andrea Segre, Dagmawi Yimer&lt;br /&gt;Regia di Andrea Segre e Dagmawi Yimer in collaborazione con Riccardo Biadene)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;     &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;musica-interventi-thé caldo-materiale informativo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S1M5-qbMkCI/AAAAAAAABaQ/QaE2Ck_JH3k/s1600-h/cimg1743+bis.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 329px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S1M5-qbMkCI/AAAAAAAABaQ/QaE2Ck_JH3k/s400/cimg1743+bis.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5427745724614610978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;SOLIDARIETA' CON I MIGRANTI CONTRO IL RAZZISMO E LO SFRUTTAMENTO&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;DIFESA DEI POSTI DI LAVORO E BLOCCO DEI LICENZIAMENTI&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;SALVAGUARDIA ED ESTENSIONE DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;SALARIO MINIMO E SALARIO SOCIALE PER TUTT@&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;ABOLIZIONE DEL REATO DI CLANDESTINITA' E CHIUSURA DEI CIE&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;DIRITTO ALLA CASA PER TUTT@&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;CITTADINANZA E DIRITTO DI VOTO PER I MIGRANTI&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;LA VERA SICUREZZA E' ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE!&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:130%;"  &gt;VERSO IL 1° MARZO: SCIOPERO MIGRANTE - Una giornata senza di noi!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:comic sans ms,sans-serif;"&gt;Promuovono: Attac, Circolo Pink, Coordinamento Migranti, La Chimica, Sinistra Critica&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(136, 136, 136);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-4288439401063810604?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/4288439401063810604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/4288439401063810604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/01/come-un-uomo-sulla-terra-sabato-23.html' title='Come un uomo sulla terra: sabato 23 gennaio'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S1M5-qbMkCI/AAAAAAAABaQ/QaE2Ck_JH3k/s72-c/cimg1743+bis.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-5021531609011050233</id><published>2010-01-22T22:33:00.001+01:00</published><updated>2010-01-22T22:35:56.635+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antimafia'/><title type='text'>Lacrime e n'drine</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;da www.peacereporter.net&lt;br /&gt;di Gian Luca Ursini&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Io quando vedevo quei ragazzi piangere sul palco mentre parlavano della loro patria lontana, alle nostre feste della Fratellanza umana, ripensavo ai nostri grandi migranti, come Sandro Pertini, e pensavo 'Chissà quanti futuri capi di Stato, quanti Senghor, ci sono tra questi giovani sognatori".&lt;br /&gt;Peppino Lavorato, ex sindaco di Rosario, è un vecchio stupendo. Quelle figure vestite di tweed scozzese dal sorriso aperto, dai modi pacati e gentili che tutti avrebbero voluto come nonno. Ma la sua Rosarno non c'è più. "Dovete capire i rosarnesi quando pregano voi giornalisti di non farli passare per razzisti: hanno ragione. Per anni abbiamo accolto questi compagni migranti come fossero a casa loro. In questi giorni, purtroppo, le ‘ndrine hanno cavalcato la protesta per mandare via i braccianti che non servivano più al lavoro nero, e ci sono andati di mezzo anche i calabresi per bene". &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Cumunista, ora tocca a te!&lt;/strong&gt; Ora Peppino è in pensione, dopo nove anni passati pericolosamente a fare il sindaco di Rosarno per i Ds dal 1995 al 2002. La sua voce si incrina per la commozione, come capita agli anziani il cui cuore ne ha viste tante, alle volte più di quante ne possa reggere l'animo umano: compagni assassinati, morti tra le sue braccia, boss che levano il pugno minacciosi per intimidirlo, capicosca che lo convocano per invitarlo a "non parlare troppo''. Mentre descrive le "lotte di noi compagni lavoratori contro gli ‘ndranghetisti" digrigna i denti, stringe i pugni, torce l'elegante &lt;em&gt;birritta&lt;/em&gt; di patchwork irlandese con cui si protegge dal freddo delle Serre calabre e si alza, quasi a fronteggiare i mafiosi come faceva negli anni ‘80. Ora vive a Vibo Valentia, città dell'amata moglie; per un ex sindaco &lt;em&gt;cumunista &lt;/em&gt;non era più ‘igienico' farsi vedere nella Piana; si scusa per non poterci ricevere a casa perché "mia moglie è stata molto scossa dai fatti di questi giorni e dalle intimidazioni, vissute quando ero sindaco. Preferisco preservarle i nervi e non farle vedere giornalisti".&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Il curriculum del sindaco Lavorato. &lt;/strong&gt;Due auto date alle fiamme, due sventagliate di kalashnikov contro il Comune, diversi raid dentro l'ufficio dell'Anagrafe e minacce di morte, due volte la scritta sui muri delle scuole elementari vandalizzate di notte &lt;em&gt;"Curnutu cumunista, u prossimu a moriri si' tu!"&lt;/em&gt; (Cornuto comunista, il prossimo a morire sarai tu); l'amico di tutta una vita e compagno di lotte politiche, Peppino Valarioti, ucciso dalla lupara mafiosa a pochi centimetri da lui.&lt;br /&gt;Occhi come lupare puntati su di noi "eravamo stati il primo comune d'Italia a costituirsi parte civile in un processo per ‘ndrangheta - ricorda con orgoglio - e tutti i compagni della Piana si presentarono, unico caso tra i politici al meridione (&lt;em&gt;"autru chi diccì..."&lt;/em&gt;, commenta sarcastico a mezzabocca tra sé e sé) a deporre davanti i giudici"; nel 1979 il processo ‘porto' presso la Corte d'appello di Palmi (Reggio) è a una svolta : la crème de la crème delle ‘ndrine della Piana sono sotto accusa per gli appalti legati allo scalo di Gioja Tauro. Gli affari dei Piromalli con la costruzione dell'invaso che ne hanno fatto "la più grande cosca dell'Europa ovest, con 400 affiliati" (Wikipedia), gli affari dei Mancuso di Limbadi con la cava usata per i lavori e per smaltire gli inerti, che avevano fatto di un piccolo clan di bulletti una delle organizzazioni più potenti nel traffico di coca con la Colombia, venivano svelati negli atti dell'inchiesta.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Lo Stato cominciava a capire una cosa chiamata ‘ndrangheta. &lt;/strong&gt;Fino agli anni '70 nelle relazioni dei prefetti calabresi ancora si parlava di "elementi camorristici'', nemmeno i termini corretti venivano studiati. Il cartello di questi imprenditori voleva un ‘pizzo' su ogni container sdoganato a Gioja: Crea di Rizziconi, Pesce e Bellocco di Rosarno, Molè e Piromalli di Gioja, Avignone di Taurianova. C'erano tutti. "E tutti i compagni Pci o extraparlamentari della Piana, deposero per testimoniare ai giudici mappatura, affiliazioni e affari dei clan: Mommo tripodi da Polistena, Mimì Argiroffi da Seminara, Ninì Sprizzi da Palmi, Marco Tornàtora, Doddi Marino da Taurianova". Alla fine saranno pesanti sentenze di condanna per ‘Don Mommo Piromalli' e il suo clan, a pochi mesi dal primo grande processo di ‘ndrangheta ‘Paolo De Stefano + 59', che aveva comminato ergastoli per svariati secoli. "Il giorno della sentenza partiamo per Reggio, aula bunker antimafia, con i colleghi Aldo Alessio (ah, che grande sindaco!) di Gioja e il sindaco di San Ferdinando, i tre della ‘Piana Rossa'. E ci piazziamo davanti la gabbia dove stavano i boss in attesa di sentenza: ci guardavano dritti, con odio. &lt;em&gt;Si ddhi occhi erunu fucili, nd'avissiru rasi al suolo! &lt;/em&gt;(se quegli occhi fossero stati carabine, ci avrebbero sterminati)". Solo nel 2007, a tre anni dalla sentenza definitiva in sede civile, arriveranno i soldi all'amministrazione di Rosarno: ben 9 milioni di euro dalle cosche Molè Piromalli, Pesce Bellocco.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;"Cumpagni mi mmazzaru". &lt;/strong&gt;"Non c'è bisogno di essere sociologi per immaginare che dietro ogni attività delittuosa nella Piana ci siano sempre gli stessi nomi - spiega lavorato - e anche in questa vicenda, che ha infamato il nostro buon nome di calabresi ospitali, c'è lo zampino dei Bellocco e dei Pesce, e anche dei Crea, perché molti &lt;em&gt;figghjolazzi &lt;/em&gt;(ragazzotti) quei giorni venivano da Rizziconi, il paese affianco. Quelle ronde che avete visto in tv sono composte solo da &lt;em&gt;ndelinguenti&lt;/em&gt;, non dai rosarnesi che sono gente laboriosa ed onesta!" Grida Peppino con sdegno. &lt;em&gt;"I ‘ndranghetisti non s'u cchiu fissa i nui &lt;/em&gt;(non sono meno accorti di noi) politici che analizziamo. Due anni fa i &lt;em&gt;cotrari &lt;/em&gt;(picciotti) spararono già sugli africani. I ragazzi scesero in piazza, pacificamente, per dire che non accettavano intimidazioni mafiose. Ora avevano di nuovo rialzato la testa. I mafiosi non potevano perderci la faccia, Hanno capito la pericolosità di questi ragazzi che gli si potevano ribellare contro. E hanno deciso che se ne dovevano andare".&lt;br /&gt;"Con le mafie non puoi alzare il livello dello scontro (dicevamo negli anni 70). Perché te la fanno pagare. Quante intimidazioni subite negli anni '70 con il grande Oeppino Valarioti, grande insegnante, intellettuale e compagno. Noi facevamo la campagna, appendevamo i manifesti del Pci, e il giorno dopo li trovavamo capovolti, Non stracciati. C'era sempre l'avvertimento mafioso. Ma Peppino gridava "non ci intimidiranno mai!", e noi ci sentivamo invincibili, non pensavamo che la morte fosse in agguato. Fino a quella maledetta campagna dell'80, alle comunali. Tutta una serie di comizi per dire che le ‘ndrine non portavano lavoro, e che noi ci saremmo battuti per la dignità dei lavoratori. Fu un successo: andammo oltre il 30 per cento. Ma i mafiosi non possono permettere che tu rida: ti devono fare piangere. Quella sera, usciti dal ristorante dove brindammo alle sorti della sinistra in Calabria, mentre andavamo alle auto, da una siepe sbucarono le canne mozze di una lupara: due lampi, Peppino si accascia, è subito un mare di sangue. Lo trasciniamo in un'auto con altri due compagni, corriamo all'ospedale - la voce del sindaco s'affanna corre nel racconto, s'incrina, si spezza, deve asciugarsi gli occhi con il fazzoletto - ma è troppo tardi. Peppino in auto sospirava, aiutatemi, &lt;em&gt;cumpagni, mi mmazzaru&lt;/em&gt;". Il colpevole è Giuseppe Pesce, il capocosca più potente di Rosarno, ma nei processi non trovarono abbastanza prove su di lui.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Rosarno antirazzista.&lt;/strong&gt; "Durante i miei otto anni da sindaco, i problemi con i migranti si risolvevano in modo diverso. Da vent'anni i ragazzi africani vengono a raccogliere arance. Quando le tensioni salivano alle stelle, li radunavamo all'Auditorium. Una volta venne da me una delegazione di arabi: io pensai di radunarli, con le monache che portavano loro vestiti e cibo, e portarli in quel luogo di raccolta. Da allora diventò un metodo: si facevano riunioni periodiche con i rappresentanti e ogni comunità eleggeva un delegato: i burkinabé, i maliani, i senegalesi, i maghrebini, i ghanesi. E il 6 gennaio per noi non era più Epifania, ma festa della Fratellanza umana. Loro portavano le loro cassette di musica africana, noi ci mettevamo il palco, un impianto e le suore che friggevano ‘zeppole' (come le chiacchiere di Natale, ndr) e le famiglie che portavano le frittole di maiale. Io avevo proposto ai ragazzi di andare nelle scuole a parlare dei loro Paesi, perché la scuola la scrivono i vincitori, e non i dimenticati della Terra. I migranti erano ben tollerati in paese, tranne da quei quattro delinquenti di mafiosi che continuavano a buttargli le pietre dai motorini; perché le intimidazioni non sono cominciate il 6 gennaio, ma vanno avanti nella Piana da 20 anni. Solo che prima c'era un'amministrazione che mediava i conflitti".&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;"Ci esti ssu parrari i maffia?".&lt;/strong&gt; "E prima c'era gente che non voleva piegare la testa davanti alle ‘ndrine. Forse ora al governo c'è gente diversa".&lt;br /&gt;Lavorato conclude con la bocca storta dall'amarezza, ma subito la chiostra nivea dei suoi grandi denti si riapre al sorriso: "L'unica cosa di cui vi prego, è riportare le cose con esattezza: non è vero che i rosarnesi sono razzisti. Qualcun altro ha gestito questi giorni di follia, qualcuno che aveva interessi a togliersi di mezzo quei ragazzi ribelli. Gli stessi a cui non piacevano i nostri comizi degli anni ‘70, quando facevamo scendere dal podio i politici che non volevano denunciare la presenza opprimente delle ‘ndrine. Arrivammo a un tale punto di scontro che il padre di Alessio, futuro sindaco di Gioja, venne convocato da Don Mommo Piromalli addirittura, il boss dei boss. &lt;em&gt;"Ci esti ssu parrari i maffia e ndrine?" &lt;/em&gt;chiese il Don a quell'umile bracciante. &lt;em&gt;"Vostru figghiu ll'avi a finiri cu ssi comizzi supa a maffia"&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Chi li sfidava muore. Era così ai tempi di Peppino Lavorato. E' stato così nel gennaio 2010, in Calabria, Italia. Europa?&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-5021531609011050233?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5021531609011050233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5021531609011050233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/01/lacrime-e-ndrine.html' title='Lacrime e n&apos;drine'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-3901116007468466613</id><published>2010-01-17T19:55:00.002+01:00</published><updated>2010-01-17T19:59:05.262+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra globale permanente'/><title type='text'>La guerra dei droni: il 2009 si è chiuso con 53 raid missilistici Usa sul Pakistan. Il 2010 si apre con un ulteriore escalation</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S1Nd6bINfgI/AAAAAAAABag/cM5b03KBUKs/s1600-h/21262.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 310px; height: 196px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S1Nd6bINfgI/AAAAAAAABag/cM5b03KBUKs/s400/21262.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5427785234207571458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Enrico Piovesana&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mentre gli occhi del mondo sono puntati sul nuovo fronte yemenita della guerra mondiale al terrorismo, gli Stati Uniti hanno iniziato il 2010 con un'escalation di raid missilistici senza precedenti sulle roccaforti di Al Qaeda in Pakistan. &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Quattro bombardamenti in una settimana.&lt;/strong&gt; Dal 30 dicembre - giorno del clamoroso attentato suicida contro la base operativa Cia di Camp Chapman, sul confine tra Afghanistan e Pakistan, condotto da un informatore doppiogiochista di nazionalità giordana - i velivoli telecomandati della Cia hanno già condotto quattro raid contro presunti covi terroristici nella regione del Nord Waziristan.&lt;br /&gt;Il 31 dicembre i droni Predator manovrati da Langley, in Virginia, bombardano una casa di Machi Khel (4 morti), il primo dell'anno viene preso di mira un edificio a Ghundikala (3 morti), il 3 gennaio è toccato a un compund nel villaggio di Mosakki (2 morti) e mercoledì 6 gennaio i missili Usa colpiscono una fortezza nel distretto di Datta Khel (almeno 17 morti).&lt;br /&gt;Una serie di attacchi volti a dimostrare al nemico che l'attentato a Camp Chapman non fermerà la guerra dei droni, che proprio da quel piccolo avamposto di montagna viene diretta. Da lì, infatti, gli agenti della Cia e della Blackwater (come Dane Paresi e Jeremy Wise, due delle otto vittime dell'attentato del 30 dicembre) forniscono ai manovratori di Langley le coordinate degli obiettivi da colpire.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Obiettivo: i gruppi jihadisti del Nord Waziristan. &lt;/strong&gt;Il 2009, primo anno di Obama alla Casa Bianca, si è chiuso con ben 53 radi aerei sul Pakistan (contro i 36 dell'anno precedente e i 10 del periodo 2004-2007) nei quali sono rimaste uccise centinaia di persone: almeno settecento (di cui nove su dieci civili innocenti) secondo il governo pachistano; circa cinquecento (di cui solo una quarantina civili) secondo la Cia.&lt;br /&gt;Obama ritiene questa campagna militare uno strumento indispensabile per colpire i leader di quei gruppi talebani e qaedisti contro i quali il governo pachistano si rifiuta di usare la forza.&lt;br /&gt;L'esercito di Islamabad, infatti, da anni combatte i gruppi armati integralisti locali che rappresentano una minaccia sovversiva interna, come i talebani 'ribelli' di Maulana Fazlullah nella valle di o quelli di Hakimullah Mehsud in Sud Waziristan. Ma si rifiuta di smantellare i gruppi armati che considera un asset strategico irrinunciabile, un irrinunciabile strumento per contrastare la crescente influenza del nemico indiano in Afghanistan (soprattutto in vista del futuro ritiro delle truppe alleate).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;La rete di Haqqani, principale minaccia per gli Usa.&lt;/strong&gt; Peccato che questi stessi gruppi hijadisti - in particolare la rete di Jalaluddin e Sirajuddin Haqqani, basata in Nord Waziristan e strettamente legata ad Al Qaeda e ai servizi segreti pachistani - rappresentino oggi anche la principale minaccia per le truppe d'occupazione Usa presenti nelle province orientali dell'Afghanistan, al pari della resistenza armata dei talebani del Mullah Omar nelle province meridionali, che invece ha le sue basi tra Quetta e Karachi.&lt;br /&gt;Washington sa di non poter contare sull'aiuto di Islamabad per colpire le roccaforti e i campi di addestramento di questi potenti gruppi guerriglieri che, se attaccati dall'esercito pachistano, ovvero da chi finora li ha protetti e sostenuti, si rivolterebbero contro il debole governo civile attualmente al potere e magari, con l'aiuto dell'esercito, lo rovescerebbero prendendo il potere e quindi il controllo dell'arsenale nucleare pachistano. Meglio, per gli Stati Uniti, evitare questo rischio e provare a fare da soli usando i droni della Cia.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;www.peacereporter.net 08/01/2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-3901116007468466613?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/3901116007468466613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/3901116007468466613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/01/la-guerra-dei-droni-il-2009-si-e-chiuso.html' title='La guerra dei droni: il 2009 si è chiuso con 53 raid missilistici Usa sul Pakistan. Il 2010 si apre con un ulteriore escalation'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S1Nd6bINfgI/AAAAAAAABag/cM5b03KBUKs/s72-c/21262.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-7441050390672722756</id><published>2010-01-17T17:39:00.002+01:00</published><updated>2010-01-17T17:48:18.577+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='america latina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stati uniti'/><title type='text'>Obama e l'Avana, le speranze perdute</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S1M_MqhBF4I/AAAAAAAABaY/kMVeJ2U-G-M/s1600-h/cuba-embargo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 296px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S1M_MqhBF4I/AAAAAAAABaY/kMVeJ2U-G-M/s320/cuba-embargo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5427751462715332482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;" class="grey-l"&gt;Il segno del nuovo governo Usa è la continuità Molti bei discorsi sul «new beginning», qualche gesto iniziale. Poi più nulla. Il ruolo Usa nel golpe in Honduras è stato il cimitero dei propositi di cambiamento. Il gelo è tornato a scendere nei rapporti Washington-l'Avana. E l'inclusione di Cuba nella nuova lista dei «paesi patrocinatori del terrorismo» è stata la classica goccia...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quattro gradi all'Avana. Come se a Roma facesse 10 sotto zero. Una coltre di gelo è scesa su Cuba. Il grande freddo ha gelato anche le speranze di un cambio nei rapporti con gli Stati uniti di Obama.&lt;br /&gt;Forse aveva ragione il vecchio Fidel quando parlando del presidente appena eletto diceva che sì, sembrava intelligente e simpatico ma che negli Stati uniti una cosa è il presidente e un'altra è «l'impero». E non si riferiva solo alle burrascose relazioni fra i due paesi congelate da più di mezzo secolo.&lt;br /&gt;E' bastato un golpe in un paese marginale dell'America centrale a smasscherare il gioco. «Nessuno - come ha scritto l'Economist - poteva immaginare che il piccolo Honduras sarebbe stato il cimitero sia della diplomazia dell'America latina sia del tentativo di Barack Obama di un approccio amichevole con i vicini. Ma questo è successo».&lt;br /&gt;Dopo qualche «messaggio» lanciato nella campagna elettorale, qualche «gesto» iniziale e molti bei discorsi, il segno della presidenza Obama, a un anno dal suo insdiamento, è uno e uno solo: la continuità con i suoi nove predecessori alla Casa bianca.&lt;br /&gt;Forse esaminando punto per punto il programma e le promesse del «candidato» Obama su Cuba - come ha fatto giorni fa la Bbc - non si può dire che li abbia traditi. La sua vera responsabilità è un'altra, e non piccola: avere suscitato enormi aspettative negli Stati uniti e ancor di più, dopo gli 8 devastanti anni di G.W. Bush, nel resto del mondo senza avere poi la forza o la volontà di riempirle di contenuti concreti.&lt;br /&gt;I sorrisi amichevoli, il «new beginning» promesso da Obama nel vertice delle Americhe di aprile nell'isola di Trinidad - quando il venezuelano Hugo Chavez gli regalò Le vene aperte dell'America latina, il classico di Eduardo Galeano che di certo non avrà avuto il tempo di leggere -, sono svaniti nel «cimitero» dell'Honduras, prima, durante e soprattutto dopo il golpe di giugno, la cui regia reca la firma inconfondibile dell'amministrazione Obama.&lt;br /&gt;Con molte altre gatte da pelare, l'America latina non è, come si dice, una priorità neanche per Obama. E ancor meno lo è Cuba, che - insieme - è o sarebbe il capitolo più facile e il più difficile da cambiare nel «nuovo inizio». Il più facile per il grottesco (e osceno) anacronismo dei rapporti imposti dagli Stati uniti per più di 50 anni, il più difficile per il valore simbolico - e quindi politico-elettorale - che implica l'andare a toccare quei rapporti.&lt;br /&gt;A questo punto, con Cuba, Obama assomiglia molto al pessimo Bill Clinton. Un altro «piacione» che però fu quello che firmò nel '93 The Cuban Democratic Act, meglio noto come la Legge Torricelli, e nel '96 la legge Helms-Burton per stringere a livelli parossistici l'embargo del '62-'63 (firmato da un altro piacione democratico come John Fitzgerald Kennedy).&lt;br /&gt;Con Clinton fu coniato l'espressione «binario 2», che voleva dire promuovere (anche, oltre al resto) l'interscambio in compo culturale, artistico, religioso per influire (e interferire) sul processo politico cubano.&lt;br /&gt;Con Obama l'embargo economico, commerciale e finanziario non sarà toccato. D'altra parte, si risponderà, non ha mai promesso di toccarlo e anzi ha detto di considerarlo «una leva» per forzare cambi nel sistema castrista e portare «la democrazia» a Cuba. Anche se le «eccessive» speranze suscitate dal primo presidente afro-americano, hanno fatto credere a molti che almeno - pur senza andare a sfrugugliare il Congresso su un tema così sensibile e per di più non «prioritario» - avrebbe spuntato i denti più anacronistici del blocco. Quei denti sono ancora lì, intatti. Neppure qualche gesto tutto sommato innocuo. Come sarebbe stato, ad esempio, cancellare con un colpo di penna le abnormi condanne imposte dai tribunali di Miami contro i 5 agenti dell'antiterrorismo cubano, da oltre 10 anni in carcere negli Usa, per essersi infiltrati nelle rete - quella sì terrorista - dei settori più ultrà dell'anti-castrismo della Florida. O togliere Cuba dalla lista dei «paesi terroristi» in cui la mise Ronald Reagan nell'82, in piena guerra fredda nel mondo e in piena guerra sporca in Centramerica.&lt;br /&gt;E questa è stata la classica goccia.&lt;br /&gt;I cubani non hanno mandato giù l'inserimento di Cuba - unico paese non islamico - nella nuova lista dei 14 paesi «patrocinatori del terrorismo» stilata dal dipartimento di stato dopo il fallito attentato della vigilia di Natale sul volo Amsterdam-Detroit. Il ministro degli esteri cubano Bruno Rodriguez ha convocato il responsabile della Sezione di interessi Usa all'Avana, Johnatan Farrar, per chiedergli spiegazioni ed esigere «l'immediata esclusione» di Cuba da quella lista, poi il ministero degli esteri dell'Avana ha diffuso una nota di protesta durissima e circostanziata ribattendo una per una le motivazioni addotte dal diparimento di stato. Che sono e suonano oltre che false e speciose, ridicole. Come quella secondo cui l'inclusione è giusta perché Cuba ha dato e dà rifugio a «terroristi dell'Eta» basca, a membri delle Farc e dell'Eln colombiani, a qualche profugo in fuga dalla giustiza Usa (qualcuno ne ha contati 77), come i «torroristi» del gruppo Machetero di Porto Rico o Assata Shakur, un ex delle Black Panthers. Ai cubani è stato facile rispondere che gli ex-terroristi baschi sono andati a Cuba su richiesta e a seguito di un accordo con il governo spagnolo dell'84 (e «senza mai utilizzare» il territorio cubano per le loro «attività politiche»); che la presenza di esponenti della guerriglia colombiana si deve al ruolo «riconosciuto e rispettato» di Cuba come «facilitatore» di colloqui di pace dell'interminabile conflitto interno della Colombia; che, quanto ai profughi ricercati dalla giustizia Usa, «terroristi di nessun paese hanno mai trovato rifugio o risiedono a Cuba».&lt;br /&gt;E hanno avuto gioco facile, i cubani, a ricordare che semmai sono molti «i terroristi e gli assassini» che «risiedono impunemente» negli Usa. Come i ben noti Luis Posada Carriles e Orlando Bosh, riconosciuti responsabili di aver dinamitato un aereo di linea della Cubana de Aviacion con dentro 73 persone nel '76. Impuni e liberi sulle spiagge di Miami. E' Obama che (almeno) con Cuba merita la lista nera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di M. Matteuzzi&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;il manifesto 13/01/2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-7441050390672722756?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/7441050390672722756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/7441050390672722756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/01/obama-e-lavana-le-speranze-perdute.html' title='Obama e l&apos;Avana, le speranze perdute'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S1M_MqhBF4I/AAAAAAAABaY/kMVeJ2U-G-M/s72-c/cuba-embargo.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-7564294608427982799</id><published>2010-01-16T23:20:00.002+01:00</published><updated>2010-01-16T23:24:26.430+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='no tav'/><title type='text'>Scende in marcia la Torino NoTav!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S1I8kTdJ_cI/AAAAAAAABaI/DwcD_po0cNA/s1600-h/notav.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 150px; height: 100px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S1I8kTdJ_cI/AAAAAAAABaI/DwcD_po0cNA/s400/notav.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5427467095330389442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una grande risposta dalla Torino No Tav: migliaia e migliaia di persone in marcia contro i sondaggi, attraversando l’appuntamento cittadino indetto dall’assemblea No Tav di mercoledi 13 gennaio all’università di Torino. 3mila persone in piazza, per dire no ai sondaggi, espressione dell’opposizione torinese al Tav, in appoggio ai ribelli della Valsusa. &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Una scadenza che cade mentre si annuncia l’avvio delle trivellazioni sul territorio metropolitano, sotto il bombardamento mediatico della stampa mainstream che inneggia all’Alta Velocità e che diffama stereotipamente chi resiste. In 2 giorni le realtà torinesi sono riuscite a mettere quel che è la prima e bella pietra posata in città contro il piano sondaggistico, in solidarietà e appoggio al movimento No Tav della Val Susa. Tantissime persone hanno quindi partecipato a quello che è diventato un corteo che ha superato ogni più ottimistica aspettativa dei movimenti: tanti e tante torinesi hanno voluto esserci quest’oggi, marciando verso i siti delle trivellazioni in programma, gridando, come in Valle, “No Tav No Sondaggi”, imbastendo un primo segmento del persorso di contestazione dei sondaggi a Torino. Alla marcia hanno voluto partecipare anche Luca Persino (O’ Zulù), leader dei 99 Posse, e Gianni Vattimo, parlamentare europeo. Da piazza Massaua i No Tav torinesi, che hanno raccolto anche la presenza e la vicinanza del movimento No Tav valsusino, presente con una buona delegazione, si sono diretti verso quelli che sulle mappe dell’Osservatorio sono indicati come i luoghi delle trivellazioni in programma, tornando poi nuovamente, sempre in corteo, al luogo del concretramento, chiudendo una grande giornata per la Torino No Tav, per chi si batte contro l’Altà Velocità.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La Valle perdura nella resistenza, diffusa e radicata l’irrudicibilità al progetto del Tav, dopo 20 anni di lotte e opposizione popolare. Nemmeno un chiodo è stato piantato nel suolo di un territorio che la sua gente difende, le truppe che si sono presentate la scorsa settimana al nuovo presidio di Susa hanno dovuto fare dietrofront, “dalla Valle non si passa, questa è la nostra terra”. Che ne dica la stampa nazionale e locale, quest’ultima impegnata in tutta la sua bassezza nel racconto dell’irreale, nella propaganda assordante che spaccia 2 buchi fatti in territori irrangiungibili e supersovergliati come l’inizio della costruzione della grande opera, nella diffamazione di un movimento popolare reale che non può che ridere dinnanzi alla mistificazione e alla bugia ordinata. La Val Susa è il territorio interessato dall’80 del progetto Tav, i sondaggi in via di realizzazione sono ben distanti dal labire una Valle che si continua a difendere e si difenderà dalla voracità del partito del Tav, che si presenti in giacca e cravatta come in divisa.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; Una straordinaria mobilitazione No Tav No Sondaggi quella di quest’oggi a Torino, territorio sul quale, anche qui, si dovrà fare i conti con chi si oppone e resiste. A Sarà Dura, sempre per loro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;http://www.notav.info/&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-7564294608427982799?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/7564294608427982799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/7564294608427982799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/01/scende-in-marcia-la-torino-notav.html' title='Scende in marcia la Torino NoTav!'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S1I8kTdJ_cI/AAAAAAAABaI/DwcD_po0cNA/s72-c/notav.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-5233787205576857420</id><published>2010-01-16T23:10:00.002+01:00</published><updated>2010-01-16T23:13:31.220+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='carcere'/><title type='text'>Gli affari prima di tutto, anche sulle carceri</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Franco Corleone&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il ministro della Giustizia Alfano nella conferenza stampa del 13 gennaio a Palazzo Chigi per illustrare le misure per risolvere il sovraffollamento nelle carceri giunte a contenere 65.000 persone ha proclamato una missione senza precedenti. Abbandonare la via delle amnistie e degli indulti che hanno caratterizzato la storia repubblicana e concentrare le risorse per costruire nuove carceri per arrivare a contenere fino a 80.000 detenuti.&lt;br /&gt;È stato confermato lo stato di emergenza delle carceri che nelle parole della modesta caricatura di Bava Beccaris si sostanzia in questo anno nella costruzione di 47 padiglioni nelle aree delle carceri esistenti.&lt;br /&gt;Il tandem Berlusconi-Alfano ha giustificato la via cementificatrice in nome dei principi costituzionali della concezione della pena rieducativa e del senso di umanità, per difendere cioè la dignità e la salute delle persone private della libertà.&lt;br /&gt;Di fronte a tanta faciloneria e pressapochismo intellettuale si rimane costernati. La vita negli hangar per ammassare corpi sarà bestiale: senza acqua, senza luce, senza cucine, senza spazi di socialità, senza educatori.&lt;br /&gt;Un ministro irresponsabile e presuntuoso è davvero pericoloso. Un ministro della giustizia che non sa che l'ultimo indulto di tre anni fa è stato approvato dopo ben sedici anni di assenze di misure di clemenza e che attribuisce i numeri attuali di presenze al rientro in carcere degli "indultati" dimostra di non sapere quello di cui parla (o straparla?).&lt;br /&gt;Demagogia e propaganda sono le armi per coprire le responsabilità di una Amministrazione penitenziaria incapace, senza idee e segnata da una paralisi progressiva.&lt;br /&gt;Alfano non è un contabile, dovrebbe essere un ministro che si confronta con le scelte criminali del governo e della sua maggioranza. Non può far finta di non sapere che le carceri sono piene di immigrati, di tossicodipendenti e di poveri e di emarginati.&lt;br /&gt;Alfano dovrebbe spalancare i suoi occhioni perennemente stupefatti sulla vergogna di una legge come la Cirielli che condanna a una sorta di ergastolo bianco i soggetti più deboli, in particolare i tossicodipendenti, colpevoli e vittime della recidiva.&lt;br /&gt;Il finto buon senso che giustifica la scelta di non affrontare le ragioni del sovraffollamento con l'aumento dei posti letto fa letteralmente vomitare.&lt;br /&gt;Non sono poche le celle, sono troppi i detenuti che non dovrebbero entrare in carcere e soprattutto non starci.&lt;br /&gt;La criminalizzazione di massa mette a rischio la qualità della democrazia di un paese e l'Italia sta precipitando in un gorgo che fa strage di giustizia e di diritto.&lt;br /&gt;La strada annunciata dal Governo ha dei costi enormi. 600 milioni di euro sottratti alle misure alternative e al reinserimento sociale dei detenuti per millantare un miglioramento delle condizioni di vita dei prigionieri.&lt;br /&gt;In realtà il carcere si conferma con la forza dei numeri previsti una orrenda discarica sociale.&lt;br /&gt;La promessa di allargare la detenzione domiciliare a chi deve scontare l'ultimo anno di pena e i lavori di pubblica utilità sono affidati a un disegno di legge dalla sorte incerta. Gli affari prima di tutto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;il manifesto 14/01/10&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-5233787205576857420?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5233787205576857420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5233787205576857420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/01/gli-affari-prima-di-tutto-anche-sulle.html' title='Gli affari prima di tutto, anche sulle carceri'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-262513026335453435</id><published>2010-01-12T13:48:00.001+01:00</published><updated>2010-01-12T13:48:32.836+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><title type='text'>Il lavoro delle donne</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: 130%;"&gt;&lt;b style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Giovedì ' 14 gennaio 010 | ore 20.45 | circolo Pink &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt; &lt;b style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;IL LAVORO DELLE DONNE&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;&lt;b&gt;libri |&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Crisi e genere&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt; Presentazione di &lt;b&gt;"Lavorare stanca. Statistiche, ricerce, bibliografie e ragionamenti sul lavoro delle donne"&lt;/b&gt;, Quaderni Viola nuova serie, Edizioni Alegre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt; &lt;i&gt;Con &lt;b&gt;Lidia Cirillo&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; &lt;i&gt;(coautrice del libro, militante femminista e di Sinistra Critica)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 130%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-262513026335453435?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/262513026335453435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/262513026335453435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/01/il-lavoro-delle-donne.html' title='Il lavoro delle donne'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-7841909528682020611</id><published>2010-01-12T13:46:00.000+01:00</published><updated>2010-01-12T13:47:14.877+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><title type='text'>Rosarno è l’Italia</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Qualche giorno fa noi, migranti e italiani, uomini e donne appartenenti ai coordinamenti, collettivi e reti di Bari, Bologna,Brescia, Mantova e basso mantovano, Milano, Padova, Roma, Torino&lt;br /&gt;abbiamo dichiarato di sostenere nei prossimi mesi la campagna politica per l’organizzazione anche in Italia dello sciopero delle migranti e dei migranti.&lt;br /&gt;Negli stessi giorni nella Piana di Gioia Tauro è diventato realtà il sogno del leghista Gentilini di fare dei migranti “lepri a cui sparare”. La strage di Castel Volturno del settembre 2008 ci ricorda che non è la prima volta. Allora come oggi i migranti non hanno ceduto al ricatto e alla minaccia, ma di fronte alla violenza armata è stata loro offerta solo la fuga. Chi ha invocato l’intervento dello Stato ha avuto una risposta pronta: i migranti di Rosarno sono stati deportati in massa, mentre un ministro razzista, “cattivo” e coerente ora organizza l’espulsione degli sfruttati.&lt;br /&gt;Nell’era del “pacchetto sicurezza”, in Italia si è aperta la caccia al migrante che alza la voce. Rosarno non è un puro frutto della criminalità: la violenza della ‘ndrangheta si è nutrita negli annidella legge Bossi-Fini e delle connivenze dello Stato. A tutto questo, il razzismo ormai diffuso ha fatto da perfetta cornice. Un razzismo istituzionale coltivato nel tempo e che oggi esplode di fronte alla crisi. Ma non dovrebbero essere necessari i morti ammazzati di Castel Volturno e i feriti di Rosarno per vedere che in Italia vige una forma di sfruttamento totale del lavoro favorita dalla legge Bossi-Fini, che autorizza a espellere i lavoratori quando non servono più o alzano la voce. La “fabbrica verde” del sud d’Italia, quella dove sono rifluiti i lavoratori espulsi dalle fabbriche in crisi del nord, non potrebbe funzionare senza quelli che accettano qualsiasi lavoro per mantenere il permesso e sono regolari persino secondo le leggi di questo Stato, senza quelli che aspettano per mesi un rinnovo, senza quelli che un permesso di soggiorno lo perdono o non lo avranno mai perché vige l’assurdo sistema delle quote, senza quelli che attendono il diritto d’asilo, senza quelli che sono criminalizzati e bollati dell’infamia (reale o meno, poco importa, purché giustifichi le “misure di sicurezza”) della clandestinità.&lt;br /&gt;Diciamolo chiaro: Rosarno è l’Italia. Non solo l’Italia della Lega, ma quella delle leggi di uno Stato razzista e quella dei padroni che, nel sud come al nord, che siano o meno affiliati alla criminalità organizzata, sono disposti a tutto pur di pagare il salario più basso possibile.&lt;br /&gt;La misura è colma da parecchio tempo. Ben vengano le testimonianze di civiltà, ma è necessario decidere davvero da che parte stare. La risposta a ciò che è successo non può risolversi in un presidio e in una festa. È necessario che la solidarietà vada oltre se stessa e si esprima dentro ai percorsi organizzativi che coinvolgono lavoratori e lavoratrici, migranti e italiani, nella preparazione dello sciopero del lavoro migrante in Italia, che non sarà solo lo sciopero dei&lt;br /&gt;migranti, ma di tutti coloro che si oppongono al modo in cui vengono trattati. Il ministro Calderoli ha deriso il progetto di uno sciopero affermando che i regolari non lo faranno mai, e che gli irregolari saranno espulsi. È necessario mostrare a tutti quelli come lui la forza che i migranti sono in grado di mettere in campo come protagonisti delle loro lotte. Protagonisti insieme a quegli uomini e a quelle donne che rifiutano il razzismo come pratica quotidiana di sfruttamento. Lo sciopero è la vera forza che oggi l’antirazzismo può mettere in campo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Coordinamento per lo sciopero del lavoro migrante in Italia&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Per partecipare, sostenere, diffondere la campagna per lo sciopero del lavoro migrante in Italia: &lt;a href="mailto:http://it.mc266.mail.yahoo.com/mc/compose?to=coordinamentosciopero@gmail.com" mce_href="mailto:http://it.mc266.mail.yahoo.com/mc/compose?to=coordinamentosciopero@gmail.com"&gt;coordinamentosciopero@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-7841909528682020611?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/7841909528682020611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/7841909528682020611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/01/rosarno-e-litalia.html' title='Rosarno è l’Italia'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-8133118293035039183</id><published>2010-01-10T16:06:00.003+01:00</published><updated>2010-01-10T16:13:30.409+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><title type='text'>Discrimination is too much Non sparate sui migranti No apartheid</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S0nuMAFCuFI/AAAAAAAABaA/xHr0XfA4Ni0/s1600-h/10220.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S0nuMAFCuFI/AAAAAAAABaA/xHr0XfA4Ni0/s400/10220.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5425129116091463762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h1 style="text-align: justify;"&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Rete Migranti di Reggio Calabria, costituita da soggettività di varia estrazione culturale, religiosa e politica, comprese le diverse realtà che da anni, soprattutto in questi drammatici momenti, lavorano al fianco dei migranti di Rosarno, ha da sempre denunciato lo stato di degrado, schiavitù e assenza assoluta di diritti in cui si ritrovano i “raccoglitori di arance”.   Una situazione la cui esplosività era ben conosciuta.&lt;br /&gt;L’ennesima aggressione fisica subita da uno dei braccianti ha scatenato la loro rabbia spontanea. Questa reazione ha provocato una risposta spropositata, violenta e xenofoba di una parte della popolazione rosarnese che si è sentita autorizzata “al tiro al bersaglio”. Quanto accaduto è l’esemplificazione di uno stato di ingiustizia sociale, sfruttamento e diseguaglianze prodotto anche da politiche nazionali razziste e securitarie che mai come in questo momento si sono rivelate fallimentari e inappropriate.&lt;br /&gt;Degli oltre 1500 migranti impegnati nell’agricoltura locale, al momento solo pochi permangono a Rosarno, in attesa di scappare dalla terra che li ha resi schiavi nonostante fossero il cardine dell’economia di quel territorio: paradossale era la loro unica richiesta, impressa sui muri dell’ex Opera Sila di Gioia Tauro, “Non sparateci addosso”. La Calabria solidale che da sempre lotta per l’integrazione e l’accoglienza, rifiuta questo stato delle cose e lancia la costituzione di una Rete di Solidarietà nazionale che supporti i migranti, costretti a lasciare il loro tetto d’amianto, la loro baracca, il loro lavoro niente affatto dignitoso e il loro ultimo stipendio per ritrovarsi nuovamente alla ricerca di un futuro che speravano di guadagnarsi in Calabria. L’eccezionalità di quanto sta avvenendo evidenzia non solo l’incapacità dello Stato di rispondere adeguatamente alla domanda sociale rivolta dai migranti, ma anche come abbia lasciato in maniera incosciente, pericolosa e irresponsabile che a risolvere il “problema” fossero mani mafiose e/o rondiste. La complessità della situazione in atto a Rosarno, forse non casuale ma comunque pericolosa, necessita di un tempo di analisi prima di un intervento politico. L’assemblea nazionale della Rete Antirazzista, che si terrà a Roma il 24 gennaio, diventa un primo momento per riflettere e rispondere, attraverso un ragionamento collettivo, ad una situazione che oggi si è determinata nella Piana di Gioia Tauro, ma che coinvolge tutta l’Italia rischiando di divenire un pericoloso precedente. Noi parteciperemo all'assemblea di Roma proponendo la convocazione in tempi brevi di un nuovo incontro nazionale da tenersi a Riace, borgo virtuoso dell’ospitalità diffusa e multietnica.&lt;br /&gt;Reggio Calabria, 09.01.2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Rete Reggina Migranti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="font-style: italic; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-8133118293035039183?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/8133118293035039183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/8133118293035039183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/01/discrimination-is-too-much-non-sparate.html' title='Discrimination is too much Non sparate sui migranti No apartheid'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S0nuMAFCuFI/AAAAAAAABaA/xHr0XfA4Ni0/s72-c/10220.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-5297239881933962712</id><published>2010-01-07T23:25:00.001+01:00</published><updated>2010-01-07T23:29:18.135+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='america latina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ecologismo'/><title type='text'>Morales convoca un'Assemblea dei popoli per il clima</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S0ZgHCKI5xI/AAAAAAAABZ4/5ZGrRf4vlus/s1600-h/evo+morales.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 328px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S0ZgHCKI5xI/AAAAAAAABZ4/5ZGrRf4vlus/s400/evo+morales.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424128475169089298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;" class="field field-type-text field-field-autore-articolo"&gt;     &lt;div class="field-items"&gt;             &lt;div class="field-item odd"&gt;                     &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Evo Morales&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;        &lt;/div&gt;         &lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Considerando che il cambio climatico rappresenta una minaccia reale per l’esistenza dell’umanità, degli esseri viventi e della nostra Madre Terra come oggi la conosciamo;&lt;br /&gt;Constatando il grave pericolo che esiste per le isole, le zone costiere, i ghiacciai dell’Himalaya, le Ande e le montagne del mondo, i poli della Terra, le regioni calde come l’Africa, le fonti di acqua, le popolazioni colpite dai disastri naturali crescenti, le piante e gli animali, e gli ecosistemi in generale;&lt;br /&gt;Evidenziando che i più colpiti dal cambio climatico saranno i più poveri del pianeta che vedranno distrutti propri focolari, le proprie fonti di sopravvivenza e saranno obbligati a migrare e a cercare rifugio;&lt;br /&gt;Confermando che il 75 per cento delle emissioni storiche di gas a effetto serra si sono originati nei paesi irrazionalmente industrializzati del nord;&lt;br /&gt;Constatando che il cambio climatico è un prodotto del sistema capitalista;&lt;br /&gt;Deplorando il fallimento della Conferenza di Copenhagen per responsabilità dei paesi chiamati “sviluppati” che non vogliono riconoscere il debito climatico che hanno con i paesi in via di sviluppo, le generazioni future e la Madre Terra;&lt;br /&gt;Affermando che per garantire la piena realizzazione dei diritti umani nel secolo XXI è necessario riconoscere e rispettare i diritti della Madre Terra;&lt;br /&gt;Riaffermando la necessità di lottare per la giustizia climatica:&lt;br /&gt;Riconoscendo la necessità di assumere azioni urgenti per evitare più grandi danni e sofferenze all’umanità e alla Madre Terra, per ristabilire la armonia con la natura;&lt;br /&gt;Sicuri che i popoli del mondo, guidati dai principi di solidarietà, della giustizia e del rispetto per la vita, saranno capaci di salvare l’umanità e la Madre Terra; e&lt;br /&gt;Celebrando il Giorno Internazionale della Madre Terra&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il governo dello Stato Plurinazionale della Bolivia convoca i popoli, i movimenti sociali e i difensori della madre terra del mondo, e invita gli scienziati, gli accademici, i giuristi e i governi che vogliono lavorare con la propria gente alla Conferenza Mondiale dei Popoli sul Cambio Climatico e i Diritti della Madre Terra che si realizzerà dal 20 al 22 aprile del 2010 nella città di Cochabamba, Bolivia.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La Conferenza Mondiale dei Popoli sul Cambio Climatico e i Diritti della Madre Terra ha come obiettivi:&lt;br /&gt;1) Analizzare le cause strutturali e sistematiche che provocano il cambio climatico e proporre le misure di fondo che rendono possibile il benessere di tutta l’umanità in armonia con la natura&lt;br /&gt;2) Discutere e definire il progetto della Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra&lt;br /&gt;3) Definire le proposte di nuovi impegni per il Protocollo di Kioto e per le decisioni della Convenzione ONU sul Cambio Climatico che guideranno l’iniziativa dei governi impegnati per la vita nei negoziati sul cambio climatico e in tutti gli scenario delle Nazioni Unite, riguardo a:&lt;br /&gt;a) Debito climatico&lt;br /&gt;b) Migranti-rifugiati del cambio climatico&lt;br /&gt;c) Riduzione delle emissioni&lt;br /&gt;d) Adattamento&lt;br /&gt;e) Trasferimento di tecnologia&lt;br /&gt;f) Finanziamento&lt;br /&gt;g) Foreste e cambio climatico&lt;br /&gt;h) Visione condivisa&lt;br /&gt;i) Popoli indigeni e&lt;br /&gt;j)  Altro&lt;br /&gt;4) Lavorare nella organizzazione del Referendum Mondiale dei Popoli sul cambio climatico&lt;br /&gt;5) Analizzare e tracciare un piano di azione per avanzare nella costituzione di un Tribunale della Giustizia Climatico&lt;br /&gt;6) Definire le strategie di azioni e mobilitazione in difesa della vita di fronte al Cambio Climatico e per i Diritti della Madre Terra.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Bolivia, 5 gennaio 2010&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-style: italic;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Evo Morales Ayma&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Presidente dello Stato Plurinazionale della Bolivia&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-5297239881933962712?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5297239881933962712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5297239881933962712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2010/01/morales-convoca-unassemblea-dei-popoli.html' title='Morales convoca un&apos;Assemblea dei popoli per il clima'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/S0ZgHCKI5xI/AAAAAAAABZ4/5ZGrRf4vlus/s72-c/evo+morales.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-1784392501858016714</id><published>2009-12-26T10:50:00.000+01:00</published><updated>2009-12-26T10:51:00.400+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>La crisi non va in vacanza</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Giovedì ' 14 gennaio 010 | ore 20.45 | circolo Pink &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;b style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;IL LAVORO DELLE DONNE&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;&lt;b&gt;libri |&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;b style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Crisi e genere&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; Presentazione di &lt;b&gt;"Lavorare stanca. Statistiche, ricerce, bibliografie e ragionamenti sul lavoro delle donne"&lt;/b&gt;, Quaderni Viola nuova serie, Edizioni Alegre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;i&gt;Con &lt;b&gt;Lidia Cirillo&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; &lt;i&gt;(coautrice del libro, militante femminista e di Sinistra Critica)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; Mercoledì 27 gennaio 010 | ore 20.45 | Sala Lodi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;b style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;TERRITORIO S.P.A.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;assemblea | &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Tra crisi economica e crisi ecologica&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;i&gt;Con &lt;b&gt;Gianni Bellomi&lt;/b&gt; (Carta), &lt;b&gt;Stefano Frezza&lt;/b&gt; (Epicentro Solidale) e &lt;b&gt;Marco Bersani&lt;/b&gt; (ATTAC).&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; Sono invitati tutti i comitati locali in mobilitazione per la difesa del territorio e dei beni comuni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-1784392501858016714?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1784392501858016714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1784392501858016714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/la-crisi-non-va-in-vacanza.html' title='La crisi non va in vacanza'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-315458563734787497</id><published>2009-12-23T00:26:00.002+01:00</published><updated>2009-12-23T00:32:26.754+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><title type='text'>AUGURI ANTIRAZZISTI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;Causa maltempo&lt;b&gt; l'iniziativa antirazzista e contro la crisi &lt;/b&gt;che si sarebbe dovuta tenere oggi in piazzetta Scalette Rubiani con la proiezione del film "Come un uomo sulla terra"  è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;rinviata a gennaio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SzFWMgeZUbI/AAAAAAAABZw/ld5RPWoLVy8/s1600-h/babbonero.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 265px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SzFWMgeZUbI/AAAAAAAABZw/ld5RPWoLVy8/s400/babbonero.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418206599579259314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-315458563734787497?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/315458563734787497'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/315458563734787497'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/auguri-antirazzisti.html' title='AUGURI ANTIRAZZISTI'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SzFWMgeZUbI/AAAAAAAABZw/ld5RPWoLVy8/s72-c/babbonero.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-5857097451556733103</id><published>2009-12-18T23:11:00.002+01:00</published><updated>2009-12-18T23:46:23.192+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='verona'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>mercoledì 23 dicembre: contro il razzismo e contro la crisi</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:medium;"  &gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;perchè le nostre vite valgono più dei loro profitti&lt;br /&gt;perchè la crisi la devono pagare i padroni e le banche&lt;br /&gt;perchè lavoratori e lavoratrici italiani e migranti soffrono la setssa condizione&lt;br /&gt;perchè il razzismo non ha cittadinanza&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:medium;"  &gt;&lt;strong&gt;mercoledì 23 dicembre 009&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:medium;"  &gt;&lt;strong&gt;ore 17 - Piazzetta Scalette Rubiani (via Mazzini angolo p.zza Brà)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:medium;"  &gt;&lt;strong&gt;Crisi - Razzismo - Cittadinanza&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:medium;"  &gt;proiezione del film-documentario&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:medium;"  &gt;"COME UN UOMO SULLA TERRA"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:medium;"  &gt;(un film di Riccardo Biadene, Andrea Segre, Dagmawi Yimer&lt;br /&gt;Regia di Andrea Segre e Dagmawi Yimer in collaborazione con Riccardo Biadene)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:medium;"  &gt;musica-interventi-&lt;wbr&gt;vin brulè-materiale informativo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:medium;"  &gt;DIFESA DEI POSTI DI LAVORO E BLOCCO DEI LICENZIAMENTI&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:medium;"  &gt;SALVAGUARDIA ED ESTENSIONE DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:medium;"  &gt;SALARIO MINIMO E SALARIO SOCIALE PER TUTT@&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:medium;"  &gt;ABOLIZIONE DEL REATO DI CLANDESTINITA' E CHIUSURA DEI CIE&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:medium;"  &gt;DIRITTO ALLA CASA PER TUTT@&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:medium;"  &gt;CITTADINANZA E DIRITTO DI VOTO PER I MIGRANTI&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: center; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=";font-family:comic sans ms,sans-serif;font-size:medium;"  &gt;LA VERA SICUREZZA E' ARRIVARE ALLA FINE DEL MESE!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="color: rgb(255, 102, 0); font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 153); font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-size:medium;"&gt;&lt;span style="font-family:comic sans ms,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Attac, Circolo Pink, Coordinamento Migranti, La Chimica, Sinistra Critica&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size:medium;"&gt;&lt;span style="font-family:comic sans ms,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-5857097451556733103?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5857097451556733103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5857097451556733103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/mercoledi-23-dicembre-contro-il_18.html' title='mercoledì 23 dicembre: contro il razzismo e contro la crisi'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-8300535602904902239</id><published>2009-12-18T20:29:00.000+01:00</published><updated>2009-12-18T23:45:20.566+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><title type='text'>Come un uomo sulla terra</title><content type='html'>&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/j1Z86oFrGLI&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x2b405b&amp;amp;color2=0x6b8ab6"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/j1Z86oFrGLI&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x2b405b&amp;amp;color2=0x6b8ab6" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-8300535602904902239?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/8300535602904902239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/8300535602904902239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/come-un-uomo-sulla-terra.html' title='Come un uomo sulla terra'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-6791964617980249347</id><published>2009-12-17T21:17:00.004+01:00</published><updated>2009-12-17T21:22:51.289+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Disoccupazione record all'8,2%. Per Confindustria la ripresa sarà «lenta e faticosa».</title><content type='html'>&lt;p&gt;           &lt;/p&gt;&lt;div style="font-style: italic; font-weight: bold;" class="field field-type-text field-field-sommario"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;     &lt;/div&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;             &lt;/div&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;                     &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L'Istat e il Centro studi Confindustria confermano: in un anno persi oltre 500mila posti di lavoro. Ancora proteste operaie: in Fincantieri la vertenza prosegue mentre alla Yamaha gli operai dormono sotto la neve. Il 22 dicembre manifestazione dei sindacati di base contro il piano Marchionne&lt;/p&gt;         &lt;/div&gt;         &lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;A ottobre il tasso di disoccupazione ha raggiunto l'8,2%, il dato peggiore da aprile 2004. Lo rileva l'Istat che ha rivisto al rialzo il dato diffuso nelle scorse settimane (8%). I disoccupati nel mese erano quindi 2.039.000. Nel terzo trimestre il numero degli occupati è sceso di 508 mila unità rispetto al terzo trimestre 2008, in forte calo su base annua -2,2%. Il numero di occupati infatti risulta pari a 23.010.000 unità. Il risultato deriva da un'ulteriore caduta dell'occupazione autonoma, dei dipendenti a termine e dei collaboratori, cui si aggiunge una significativa flessione dei dipendenti a tempo indeterminato. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Anche Confindustria conferma il calo dell'occupazione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Tra il 2008 ed il 2009 sono già stati persi 470 mila posti di lavoro (rispettivamente 128 mila e 342 mila), altri 195 mila sono a rischio tra il 2010 ed il 2011. È lo scenario indicato dal Centro studi di Confindustria, che spiega come ciò dipenderà dal processo di riassorbimento dei cassintegrati. Il dato fa infatti riferimento all'ipotesi in cui il 70% del calo delle unità di lavoro in cassa integrazione si traducesse in lavoratori riassorbiti; in questo caso, il totale dei posti persi sarebbe pari a 665 mila. Nell'ipotesi, invece, che la quota riassorbita fosse solo del 40%, si arriverebbe a 770 mila posti di lavoro persi.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Confindutria/2, la ripresa sarà «lenta e faticosa»&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Quella che si profila per i prossimi anni rimane una ripresa «lenta e faticosa, in salita e ostacolata da venti contrari». Lo spiega il Centro Studi di Confindustria secondo il quale nel 2010 ci sarà un Pil in crescita del 1,1% che si rafforzerà nel 2011 con un 1,3% riportando il Pil ai livelli del 2005. «La ripresa - dicono gli economisti di Viale dell'Astronomia- sarà sospinta da politiche economiche di straordinaria portata espansiva, tali da aver rinsaldato la fiducia di famiglie, imprese e mercati finanziari. I quali restano però esposti a turbolenze, come dimostrano le vicende di Dubai e della Grecia». Un caso quest'ultimo che «può preoccupare come campanello d'allarme sugli alti debiti pubblici anche se, sottolinea Confindustria, »i conti greci sono oggettivamente molto peggiori risetto a quelli di altri paesi e insostenibili». La grande quantità di denaro pubblico rimesso in circolo, quindi, sembra provocare un rimbalzo della produzione ma in quel «lenta e faticosa» si scorgono i dubbi per le prospettive di medio periodo.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.ilmegafonoquotidiano.it/news/disoccupazione-record-all82-confindustria-la-ripresa-sar%C3%A0-%C2%ABlenta-e-faticosa%C2%BB"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;LEGGI TUTTO SU &lt;span style="font-style: italic;"&gt;www.ilmegafonoquotidiano.it&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-6791964617980249347?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/6791964617980249347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/6791964617980249347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/disoccupazione-record-all82-per.html' title='Disoccupazione record all&apos;8,2%. Per Confindustria la ripresa sarà «lenta e faticosa».'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-3910208934397664889</id><published>2009-12-17T21:01:00.002+01:00</published><updated>2009-12-17T21:09:23.296+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stati uniti'/><title type='text'>USA Sanità pubblica - Quel che resta di un progetto sabotato e fatto a pezzi</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Marco D'Eramo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sarà interessante capire cosa resterà della riforma sanitaria Usa, se e quando sarà approvata dal Senato. Già la settimana scorsa, per superare il sabotaggio dei democratici di destra (i cosiddetti Blue Dogs), il testo concordato da porre in discussione aveva definitivamente spazzato via l'idea della Public Option, la possibilità cioè per chi non dispone di nessuna assicurazione privata, di potersi assicurare presso un'assicurazione pubblica (che rimarrebbe un'option appunto e non sarebbe vincolante). La Public Option costituiva l'ultima, cataplasmatica traccia dell'obiettivo originale: &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SyqP1LuavfI/AAAAAAAABZk/QuwYfjmIDWY/s1600-h/sanita-usa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 230px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SyqP1LuavfI/AAAAAAAABZk/QuwYfjmIDWY/s400/sanita-usa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5416299645709762034" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;dotare anche gli Stati uniti di un servizio sanitario nazionale che avrebbe assicurato una copertura universale a tutti i cittadini.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In cambio dell'affondamento della Public Option, i senatori avevano concesso ai liberals del partito un contentino: già ora esiste negli Usa un servizio sanitario nazionale, e si chiama Medicare; solo che è riservato agli ultra-65. Il contentino offerto all'ala progressista del partito era di estendere Medicare agli ultra-55.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri però il senatore del Connecticut, Joe Lieberman, ha annunciato che se quest'estensione sarà presentata in aula, si unirà ai repubblicani nell'ostruzionismo contro la legge, silurandone così il passaggio. Va ricordato che Lieberman, esponente della lobby ebraica in Senato, nel 2000 era stato candidato alla vicepresidenza insieme ad Al Gore. Durante la presidenza Bush jr. aveva sempre votato a favore delle sue guerre, preventive o meno. Come ciliegina sulla torta, l'anno scorso aveva sostenuto il candidato repubblicano alla presidenza, il senatore dell'Arizona John McCain. Ciononostante, e proprio in previsione di situazioni come quella attuale, quando i compagni del partito che lui aveva tradito avevano voluto togliergli la presidenza della potente Commissione senatoriale sulla Sicurezza interna e sugli Affari governativi, il presidente Barack Obama aveva insistito perché mantenesse la poltrona.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La mossa di Lieberman era perciò non solo attesa ma scontata, e tutta l'agitazione cui assistiamo è mero balletto mediatico. Ieri Obama ha convocato i senatori per ripetere quel che sapevano già: che se non passa ora, di riforma non se ne parla più per una generazione. Non solo, ma a porte chiuse ha fatto capire loro che se la riforma non passa, tra meno di undici mesi i candidati democratici andranno alle elezioni di metà mandato (mid term) in ordine sparso, predestinati a una sonora sconfitta (simile a quella subita nel 1994, dopo che era fallito il progetto di riforma sanitaria tentato da Bill e Hillary Clinton). Certo è che se questa riforma non passa, la sua stessa presidenza è in pericolo e Obama rischia seriamente di non ottenere un secondo mandato nel 2012, soprattutto con una guerra in Afghanistan sul groppone e una probabile candidatura del generale David Petraeus per i repubblicani.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Obama e i democratici sono perciò condannati ad approvare una riforma, qual che essa sia, perché sia. Ma anche questa soluzione non è esente da pericoli: una riforma costosa e inefficace può rivelarsi un boomerang, soprattutto nello stato attuale dell'opinione pubblica: grazie anche agli ultimi dati sulla disoccupazione, gli statunitensi sono stati convinti che ormai la crisi è superata e che ora è tempo di contenere la voragine del deficit statale che è stata aperta per salvare le banche. Tutti i conservatori e i liberisti hanno così rialzato la testa e usano l'incubo del dissesto di bilancio come spada di Damocle su ogni riforma tentata da Obama, a cominciare da quella sanitaria.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non sono solo i liberisti a ringalluzzirsi, ma anche e soprattutto i banchieri che ieri hanno mollato un sonoro ceffone al presidente. Alla convocazione alla Casa bianca per discutere di tetti salariali per i dirigenti, bonus e regulations, si sono presentati tutti tranne i tre più importanti (Lloyd Blankfein, amministratore di Goldman Sachs; John Mack, presidente di Morgan Stanley; e Richard Parsons, presidente of Citigroup) che sono intervenuti solo in teleconferenza, adducendo problemi di nebbia nell'aeroporto di New York. Tanto per dimostrare chi è che comanda, tra la Casa Bianca e Wall Street.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il manifesto 16/12/2009&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-3910208934397664889?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/3910208934397664889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/3910208934397664889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/usa-sanita-pubblica-quel-che-resta-di.html' title='USA Sanità pubblica - Quel che resta di un progetto sabotato e fatto a pezzi'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SyqP1LuavfI/AAAAAAAABZk/QuwYfjmIDWY/s72-c/sanita-usa.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-1719345365310970163</id><published>2009-12-14T21:54:00.003+01:00</published><updated>2009-12-14T22:04:02.281+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconi'/><title type='text'>Il potere della vittima e lo scontro all'americana</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SyanpG2xkcI/AAAAAAAABZc/BJNC9adUJAI/s1600-h/berlusconi+ferito.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 323px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SyanpG2xkcI/AAAAAAAABZc/BJNC9adUJAI/s400/berlusconi+ferito.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415199926616428994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong style="font-weight: normal; font-style: italic;"&gt;di Salvatore Cannavò&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;font-size:100%;" &gt;L'episodio di piazza Duomo ha fatto il giro del mondo. Berlusconi accusa la «campagna di odio». Il Pd è pronto a sostenerlo mentre comincia l'assalto a ogni forma di mobilitazione. Ma il gesto di Tartaglia fa pensare a un conflitto che si individualizza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E' un evento del tutto eccezionale quello provocato da Massimo Tartaglia, sconosciuto personaggio destinato a ricalcare, sia pure in scala minore, la notorietà del forse dimenticato Pallante, autore dell'attentato a Togliatti. Un presidente del Consiglio colpito in pieno volto, al termine di un suo comizio, nella sua città natale e perno del suo potere politico e imprenditoriale, è un fatto di sicura eccezionalità. Uno shock per la potenza esibita dallo stesso Berlusconi, uno smacco per i servizi di sicurezza, un gesto destinato a occupare la centralità politica delle prossime settimane.&lt;br /&gt;Un gesto su cui si misura la miseria della politica italiana le cui reazioni, come sempre, sono molto al di sotto della portata dei fatti e inadatte a spiegarseli e a spiegarli. E così da destra è tutto un gridare al «clima d'odio» provocato nel paese da «precisi settori politici e dell'informazione» per utilizzare le insulse parole del ministro Bondi. Ci ha pensato, del resto, il fidato Bonaiuti a presentarsi ai Tg della sera per snocciolare il messaggio che sta a cuore alla maggioranza e a Berlusconi in persona. Sfruttare un episodio, che pure certamente lo ha scosso come si desume dall'immagine del volto insanguinato, per mettere in evidenza il suo essere vittima della congiuntura politica la cui violenza dei toni "arma" le mani di alcuni sconsiderati capaci di arrivare a gesti estremi.&lt;br /&gt;Dal punto di vista del premier la reazione è del tutto comprensibile e scontata. Logico anche che i suoi uomini si gettino a corpo morto sul fatto per cercare di uscire da un angolo in cui Berlusconi si era cacciato. Che poi il clima di «odio» sia in larga parte generato dai comportamenti del presidente del Consiglio, dai suoi attacchi furibondi, dalle “consegne” date ai suoi giornali e alle sue tv - cos'è stato il killeraggio contro Boffo orchestrato da Vittorio Feltri, peraltro costretto dagli avvocati a fare marcia indietro? - dalla sua propensione “eversiva” è una ovvia constatazione che i dirigenti del Pdl non potranno mai fare. Così come evidente è l'altra considerazione: lo scontro con la magistratura e con la Corte costituzionale origina non già da una diversa visione degli assetti istituzionali del Paese ma dal fatto che chi attacca i giudici è un sempiterno imputato che, come tutti gli imputati, cerca di sottrarsi al legittimo giudizio.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilmegafonoquotidiano.it/news/il-potere-della-vittima-e-lo-scontro-allamericana-0"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LEGGI TUTTO&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;http://www.ilmegafonoquotidiano.it/&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-1719345365310970163?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1719345365310970163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1719345365310970163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/il-potere-della-vittima-e-lo-scontro.html' title='Il potere della vittima e lo scontro all&apos;americana'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SyanpG2xkcI/AAAAAAAABZc/BJNC9adUJAI/s72-c/berlusconi+ferito.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-5318735023527165341</id><published>2009-12-11T21:56:00.000+01:00</published><updated>2009-12-11T22:11:34.203+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stragi di Stato'/><title type='text'>La ballata del Pinelli</title><content type='html'>&lt;object width="500" height="405"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/EzffrH1EqXA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/EzffrH1EqXA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="405"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-5318735023527165341?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5318735023527165341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5318735023527165341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/la-ballata-del-pinelli.html' title='La ballata del Pinelli'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-3583830179979916075</id><published>2009-12-11T21:32:00.002+01:00</published><updated>2009-12-11T21:46:14.508+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stragi di Stato'/><title type='text'>Piazza Fontana -12 dicmebre 1969</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SyKvjG7wsxI/AAAAAAAABZU/z6UA8FrLiq4/s1600-h/piazza-fontana-copy.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 400px; height: 386px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SyKvjG7wsxI/AAAAAAAABZU/z6UA8FrLiq4/s400/piazza-fontana-copy.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414082719744307986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Scheda a cura di Sonia e Sandro, del collettivo Borgorosso - Piacenza&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Milano, 12 dicembre 1969, ore 16,30&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Esplode una bomba nel salone degli sportelli della Banca Nazionale dell'Agricoltura, al numero 4 di piazza Fontana. Ha inizio una nuova era tragica.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;I terroristi non avrebbero potuto scegliere un momento migliore: la banca è infatti gremita per il "mercato del venerdì", che richiama gli agricoltori delle province di Milano e Pavia. L'ordigno è stato collocato in modo da provocare il massimo numero di vittime: sotto il tavolo al centro del salone riservato alla clientela, di fronte all'emiciclo degli sportelli. I locali devastati testimoniano la potenza dell'esplosivo impiegato.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L'attentato causa sedici morti, di cui quattordici sul colpo, e ottantotto feriti. La storia dirà se la strage di piazza Fontana, inaugurando la strategia della tensione, ha determinato i dieci anni più bui della vita politica italiana. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Nelle ore che seguono gli attentati, vengono compiute perquisizioni nelle sedi di tutte le organizzazioni dell'estrema sinistra. Viene visitata anche qualche organizzazione d'estrema destra, ma senza molta convinzione, visto che le indagini risparmiano Ordine Nuovo e Avanguardia nazionale, le più importanti. Fin dall'indomani, come preparata in anticipo, parte un'incredibile campagna contro gli estremisti di sinistra. Le indagini sono di una stupefacente rapidità; in tre giorni viene arrestata una decina di persone sulle quali, come dichiara la polizia, "gravano pesanti indizi". Sono tutti anarchici dei circoli Bakunin e 22 Marzo. Tra di loro vi sono: Giovanni Aricò, Annelise Borth, Angelo Casile, Roberto Mander, Emilio Borghese, Mario Merlino, &lt;b&gt;Giuseppe Pinelli e Pietro Valpreda&lt;/b&gt;. Per la polizia, insomma, oltre a quella anarchica, nessun'altra pista merita di essere presa in considerazione. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Iniziano gli interrogatori. Sono condotti con energia. Il 15 dicembre, a mezzanotte, nel cortile della questura di Milano, un corpo s'infrange quasi senza rumore ai piedi di un giornalista. È Giuseppe Pinelli, uno degli anarchici arrestati tre giorni prima, caduto senza un grido da una stanza del quarto piano. Causa ufficiale della morte: suicidio. Non ci crederà nessuno... Tra gli anarchici fermati subito dopo la strage alla Banca Nazionale dell'Agricoltura, il commissario Calabresi sembra interessarsi a una sola persona: Pietro Valpreda, di professione ballerino. Il giovane grida la propria innocenza. Essa non sarà riconosciuta che molto tempo dopo. Eppure, già all'epoca, tutto denunciava l'esistenza di una "pista nera", che verrà esplorata solo tardivamente.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://www.reti-invisibili.net/piazzafontana/"&gt;LEGGI TUTTO&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;www.reti-invisibili.net&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-3583830179979916075?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/3583830179979916075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/3583830179979916075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/piazza-fontana-12-dicmebre-1969.html' title='Piazza Fontana -12 dicmebre 1969'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SyKvjG7wsxI/AAAAAAAABZU/z6UA8FrLiq4/s72-c/piazza-fontana-copy.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-2021154969262971281</id><published>2009-12-11T21:00:00.003+01:00</published><updated>2009-12-11T21:11:01.381+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola e università'/><title type='text'>11 dicembre: giornata di lotta contro la riforma universitaria</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SyKm2QQT79I/AAAAAAAABZE/_EdUMEtKrB8/s1600-h/4177083208_496fb07c0a.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 400px; height: 267px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SyKm2QQT79I/AAAAAAAABZE/_EdUMEtKrB8/s400/4177083208_496fb07c0a.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414073153059286994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div id="node-993" class="node"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;      &lt;/div&gt;&lt;div class="content clear-block"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;         &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;www.ateneinrivolta.org&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;ROMA (11 dicembre) – Urlano, intonano slogan e ballano sulla musica che viene dalle camionette. Sono giovani, ma vogliono essere presi sul serio. «Che non si dica che siamo solo un gruppo di ragazzi dei centri sociali, io ho esperienza come rappresentante degli studenti e conosco la riforma», dice Alessandro, 22 anni, studente di Matematica all'università di Bari.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Non cercavano lo scontro con le forze dell'ordine, anzi avevano chiesto l'autorizzazione per manifestare. «Volevamo andare davanti al ministero dell'Istruzione – dice Silvia, 19 anni, studentessa di Scienze politiche all'università di Bari – ma ce l'hanno impedito. Fino a venerdì avevamo l'autorizzazione del questore, ma poi ci è stata revocata dal prefetto». Così hanno deciso di aggregarsi al corteo della Cigl, partito da piazza della Repubblica, ma poi si sono diretti autonomamente verso il ministero del Tesoro di via XX Settembre. La polizia ha cercato di bloccarli in via Pastrengo e ci sono stati momenti di tensione e tafferugli. «Dicono che qualcuno si è fatto male – spiega Edoardo, 21 anni – non sappiamo ancora. Io ho visto che i caschi blu hanno cercato di fermarci, ma dopo la resistenza iniziale si sono pure spostati per farci passare».&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Vengono da tutta Italia, dagli atenei di Bari, Padova, Foggia, Napoli, Lecce e Roma e per organizzarsi hanno comunicato on line, attraverso siti come &lt;a href="http://www.linkassembleastudentesca.it/" title="www.linkassembleastudentesca.it"&gt;www.linkassembleastudentesca.it&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.ateneiinrivolta.it/" title="www.ateneiinrivolta.it"&gt;www.ateneiinrivolta.it&lt;/a&gt;,&lt;a href="http://www.unionedeglistudenti.net/" title="www.unionedeglistudenti.net"&gt; www.unionedeglistudenti.net&lt;/a&gt;. «Vergogna, vergogna» gridano e alzano gli striscioni con scritto: «Siamo tutti meritevoli. La crisi non va in vacanza». Nell'occhio del mirino c'è la riforma del ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, e i tagli imposti dalla Finanziaria. «Sono tre i punti della nostra protesta – spiega Alessandro di Bari – ovvero le modifiche alla governance universitaria, al diritto allo studio e le nuove norme per i contratti ai ricercatori». Contestano la riduzione dei membri della rappresentanza studentesca nel consiglio di amministrazione degli atenei (da 6 a 1), l'introduzione del “prestito d'onore” per finanziare gli studi, i contratti a tempo determinato per i ricercatori.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;«Come faccio a chiedere un prestito per mantenermi all'università – aggiunge Silvia – ora ho solo 19 anni e per com'è la situazione in Italia non so se dopo troverò un lavoro. Chi mi pagherà il debito? Se Obama ha finito da poco di estinguere il suo, noi abbiamo poche speranze». Hanno affrontato il viaggio e sono venuti nella capitale per difendere la meritocrazia. «Per dare i finanziamenti agli atenei – dice Silvia – si considera la percentuale dei laureati che trovano lavoro a tre anni dal conseguimento della laurea. Ma questo dipende da tanti fattori e non solo dalla didattica. Non è meritocrazia questa».&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di Annalisa Lospinuso da ilmessaggero.it&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/div&gt;   &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-2021154969262971281?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/2021154969262971281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/2021154969262971281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/11-dicembre-giornata-di-lotta-contro-la.html' title='11 dicembre: giornata di lotta contro la riforma universitaria'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SyKm2QQT79I/AAAAAAAABZE/_EdUMEtKrB8/s72-c/4177083208_496fb07c0a.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-1917945234936487152</id><published>2009-12-10T21:13:00.000+01:00</published><updated>2009-12-11T21:22:31.923+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='america latina'/><title type='text'>Evo Morales confermato presidente col 63% dei voti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SyKpsa5t7eI/AAAAAAAABZM/Fi5esUaDMtY/s1600-h/evo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 333px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SyKpsa5t7eI/AAAAAAAABZM/Fi5esUaDMtY/s400/evo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414076282653502946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin: 20px;" align="justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 255);font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:85%;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le consultazioni del 6 dicembre, le prime realizzate nel quadro della nuova Costituzione, hanno sancito la rielezione di Evo Morales al primo turno con quasi il 63% dei voti e hanno garantito al Mas la maggioranza di seggi nella futura Asamblea Legislativa Plurinacional. Un risultato che garantisce l'approfondimento dei cambiamenti in corso nel paese, come ha ribadito lo stesso Morales davanti alla folla di sostenitori che in Plaza Murillo, a La Paz, celebravano il trionfo: "Più di due terzi del Congresso mi impongono di accelerare questo processo rivoluzionario". L'elemento più rilevante del 6 dicembre è che la percentuale di suffragi a favore di Morales supera quella della popolazione di origine indigena: la proposta politica dell'attuale governo ha superato dunque le frontiere etniche per raggiungere un più ampio elettorato. A ciò hanno contribuito sicuramente i programmi sociali messi in atto in questi anni: il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bono Juancito Pinto&lt;/span&gt;, un sussidio per promuovere la scolarizzazione che ha beneficiato oltre un milione di bambini; la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Renta Dignidad&lt;/span&gt; per chi abbia superato i 60 anni e non abbia altra fonte di reddito; il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bono Juana Azurduy&lt;/span&gt; per le donne incinte. Senza dimenticare la v&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ittoria sull'analfabetismo&lt;/span&gt; (come ha riconosciuto l'Unesco nel dicembre 2008); la creazione, grazie anche all'appoggio di Cuba e del Venezuela, di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ospedali e ambulatori per la popolazione&lt;/span&gt; priva di assistenza medica; i notevoli passi avanti nella riforma agraria; la costruzione di nuove &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;infrastrutture&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Il tutto reso possibile dal recupero delle ricchezze nazionali e dagli aiuti di Caracas nel quadro dell'Alba: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;per la prima volta nella sua storia la Bolivia può oggi contare su riserve stimate intorno ai 10.000 milioni di dollari.&lt;/span&gt; L'opposizione, divisa e incapace di proporre una valida alternativa, è uscita pesantemente sconfitta dalle urne: Manfred Reyes Villa, l'ex militare candidato per il raggruppamento Plan Progreso Bolivia-Convergencia Nacional si è fermato al 27,7%; l'imprenditore Samuel Doria Medina (Unidad Nacional) a meno del 6% (i dati, forniti dalla Corte Nacional Electoral il 10 dicembre, si riferiscono allo scrutinio dell'82,4% delle schede). Pur non avendo sfondato in tutti i dipartimenti, il Mas ha registrato progressi significativi anche nella cosiddetta Media Luna, tradizionale feudo della destra. Da notare che Reyes Villa aveva candidato a suo vice Leopoldo Fernández, l'ex prefetto del dipartimento di Pando attualmente in carcere per il massacro di indigeni del settembre 2008. I sostenitori di Evo hanno avuto buon gioco ad attaccare Fernández, che cercava di farsi eleggere per uscire dalla galera, e Reyes, che sperava invece di evitarla (deve rispondere di accuse di corruzione). Tra le prossime sfide del suo nuovo mandato, Morales dovrà affrontare le conseguenze della crisi economica: calo generale delle esportazioni e in particolare del gas, sulle cui entrate si regge gran parte della spesa pubblica. E dovrà farlo cercando di mantenere la promessa di combattere la povertà e industrializzare il paese. Per quest'ultimo obiettivo si punta molto sulle &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;riserve di litio&lt;/span&gt;, il materiale usato per le batterie dei cellulari e delle future auto elettriche. Molte sono le imprese interessate a investire nel settore (la Toyota, la Mitsubishi, la Sumitomo, la Korex) e il governo di La Paz intende condizionare la concessione dello sfruttamento a due condizioni: l'uso della formula sviluppata da ricercatori boliviani per ottenere il carbonato di litio e la produzione in loco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;www.latinoamerica-online.it&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin: 20px;" align="justify"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 255);font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:85%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-1917945234936487152?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1917945234936487152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1917945234936487152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/evo-morales-confermato-presidente-col.html' title='Evo Morales confermato presidente col 63% dei voti'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SyKpsa5t7eI/AAAAAAAABZM/Fi5esUaDMtY/s72-c/evo.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-5108295060119714983</id><published>2009-12-10T00:07:00.003+01:00</published><updated>2009-12-10T00:20:37.975+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cgil'/><title type='text'>Quattro ragioni per cambiare la CGIL</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SyAwihEHj1I/AAAAAAAABY0/d45cXk4knK4/s1600-h/cgil.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SyAwihEHj1I/AAAAAAAABY0/d45cXk4knK4/s400/cgil.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413380121648664402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Pubblichiamo il testo con cui la Rete28Aprile, la componente di sinistra nel maggior sindacato italiano, ha deciso di sostenre il documento alternativo "La Cgil che vogliamo" presentato, tra gli altri, dal segretario della Fp, da quello Fiom e dal segretario dei bancari&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La Rete28Aprile ha deciso di sostenere il documento “La Cgil che vogliamo” sulla base di una scelta meditata e costruita con una larga consultazione.&lt;br /&gt;Dopo il direttivo nazionale della Cgil, ove la maggioranza ha rifiutato di mettere all'ordine del giorno lo sciopero generale entro la fine dell’anno, dovrebbe essere chiaro quali sono le differenze reali tra le diverse posizioni. Tuttavia è giusto ribadire le ragioni di fondo di questa scelta, che sono almeno quattro: (...)&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;1. Il documento alternativo a quello di Guglielmo Epifani chiede un profondo cambiamento nelle scelte e nei comportamenti della Cgil. E’ quello che la Rete rivendica da quando si è costituita. I no della Cgil alla controriforma del sistema contrattuale e alle scelte economiche e sociali del governo non possono rimanere casi a sé stanti. Essi invece devono produrre una politica comune di tutta la confederazione e questo è proprio quello che sinora non è avvenuto.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il documento alternativo dichiara con chiarezza che la Cgil deve considerare conclusa la lunga fase della concertazione&lt;/strong&gt; e deve ricostruire una libera capacità di contrattazione, senza vincoli né a livello nazionale né a livello aziendale. Una scelta di autonomia che ha lo scopo di far crescere il salario reale senza scambi sulla produttività. Di estendere i diritti, e lottare contro la precarietà, per migliori condizioni di lavoro e di vita. La scelta del superamento della concertazione è l’asse strategico sul quale sinora ci siamo mossi e sul quale, invece, non si attesta l’attuale maggioranza della Cgil. Questo sia nei comportamenti concreti di diverse categorie e strutture, che nei fatti si muovono in una logica parallela e subalterna all’accordo separato sul sistema contrattuale preparandosi ad accettarlo o a subirlo; sia perché &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la Cgil continua in una linea che esclude dal conflitto la Confindustria e il sistema delle imprese, concentrando unicamente sul governo le proprie critiche. &lt;/span&gt;E’ questo un punto di profondo disaccordo. E’ giusto lottare contro la politica economica del governo Berlusconi, ma è un errore gravissimo ignorare che essa è ispirata dalla Confindustria e dal sistema delle imprese e, quando viene da esse criticata, ciò accade perché si vuole una politica ancora più contraria agli interessi del mondo del lavoro. Così come è sbagliato dimenticare che i danni che il liberismo ha fatto al mondo del lavoro in Italia si sono accumulati in più di vent’anni di politiche di concertazione.&lt;br /&gt;Per questo la scelta della contrattazione e del conflitto e la conseguente richiesta alla Cgil di cambiare rispetto al modello concertativo, rappresentano un punto di partenza fondamentale per superare la crisi attuale del sindacato e fronteggiare l offensiva del padronato.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;2.&lt;strong&gt;Il documento alternativo sceglie con chiarezza, senza ambiguità o contraddizioni del testo di maggioranza, la democrazia sindacale&lt;/strong&gt; fondata sul referendum per le piattaforme e gli accordi, e sulla partecipazione reale delle lavoratrici e dei lavoratori alle scelte sindacali. A parole tutta la Cgil condivide questa scelta, nei fatti non è così. E il rigore democratico della mozione alternativa rappresenta un punto fermo indispensabile per costruire una nuova fase di contrattazione. La priorità data alla democrazia chiarisce anche, senza equivoci, la questione dell’unità sindacale. Il documento alternativo considera la democrazia condizione vincolante per l’unità sindacale e così supera definitivamente incertezze e confusioni che ancora oggi fanno sì che la Cgil abbia comportamenti assolutamente contraddittori e a volte subalterni a Cisl e Uil.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;3.&lt;strong&gt;Il documento “La Cgil che vogliamo” reclama con nettezza la sburocratizzazione dell’organizzazione&lt;/strong&gt;. Il che significa il decentramento delle risorse verso il territorio, l’accorpamento dei sindacati di categoria, maggiori spazi di potere e consultazione, anche in forme nuove, per i delegati e gli iscritti.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Si deve ricostruire, accanto alla democrazia di tutti i lavoratori sulle piattaforme e sugli accordi, la democrazia degli iscritti nella vita interna dell’organizzazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E’ necessaria una Cgil davvero vicina in ogni momento alle sofferenze, ai problemi, alle lotte concrete delle lavoratrici e dei lavoratori, dei disoccupati e dei precari, delle pensionate e dei pensionati. Questa scelta deve fondare la totale indipendenza della Cgil dagli schieramenti politici e ancor di più dai partiti. La Cgil che vogliamo non è indifferente alla politica e alle scelte dei governi, ma non fiancheggia nessuno, né concorre alla formazione di partiti e movimenti, magari per collocare in essi i propri dirigenti.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;4.&lt;strong&gt;“La Cgil che vogliamo” sceglie in modo chiaro e deciso la pace e il ripudio della guerra, secondo l’articolo 11 della nostra Costituzione&lt;/strong&gt;. Questo significa oggi, in primo luogo, il ritiro delle truppe italiane dalla guerra dell’Afghanistan. Al contrario il documento della maggioranza compie pesanti arretramenti anche rispetto alle posizioni comuni dell’ultimo congresso e vorrebbe schierare la Cgil a favore del multilateralismo militare.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Questi punti costituiscono l’asse dell’impegno della Rete28Aprile in questi anni in Cgil. Che essi siano contenuti chiaramente nel documento alternativo rappresenta anche un risultato della nostra iniziativa. Naturalmente il documento nasce dall’incontro di forze ed esperienze molto diverse. Per questo in esso non sono contenute tutte le scelte per le quali ci siamo battuti.&lt;br /&gt;Poi continuiamo a rivendicare un meccanismo che garantisca automaticamente il recupero salariale di fronte all’inflazione, posizioni più nette sulla riduzione dell’orario e sul reddito sociale, una critica di fondo al capitalismo liberista, alle privatizzazioni, ai fondi pensione e ai fondi sanità. Su questi e altri punti le posizioni all’interno del documento alternativo non sono complessivamente uguali alle nostre. Tuttavia già ora il documento alternativo apre la via a piattaforme più avanzate. Se esso si affermasse in Cgil, allora ci sarebbe spazio anche per far avanzare tutte le nostre posizioni.&lt;br /&gt;E’ comunque decisivo che una delle forze portanti dello schieramento alternativo a quello guidato da Guglielmo Epifani, sia costituita dalla maggioranza della Fiom.&lt;br /&gt;Che la Fiom in questi anni abbia costituito in Cgil il polo del conflitto e della democrazia non può essere negato in buona fede da nessuno. Che a questa esperienza si affianchino oggi quella della Funzione pubblica, quella dei bancari, quelle di territori e gruppi dirigenti diversi, dovrebbe essere considerato un segnale positivo di rinnovamento che viene proposto a tutta la confederazione.&lt;br /&gt;E’ invece stupefacente che forze e gruppi dirigenti, che in tutti questi anni hanno criticato la Cgil della concertazione, si schierino ancora a difesa della continuità con il passato. E’ stupefacente che, vista l'esperienza sindacale reale di questi anni e di oggi, si preferisca difendere la Cgil più istituzionale e moderata invece che diffondere le esperienze più avanzate. Se si esce dal mondo chiuso delle dinamiche burocratiche e autoconservative dei gruppi dirigenti, diventa lampante che il successo del documento alternativo e delle forze che lo sostengono darebbe un segnale di speranza, forza e combattività a tutto il mondo del lavoro.&lt;br /&gt;Per queste ragioni, con la nostra cultura e le nostre scelte, sicuri di partecipare a un processo di rinnovamento della Cgil che serve a tutto il mondo del lavoro, noi sosteniamo con convinzione, a partire da tutti i luoghi di lavoro, il documento “La Cgil che vogliamo”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rete28Aprile&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Roma, 2 dicembre 2009&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-5108295060119714983?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5108295060119714983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5108295060119714983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/quattro-ragioni-per-cambiare-la-cgil.html' title='Quattro ragioni per cambiare la CGIL'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SyAwihEHj1I/AAAAAAAABY0/d45cXk4knK4/s72-c/cgil.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-3201926340001094441</id><published>2009-12-09T18:24:00.003+01:00</published><updated>2009-12-09T18:30:14.847+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stragi di Stato'/><title type='text'>06 dicembre 1990: Strage dell'Istituto Salvemini - Casalecchio di Reno</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/Sx_eJDpxAEI/AAAAAAAABYs/3LkZCAlRyGs/s1600-h/dce2032db5970f5f8952535683df8cce.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 400px; height: 237px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/Sx_eJDpxAEI/AAAAAAAABYs/3LkZCAlRyGs/s400/dce2032db5970f5f8952535683df8cce.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413289524303298626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="heading"&gt;&lt;div style="font-style: italic;" class="headline"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Scheda a cura di Davide Cassinari, del collettivo Borgorosso - Piacenza&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div class="heading_notes"&gt; &lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Quello che viene riportato di seguito è uno dei tanti episodi tragici che restano avvolti nel mistero della fosca storia italiana. Come in tanti altri casi riportati su questo sito, lo stato ha deciso che non vi sono colpevoli, che nessun membro dei propri apparati è colpevole, dichiarando "il tragico incidente", lo stesso, tragico incidente, della strage di &lt;b&gt;Cavalese&lt;/b&gt;,  lo stesso, tragico incidente, che ha causato la morte dei passeggeri del DC9 sul mare di &lt;b&gt;Ustica&lt;/b&gt;...&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; Tutto accadde &lt;b&gt;il 6 Dicembre 1990 a Casalecchio di Reno&lt;/b&gt;, un ridente paesino nel bolognese.&lt;br /&gt;Il 6 Dicembre 1990 &lt;b&gt;un aereo militare compie un esercitazione&lt;/b&gt; sorvolando il paese.&lt;br /&gt;L'aereo è un &lt;b&gt;Aermacchi MB 326&lt;/b&gt;. E' un aereo di sicura affidabilità: fu l'aviogetto italiano più venduto nel dopoguerra. Le aviazioni di 12 nazioni ne possedevano un carico, per un totale di 800 esemplari sparsi per il mondo.&lt;br /&gt;Ma dal 6 Dicembre 1990 &lt;b&gt;non decolleranno più&lt;/b&gt;. Cosa successe?&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; Quel 6 Dicembre è tutto tranquillo come sempre, giornata fredda ma serena nonostante l'inverno.&lt;br /&gt;Un sole tiepido rischiara le vite di chi sta lavorando, di chi passeggia, di chi dorme, di chi studia.&lt;br /&gt;E' mattina.&lt;br /&gt;L'aereo militare ad un certo punto inizia a perdere quota. Compie in aria delle evoluzioni incredibili tanto da far stare col naso in su tante persone a Casalecchio, persone che pensano forse ad una improvvisata esibizione. Ma l'aereo scende di quota sempre più velocemente, e per il pilota è ormai completamente ingovernabile.&lt;br /&gt;L'aereo continua a scendere sempre più in basso, le persone smettono di guardare le sue evoluzioni e si guardano tra loro, pietrificate.&lt;br /&gt;Il pilota abbandona l'aereo, lanciandosi con il dispositivo d'emergenza.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;b&gt;L'aereo precipita sulla succursale dell'Istituto Tecnico "Salvemini", esattamente dentro la 2A.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Dodici ragazzi di sedici anni muoiono sul colpo&lt;/b&gt;, altri 4 restano gravemente feriti, come il loro insegnante. Non finisce qui. Perchè l'aereo è pieno di carburante, ed esplode.&lt;br /&gt;L'esplosione è violenta e le fiamme avvolgono interamente l'edificio nel giro di pochi secondi.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il bilancio finale è drammatico: oltre ai 12 morti della 2A, 72 tra ragazzi e insegnanti riporteranno invalidità permanenti, 84 saranno ricoverati per intossicazione, ustioni e fratture&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; Oggi &lt;b&gt;non ci sono colpevoli o responsabili per quella strage&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Non si sa perchè quel dannato aereo volasse così basso, non si sa se ebbe un guasto o il pilota ebbe un malore. Non si sa nulla.&lt;br /&gt;Decine di famiglie hanno perso dei ragazzi e la cosa più angosciante e che non ne conoscono la causa.&lt;br /&gt;La giustizia se ne è lavata le mani: il 26 gennaio '98 i giudici della quarta sezione della Cassazione di Roma, rigettarono i ricorsi e confermarono così la sentenza su Casalecchio - tutti assolti, "perché il fatto non costituisce reato" - emessa un anno prima dalla Corte d'appello di Bologna. Reati in prescrizione (nel caso di omicidio colposo plurimo) dopo 7 anni e mezzo; dal giugno '98 il caso è dunque chiuso.&lt;br /&gt;Quei giudici dissero che non esistevano colpevoli per i 12 uccisi (e i 90 gravemente feriti o mutilati, molti dei quali da allora bisognosi di cure) il 6 dicembre '90 da un Aermacchi della patria aviazione che si schiantò sulla scuola Salvemini a Casalecchio di Reno (vicino Bologna) dopo che il tenente Bruno Viviani s'era gettato col paracadute. Nessun responsabile se le vite di Laura, Deborah, Sara, Laura, Tiziana, Antonella, Alessandra, Dario, Elisabetta, Elena, Carmen e Alessandra sono state stroncate. Dopo che la strage venne negata in appello, con scarse reazioni istituzionali e con sdegno di breve durata, alcuni ragazzi dell'Associazione studenti ed ex-studenti del Salvemini, scrissero una lettera (alla rivista "Alfazeta") parlando d'una "tredicesima vittima, la gente e gli stessi opinionisti colpiti dalla scarsità di informazioni che i loro stessi colleghi forniscono. Tredicesima vittima è la dignità calpestata dal peso o in nome di una divisa. La tredicesima vittima è chi cade in questa rete e sta al gioco".&lt;br /&gt;Imputati al processo erano il pilota Viviani, il suo comandante Eugenio Brega e l'ufficiale della torre di controllo Roberto Corsini. La loro difesa, su richiesta del ministero della Difesa, venne affidata all'Avvocatura dello Stato. "Scelta che provocò rabbia e sconcerto perché se è vero che l'aereo era un mezzo militare è pur vero che colpì una scuola statale" scrissero gli studenti lamentando che "il ministero della pubblica Istruzione non trovasse nella morte di 12 studenti, avvenuta mentre facevano lezione, una motivazione per chiedere di essere rappresentato da quell'organo al servizio dello Stato che è l'Avvocatura". Il processo di primo grado ebbe il coraggio (di fronte all'evidenza dei fatti) di condannare Viviani, Brega e Corsini a pene superiori ai due anni - per disastro aviatorio colposo e lesioni colpevoli - e il Ministero della difesa a risarcire i danni (per responsabilità civile). Nella sentenza d'assoluzione si legge invece che il caso fu gonfiato, che "il dibattimento diventò un rito esorcistico", che i giudici di primo grado aggiustarono i fatti. Per mandare assolti i militari si usa un linguaggio arrogante, assurdo e offensivo. Nella stessa logica del piccolo e squallido ricatto di non affidare al Genio i lavori (gratuiti) di ricostruzione della scuola se l'amministrazione di Casalecchio non avesse prima firmato una liberatoria, in pratica una specie d'assoluzione morale anticipata; trenta denari che non furono accettati.&lt;br /&gt;Il silenzio cala su Casalecchio. Le esercitazioni su zone abitate continuano.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; Quella di Casalecchio è una delle tante pagine nere della cronaca italiana e conferma la linea di comportamento di "certi uomini".&lt;br /&gt;Alti ufficiali dell'esercito, dei carabinieri, dell'aviazione, della marina. Ministri, sottosegretari, funzionari. Giornalisti, politici, vescovi e cardinali. Uomini del potere pronti ad indignarsi ad ogni piè sospinto, pronti a scatenare la canea reazionaria e razzista contro gli immigrati, le prostitute, gli scioperanti, gli occupanti, i centri sociali o gli squatter.&lt;br /&gt;Uomini della "tolleranza zero" estremamente tolleranti e comprensivi quando sul banco degli imputati dovrebbero sedere loro o i loro compari.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; Almeno noi, &lt;b&gt;non dimentichiamoci di loro&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;b&gt;Deborah, Laura, Sara, Laura, Tiziana, Antonella, Alessandra, Dario, Elisabetta, Elena, Carmen, Alessandra.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Ciao.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L'associazione parenti vittime Istituto Salvemini (Presidente: Roberto Alutto) continua a portare avanti attivamente il ricordo di ciò che è accaduto, partecipando ad iniziative e convegni, e collaborando inoltre con altri comitati civili che si battono contro silenzi e impunità.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;www.reti-invisibili.net&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-3201926340001094441?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/3201926340001094441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/3201926340001094441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/strage-dellistituto-salvemini.html' title='06 dicembre 1990: Strage dell&apos;Istituto Salvemini - Casalecchio di Reno'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/Sx_eJDpxAEI/AAAAAAAABYs/3LkZCAlRyGs/s72-c/dce2032db5970f5f8952535683df8cce.jpeg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-1617262877619032161</id><published>2009-12-09T17:32:00.001+01:00</published><updated>2009-12-09T17:32:49.539+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><title type='text'>Ciao ciao... dedicato a Casa Fougn Napoli!</title><content type='html'>&lt;object width="400" height="300"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=8066236&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=0&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1"&gt;&lt;embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=8066236&amp;amp;server=vimeo.com&amp;amp;show_title=1&amp;amp;show_byline=1&amp;amp;show_portrait=0&amp;amp;color=&amp;amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="300"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/8066236"&gt;Ciao Ciao Casa_Fougn&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://vimeo.com/user2768323"&gt;GuerrillaGirlz&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-1617262877619032161?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1617262877619032161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1617262877619032161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/ciao-ciao-dedicato-casa-fougn-napoli.html' title='Ciao ciao... dedicato a Casa Fougn Napoli!'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-1072281644581796611</id><published>2009-12-08T19:26:00.001+01:00</published><updated>2009-12-08T23:06:58.858+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antirazzismo antifascismo repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro precarietà diritti sociali'/><title type='text'>Lo sfruttamento del lavoro migrante: bilancio provvisorio della regolarizzazione di colf e badanti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/Sx1JPjmcqEI/AAAAAAAABYM/gp81HKgtf44/s1600-h/cb.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 298px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/Sx1JPjmcqEI/AAAAAAAABYM/gp81HKgtf44/s400/cb.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5412562858772572226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' scaduto il 30 settembre scorso il termine entro il quale poter inviare in via telematica le domande per l'emersione dal lavoro nero di colf e badanti. Inserita nel cosiddetto pacchetto anticrisi (art. 1 Ter L. 102/09) tale norma, tecnicamente malfatta e dal profondo carattere discriminatorio, ha costituito di fatto una sanatoria per colf e badanti provenienti da paesi non UE 1. Un provvedimento indispensabile, voluto dall'ala cattolica del Governo, per temperare i già nefasti effetti del pacchetto sicurezza (L. 94/09) che con l'introduzione del reato di clandestinità, avrebbe rischiato di provocare un immediato calo della forza lavoro disponibile sul mercato dell'assistenza domestica in Italia. Non essendo ideologicamente possibile per la Lega Nord ammettere una sanatoria per gli immigrati irregolari, l'escamotages dell' “emersione dal lavoro nero” rappresentava la soluzione migliore. Stante la comune precondizione dell'obbligo di versamento di 500 euro da parte del datore di lavoro, come pagamento forfettario dei contributi arretrati, per le lavoratrici italiane o comunitarie la domanda di emersione doveva essere inviata all'Inps, per le lavoratrici di paesi non UE al Ministero dell'Interno. Ovviamente a nessun datore di lavoro con colf o badante italiana o comunitaria sarebbe convenuto spendere 500 euro. La partita, era chiaro, si sarebbe giocata solo per le lavoratrici extracomunitarie. E tuttavia, a fronte di una previsione di circa 750.000 domande, solo 294.774 sono pervenute al portale del Ministero dell'Interno2. In effetti, le condizioni per la regolarizzazione delle lavoratrici non comunitarie, erano pesantemente vessatorie e condizionate da requisiti dal profilo gravemente discriminatorio e incostituzionale. Innanzitutto per le colf era richiesto che il loro padrone avesse un reddito minimo di 20.000 euro annui. Per l'emersione delle badanti era richiesto il rilascio di un certificato medico (costo variabile tra i 30 ed i 50 euro) attestante la specifica necessità del badato di essere assistito. La norma prevedeva inoltre che le lavoratrici non comunitarie regolarizzabili da ciascun datore di lavoro fossero al massimo una colf e/o due badanti (con relativa esplicita certificazione medica). Dalla data di entrata in vigore della legge, e fino alla conclusione dell'intero iter (l'assunzione della lavoratrice e l'avvio della procedura per il rilascio del permesso di soggiorno) sono stati sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti della lavoratrice (relativi all'ingesso e al soggiorno nel territorio nazionale) e del datore di lavoro (relativi all'impiego di lavoratori irregolari). E tuttavia, specifica il comma 13, non possono essere ammessi alla procedura di emersione lavoratrici provenienti da paesi non UE, nei confronti delle quali sia stato emesso un provvedimento di espulsione o che risultino segnalate “ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato” o che risultino condannate “anche con sentenza non definitiva”3. Tale ultima specifica assume connotazione di particolare gravità, considerato che la presunzione di innocenza, fino all'ultimo grado di giudizio, è e deve restare uno degli elementi fondanti dello stato di diritto e non può valere solo per politici e colletti bianchi. Nel nostro ordinamento la Costituzione lo sancisce molto chiaramente: “l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”4. Ponendo come condizione ostativa alla regolarizzazione la presenza di condanne anche non definitive, il legislatore ha inteso sospendere di fatto tale garanzia costituzionale per una determinata categoria di persone. Le lavoratrici ed i lavoratori non comunitari che si vorrebbe solo come forza lavoro da sfruttare e priva di diritti. L'avvio della procedura di emersione dal nero, portava con sé tre conseguenze che ben descrivono la situazione dei migranti in Italia. Primo: la necessità (per nulla esplicitata o ricordata nelle circolari ministeriali) di regolarizzare la lavoratrice con un contratto che le permettesse quel reddito minimo necessario al fine del ricongiungimento familiare 5. Secondo: stante la denuncia, implicita nella domanda di emersione, della presenza di una persona che fino ad all'ora viveva clandestinamente in Italia, nasceva l'obbligo, in capo a chi ospitava la lavoratrice (non necessariamente il datore di lavoro), di darne comunicazione entro quarantott'ore all'autorità locale di Pubblica Sicurezza. Terzo: al momento della convocazione in Prefettura per la firma del contratto, tra i documenti da esibire, vi è la dichiarazione di idoneità abitativa della casa nella quale si trova a vivere la lavoratrice. Da quanto descritto nei punti due e tre sono scaturiti numerosissimi e gravi problemi di alloggio per le lavoratrici e per coloro (in molti casi connazionali) che le ospitavano. E' notorio quanto siano variabili e restrittivi, a seconda delle amministrazioni locali, i canoni stabiliti per la concessione dell'idoneità. Ad esempio in 66 mq la provincia di Parma ha stabilito che vi possano vivere 5 persone, il comune di Verona (fino al recentissimo miglioramento) aveva fissato nel numero di 3 i residenti a parità di metratura. Una corsa ad ostacoli dunque, una serie di trappole che porteranno di fatto, al minimo errore o imprevisto, all' (auto)denuncia della lavoratrice “clandestina”. Oltre all'analisi degli aspetti tecnici di una legge discriminatoria e crudele, che ha escluso tutti gli altri lavoratori migranti che vivono e lavorano clandestinamente in Italia, è doveroso annotare alcune conseguenze innescate da tale sanatoria. Stando a varie testimonianze di migranti richiedenti la regolarizzazione, in numerosissimi casi i 500 euro sono stati pagati dalle lavoratrici e non dai loro padroni, così come invece prevedeva la legge. Molto spesso, inoltre, datori di lavoro fittizi (italiani o stranieri in possesso della carta di soggiorno), richiesti o auto propostisi, hanno lucrato sulla disperazione di centinaia di lavoratrici irregolari e per cifre che si aggiravano intorno ai 3.000 – 5.000 euro hanno svolto la loro parte. Come tacere poi le squallide e terribili storie di ricatti sessuali che in molte occasioni hanno fatto da sfondo alle domande di emersione dal lavoro nero, con anziani e distinti signori italiani accompagnati da giovani ragazze disposte a concedersi loro per una firma su un pezzo di carta? Sempre nella lacunosa ed insidiosa legislazione in materia, mentre si disciplina il caso della morte del badato, nelle more della regolarizzazione della badante (possibile assunzione da parte degli eredi o altrimenti il rilascio di un permesso provvisorio della durata di sei mesi), nulla viene detto per il caso di trasferimento della persona assistita in casa di cura o riposo con conseguente perdita del lavoro. Importante infine porre l'accento su uno degli aspetti non certamente trascurabili di questa regolarizzazione: la necessità di “far cassa”. Il 4 novembre scorso è arrivata alla commissione entrate dell'Inps una nota del Ministero del Tesoro. Dei 500 euro versati per ciascuna lavoratrice, solo 220 andrebbero all'Inps (sufficienti a pagare solo due mensilità di contributi), mentre 160 euro sarebbero destinati al servizio sanitario nazionale e 120 euro alle spese di organizzazione. Ma la parte istruttoria della pratica era tutta informatizzata e per gli uffici delle Prefetture che hanno esaminato le domande non sono stati fatti investimenti. Una beffa. In conclusione, un' annotazione di carattere statistico. Si conferma una forte presenza di lavoratori e lavoratrici provenienti da paesi non UE, nel nord Italia con ben 43.393 nella provincia di Milano, pari al 14,72% del totale delle domande contro le 32.034, pari al 10,07%, nella provincia di Roma6.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;N.B.   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;1     Non si dispone di dati ufficiali, ma pare assolutamente il  prevalere di colf e badanti donne. &lt;br /&gt;2     Dato del Ministero dell'Interno. &lt;br /&gt;3 Il controllo avverrà ad opera delle Questure successivamente alla firma del contratto di lavoro e nell'iter del rilascio del permesso di soggiorno.&lt;br /&gt;4 Art.  27 co. 2 Costituzione.    &lt;br /&gt;5 Non  inferiore al doppio dell'importo annuo dell'assegno sociale. &lt;br /&gt;6 Alcune altre città italiane: Brescia: 11.221 – 3,81%; Bergamo 8.836 – 3,00%; Torino 8.296 – 2,81%; Napoli 24.331 – 8,25% (Fonte: Ministero dell'Interno).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-1072281644581796611?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1072281644581796611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/1072281644581796611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/lo-sfruttamento-del-lavoro-migrante.html' title='Lo sfruttamento del lavoro migrante: bilancio provvisorio della regolarizzazione di colf e badanti'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/Sx1JPjmcqEI/AAAAAAAABYM/gp81HKgtf44/s72-c/cb.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-5426245309614295669</id><published>2009-12-08T01:59:00.001+01:00</published><updated>2009-12-08T01:59:56.601+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='femminismi e lgbtq'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='contro la violenza maschile sulle donne'/><title type='text'>TAKE BACK THE NIGHT - Le streghe son tornate - Roma 21/11/2009</title><content type='html'>&lt;object width="660" height="525"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1DZ4b8-7PEA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x402061&amp;amp;color2=0x9461ca&amp;amp;border=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/1DZ4b8-7PEA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x402061&amp;amp;color2=0x9461ca&amp;amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="660" height="525"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-5426245309614295669?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5426245309614295669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5426245309614295669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/take-back-night-le-streghe-son-tornate_08.html' title='TAKE BACK THE NIGHT - Le streghe son tornate - Roma 21/11/2009'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-2439723225799577112</id><published>2009-12-07T18:38:00.001+01:00</published><updated>2009-12-08T01:23:59.519+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='femminismi e lgbtq'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='contro la violenza maschile sulle donne'/><title type='text'>La violenza maschile: la prima causa di morte in Italia e nel mondo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/Sx1OTHyZWKI/AAAAAAAABYU/5_XdyVj8fr4/s1600-h/donna1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 300px; height: 309px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/Sx1OTHyZWKI/AAAAAAAABYU/5_XdyVj8fr4/s400/donna1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5412568417584109730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Solo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;in Italia&lt;/span&gt; sono stimate in circa &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;6 milioni e 743.000 le donne che nel corso della propria vita hanno subito violenza&lt;/span&gt; fisica e/o sessuale.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La violenza sulle donne diventa allarme sociale in occasione di eventi eclatanti, fatti di cronaca nera (soprattutto se vedono coinvolti personaggi conosciuti ed esponenti politici) per essere poi relegata ai trafiletti nei giornali quando l'attenzione mediatica si spegne, o quando tali fatti non sono piu' funzionali ai fini della classe politica e dirigente.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Negli ultimi anni la violenza subìta dalle donne è stata &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il principale strumento utilizzato dai governi per giustificare misure securitarie, razziste, mirate al controllo sociale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;E' in nome della nostra tutela che il 'pacchetto sicurezza' è stato approvato, è per la nostra tutela che sono sorte spontaneamente e subito istituzionalizzate le ronde notturne, è sempre per la nostra sicurezza che i migranti vengono stipati nei CIE e nella società vengono pubblicizzate ed attuate, a livello nazionale e locale, politiche sempre piu' repressive nei confronti di tutti e tutte noi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Tutto questo nonostante i dati Istat e dei vari osservatori sulla violenza dicano (ma noi donne lo sapevamo già) che&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; il 90% delle violenze fisiche, sessuali, psicologiche nei confronti delle donne avviene da parte di partner, famigliari, conoscenti, &lt;/span&gt;e solo in minima parte per mano di immigrati.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La violenza sulle donne è infatti un fenomeno trasversale, non riconducibile alle etnie, a fattori razziali o religiosi ma è un problema CULTURALE, IDEOLOGICO E POLITICO.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il corpo delle donne è infatti da sempre uno dei principali strumenti utilizzati dal potere politico, religioso, ideologico&lt;/span&gt; per attuare la repressione e il controllo all'interno della società. il nostro corpo, inoltre, è vittima di vari tipi di oppressione: non solo fisica ma anche psicologica, culturale, economica.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold;"&gt;I corpi delle donne appartengono al sistema:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le istituzioni religiose e politiche ci dicono come dobbiamo vivere la nostra sessualità &lt;/span&gt;(diffondendo nell'immaginario culturale cosa "è bene" e cosa "è male"), ci impongono un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;modello unico di famiglia&lt;/span&gt; attraverso leggi come quella sulla fecondazione assistita (tecnica utilizzabile rigorosamente da moglie e marito!), impediscono l'istituzionalizzazione delle coppie omosessuali, negano diritti alle famiglie monoparentali, relegano all'invisibilità e alla clandestinità le transessuali, dettano legge in materia di aborto, contraccezione, procreazione, attenendosi scrupolosamente alla morale cattolica e negando ogni possibilità di scelta e autodeterminazione da parte delle donne.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I media e il mercato capitalista riducono i nostri corpi a merci&lt;/span&gt; da vendere, comprare, oggetti attraverso cui gli uomini possono ottenere soddisfazione ed appagamento, attraverso lo sguardo vouyerista in televisione, le prostitute in strada, le mogli in casa che accudiscono marito, figli... oltre a lavorare!&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Oppure siamo oggetti di curiosità morbose&lt;/span&gt;, come in questi giorni le transessuali, alla ribalta della scena mediatica per la morte violenta, l'ennesima, di una di loro, di noi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il mercato del lavoro ci rende sempre piu' precarie: &lt;/span&gt;siamo sottopagate a parità di mansioni rispetto agli uomini ed abbiamo contatti precari, a termine, a tempo determinato, in una percentuale molto maggiore. Veniamo spesso relegate ai posti piu' bassi di inquadramento, raramente occupiamo posti dirigenziali o decisionali, totalmente appannaggio degli uomini, i nostri contratti, quando ci sono, prevedono sempre meno garanzie e tutele. Siamo le prime ad essere licenziate quando le cose vanno male, essendo i nostri stipendi ancora considerati 'accessori' a quelli maschili nell'ambito della famiglia, ed essendo 'poco affidabili' (causa volente o nolente possibile maternità!)&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold;"&gt;La crisi noi la paghiamo piu' degli uomini!&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lo stato&lt;/span&gt; che ci vuole mogli devote e madri affettuose, intanto taglia sui servizi, sugli asili nido, cosicchè se abbiamo dei figli spesso ci tocca smettere di lavorare, e tornarcene al ruolo imposto di brave casalinghe.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L'offensiva culturale ed economica in corso nei confronti delle donne, soprattutto se migranti, delle transessuali, delle lesbiche si manifesta attraverso&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La diminuzione delle tutele dal punto di vista lavorativo (allungamento forzato dell'età pensionabile, possibilità dei datori di lavoro di far firmare dimissioni in bianco, negazione del permesso di maternità) La diminuzione dei servizi dedicati alla salute delle donne (consultori) e alle famiglie (facendo ricadere il lavoro di cura dei figli sulle donne) Il non riconoscimento dei diritti civili per tutte quelle persone che non si riconoscono nella famiglia eterosessuale La criminalizzazione dei migranti, che si ripercuote soprattutto sulle donne migranti e sulle transessuali (in maggioranza non italiane) L'attacco ai diritti che le donne hanno conquistato dagli anni '70 in poi, come il divorzio e l'aborto, sempre piu' sotto scacco della morale vaticana e della condiscendenza della classe politica. La deriva autoritaria, fascistoide e razzista del governo, che oltre a promulgare leggi vergognose come il pacchetto sicurezza, legittima nella società gli atteggiamenti e i comportamenti xenofobi, omofobi e violenti.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-style: italic; color: rgb(153, 51, 153); font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Combattere la violenza sulle donne significa non accettare tutto cio' e non assumere atteggiamenti omertosi o reticenti: combattere la violenza sulle donne significa denunciare, informare, partecipare!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-2439723225799577112?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/2439723225799577112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/2439723225799577112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/la-violenza-maschile-la-prima-causa-di.html' title='La violenza maschile: la prima causa di morte in Italia e nel mondo'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/Sx1OTHyZWKI/AAAAAAAABYU/5_XdyVj8fr4/s72-c/donna1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-3712173604631032198</id><published>2009-12-06T01:24:00.000+01:00</published><updated>2009-12-08T01:29:00.293+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='america latina'/><title type='text'>Perché no alle elezioni farsa dell'Honduras</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/Sx2dudEn7xI/AAAAAAAABYc/L9xAL1NYXx4/s1600-h/colpo-di-stato-in-honduras.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 294px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/Sx2dudEn7xI/AAAAAAAABYc/L9xAL1NYXx4/s400/colpo-di-stato-in-honduras.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5412655748572770066" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Adolfo Pérez Esquivel&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La comunità internazionale, i governi e i popoli latino-americani non possono avallare le elezioni immorali e illegittime che hanno avuto luogo domenica 30 novembre in Honduras.&lt;br /&gt;Il governo degli Stati uniti è complice e gestore del colpo di stato; un colpo di stato attuato per sottomettere il popolo e imporre politiche di dominio e razzia nella regione. Il chiaro appoggio di Obama alla convocazione delle elezioni volute dalla dittatura è il tentativo di giustificare l'ingiustificabile, e di ignorare las sovranità di un intero popolo e del presidente Manuel Zelaya, da ormai due mesi praticamente prigioniero nell'ambasciata brasiliana e vittima della permanente aggressione da parte dei golpisti. Un tentativo che danneggia profondamente le democrazie di tutto il continente e la speranza che gli Stati uniti possano costruire rapporti di reciproco rispetto con i loro vicini, tornando invece a ribadire che altri paesi - i cui requisiti non corrispondono agli interessi degli Usa - possono ritrovarsi in una situazione simile.&lt;br /&gt;Non posso tralasciare la penosa subalternità del presidente del Costa Rica, Oscar Arias, ai disegni del dipartimento di stato Usa. Appoggiare i golpisti nella convocazione di elezioni illegittime e tacere sulle violazioni dei diritti umani di cui è vittima il popolo honduregno, non può mai condurre alla pace.&lt;br /&gt;Domenica 30 novembre in Honduras sono stati arrestati il nostro compagno Gustavo Cabrera, coordinatore generale del Servizio di Pace e Giustizia in America latina, e il pastore mennonita Cesar Cárcamo, membri di una missione internazionale di osservatori. Sebbene già liberati entrambi, la loro detenzione dimostra che la dittatura honduregna cerca di impedire che il mondo conosca la verità su ciò che accade nel paese, occultando le gravi violazioni dei diritti umani e in particolare il clima repressivo in cui si sono svolte le elezioni.&lt;br /&gt;Con questa farsa elettorale si cerca di occultare i veri motivi del golpe in Honduras: mantenere i popoli nella miseria e nell'oppressione per continuare a garantire l'arricchimento di pochi; cercare in ogni modo di fermare l'aumento del salario minimo e garantire maggiori guadagni alle maquilas; riaprire il paese alle concessioni minerarie e forestali; espandere le privatizzazioni e i profitti del libero mercato per le multinazionali degli Usa e dell'Europa; stoppare accordi solidali con i paesi latino-americani; annullare l'entrata dell'Honduras nell'Alba; affondare e soggiogare il paese agli interessi economici, politici e militari Usa.&lt;br /&gt;Torno a dire che il colpo di stato in Honduras è contro i popoli di tutta la regione latino-americana. Imporre elezioni senza aver ripristinato l'ordine costituzionale e reinsediato il legittimo governo del presidente Manuel Zelaya è un'operazione che non si poteva fare senza l'approvazione e la complicità del dipartimento di stato Usa, del Pentagono e della Cia. Oltre all'imposizione dei grandi progetti infrastrutturali che mirano al saccheggio come il Plan Puebla-Panamá in Centramericaa e l'IIRSA (l'Integrazione dell'Infrastruttura Regionale Sud Americana) qui nell'America meridionale, la rimilitarizzazione del continente con 7 nuove basi militari Usa in Colombia (e le altre 3 proposte a Panamá e al Perú), la presenza militare Usa nella triplice frontiera Paraguay-Brasile-Argentina, la IV flotta che incrocia nei mari del Sud, il golpe in Honduras conferma che i meccanismi di dominio sono sempre in funzione. Non sono finiti con la fine delle dittature militari imposte al continente attraverso la Dottrina della sicurezza nazionale, a enormi prezzi in vite umane con migliaia di morti, torturati, arrestati, desaparecidos e la distruzione della capacità produttiva dei popoli, e neanche con il salasso neo-liberista originato dalla concessione di prestiti illegittimi, i conseguenti aggiustamenti strutturali, le privatizzazioni e la deregulation.&lt;br /&gt;I grandi media, veri monopoli al servizio degli interessi di dominio, lanciano campagne nazionali e internazionali contro i governi che hanno progetti propri e cercano l'indipendenza e la sovranità dei loro popoli. Se il loro bombardamento culturale e i golpe di mercato non bastano, subentrano l'aggressione e i tentativi di colpo di stato da parte della Cia e del dipartimento di stato Usa, come in Venezuela e in Bolivia, o l'attaccocontro l'Ecuador per mano della Colombia.&lt;br /&gt;E' chiaro tuttavia, che la strada scelta dai golpisti non può andare lontano. Il popolo honduregno è risoluto nel difendere la sua libertà e i suoi diritti; dopo 154 giorni di resistenza non violenta nelle strade e nei dipartimenti di tutto il paese, domenica 3o novembre si è chiuso in casa dando una degna e inequivocabile risposta alla fraudolenta chiamata alle urne. Sono molti i governi del continente e del mondo intero che si sono rifiutati di riconoscere il governo golpista e le sue elezioni.&lt;br /&gt;Chiediamo a tutti i governi dell'Americas latina, alle organizzazioni internazionali come l'Organizzazione degli stati americani e l'Onu, all'Unione europea e all'euro-parlamento di respingere il tentativo di edulcorare il colpo di stato. Bisogna insistere sul ripristino dell'ordine costituzionale e sul reinsediamento del presidente Zelaya, e nel frattempo sul congelamento di qualsiasi forma di appoggio - finanziario, commerciale o militare - ai golpisti..&lt;br /&gt;Ci appelliamo alle organizzazioni per i diritti umani, ai movimenti sociali, culturali e religiosi affinché siano solidali e si muovano in difesa dello stato di diritto e della sovranità del popolo honduregno, rifiutando ogni genere di complicità che possa imbastardire l'esercizio della democrazia.&lt;br /&gt;La pace è il frutto della giustizia; non c'è altra strada possibile. Per questo è necessario anche dare ascolto alla voce del popolo honduregno che continua a chiedere un'assemblea costituente per rifondare il paese su basi dell' uguaglianza e dell'inclusione. Solo così sarà possibile governare.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Traduzione di Valentina Manacorda&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;il manifesto 02/12/2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-3712173604631032198?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/3712173604631032198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/3712173604631032198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/perche-no-alle-elezioni-farsa.html' title='Perché no alle elezioni farsa dell&apos;Honduras'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/Sx2dudEn7xI/AAAAAAAABYc/L9xAL1NYXx4/s72-c/colpo-di-stato-in-honduras.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-4376649321625018507</id><published>2009-12-04T00:03:00.003+01:00</published><updated>2009-12-04T00:10:34.389+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola e università'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la crisi'/><title type='text'>Dopo il 20 novembre:come creare un movimento di opposizione alla crisi?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SxhFTaR3sjI/AAAAAAAABX8/ITNyB0s7_dE/s1600-h/onda+sciopero+gen.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 400px; height: 256px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SxhFTaR3sjI/AAAAAAAABX8/ITNyB0s7_dE/s400/onda+sciopero+gen.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411151152059757106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="font-style: italic;"&gt;Editoriale a cura di ateneinrivolta.org&lt;/b&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il 20 novembre scorso si è tenuta, nella facoltà di Scienze Politiche della Sapienza di Roma, una assemblea nazionale lanciata dai ricercatori precari dell'ateneo romano e dalla FLC-CGIL che è stata occasione di incontro per studenti e lavoratori della formazione. Un’assemblea evidentemente non di movimento, in quanto siamo ben lungi dall’alta marea dell’Onda nella quale eravamo immersi esattamente un anno fa, ma comunque con una buona partecipazione soprattutto di studenti universitari.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il merito di questa prima assemblea è stato quello di aver cercato di dare una spinta in avanti alle mobilitazioni di studenti e studentesse presenti sul territorio italiano, costruendo un primo momento di confronto nazionale sul Ddl Gelmini e delineando una buona agenda di mobilitazioni locali e nazionali, con l’obiettivo di rilanciare le lotte anche nei mesi successivi le vacanze natalizie.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Seppur con questo lato positivo, pensiamo che l’assemblea non sia riuscita a coagulare alcune diversità di veduta per arrivare ad un’analisi condivisa e che soprattutto non sia stata in grado di produrre una piattaforma rivendicativa all’altezza della sfida che la crisi economica ci pone davanti.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La riforma Gelmini, che a febbraio sarà in discussione in parlamento, è la quarta riforma organica dell'università in vent'anni. Dalla riforma Ruberti dell'89, passando per 3+2 e Moratti, l'autonomia delle università e l'ingresso di soggetti privati nella gestione economica e nella programmazione dell'offerta formativa degli atenei, con una conseguente dequalificazione dei saperi, sono stati i punti fermi intorno ai quali governi di centrosinistra e centrodestra hanno distrutto l'università pubblica.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;A tutto questo il ddl Gelmini da una fortissima accelerazione, da un lato consegnando il 40% dei consigli d'amministrazione degli atenei a privati e soggetti esterni, dall'altro potenziando le competenze di un organo così composto nella programmazione dell'offerta formativa, sempre più dequalificata e sempre meno in grado di fornire a studenti e studentesse un sapere critico e completo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;In nome di una fantomatica meritocrazia e in evidente continuità con il Processo di Bologna, il DDL Gelmini parla di una riforma della governance universitaria che esclude la partecipazione degli studenti, delle studentesse e di tutti coloro che vivono l'università stessa. Parla dell'eliminazione totale dei già pochi elementi di diritto allo studio, rimpiazzati da prestiti d'onore basati sul merito, implicando di fatto un aumento della selezione di classe negli atenei italiani. Parla di riforma dei meccanismi di reclutamento della docenza che – al di là di tutta la retorica che vede nel disegno di legge un tentativo di indebolimento del baronato - consegnano nuovi strumenti di controllo delle assunzioni nelle mani dei potenti dell'università.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Pensiamo che di fronte a simili disegni sia necessario opporsi nettamente al concetto stesso di meritocrazia: che senso ha parlare di merito in un sistema in cui solo il 40% dei diplomati può materialmente accedere all'università?&lt;br /&gt;Siamo tutti/e meritevoli di una scuola di qualità, di un'università critica e accessibile, di un posto di lavoro stabile, di un futuro, di una dignità!&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Proprio su questo punto troviamo il documento finale dell’assemblea nazionale del 20 novembre estremamente carente.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Di fronte non solo allo smantellamento del diritto allo studio ma ad un vero e proprio salto di qualità ideologico del governo, che vede nel prestito d’onore e nell’indebitamento dello studente la nuova via d’accesso agli studi, non possiamo limitarci a chiedere reddito e nuovo welfare, al contrario dovremmo alzare delle vere e proprie barricate in difesa del diritto allo studio, rivendicando borse di studio, case dello studente, mense, libri e trasporti gratuiti. &lt;b&gt;Il diritto allo studio è un diritto inalienabile per tutti gli studenti e le studentesse, conquistato dai grandi movimenti studenteschi del passato, strumento attraverso il quale siamo passati da un’università d’èlite ad un’università di massa e che ha permesso anche alle classi più deboli l’accesso all’istruzione pubblica.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;A nostro avviso il concetto di diritto allo studio non è affatto superato, per questo continueremo a difendere in tutti i modi tale diritto e a dire chiaramente che non potrà mai esserci una giusta meritocrazia senza un reale diritto allo studio.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Difendere l'università pubblica per come l'abbiamo conosciuta noi, non può e non deve essere il nostro obiettivo. Occorre aggredire direttamente la dequalificazione dei corsi di laurea, la totale assenza di produzione di sapere critico, il ruolo stesso dell'università oggi, come fabbrica di forza lavoro settorializzata e direttamente frammentata. &lt;b&gt;Non possiamo dunque sottrarci dal problema della trasformazione complessiva dei saperi che vengono prodotti nell’università, considerato che, tolti alcuni specifici ambiti di alta formazione, l'università odierna non produce null'altro che studenti formati alla precarietà di oggi e di domani.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;In questo senso la lotta per un'istruzione di qualità e per un'università “sociale” non è solamente la lotta di tutti gli studenti, dei precari e dei lavoratori della scuola e della ricerca.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La lotta in difesa dell’istruzione pubblica appartiene a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici di questo paese.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;In un periodo di profonda crisi economica, sociale e politica come quello che stiamo attraversando, in cui assistiamo a licenziamenti di massa, in cui i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione o in mobilità sono sempre più numerosi, in cui si abbassano i salari, si chiudono le fabbriche, si attaccano i diritti fondamentali, in cui non ci sono ammortizzatori sociali e in cui l'assenza di una sinistra politica o sindacale si fa sentire con più forza, riteniamo che l'unità dei soggetti sociali in lotta sia un elemento imprescindibile e che come tale dovrebbe essere assunto.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Numerosi focolai di resistenza alla crisi sono in atto – anche se con poco risalto mediatico - in questo momento in Italia: gli insegnanti precari in mobilitazione da settembre, i lavoratori e le lavoratrici dell'Eutelia in occupazione da un mese e gli operai dell'ALCOA caricati dalla polizia durante un corteo a Roma sono solo alcuni dei numerosissimi esempi. Ma molto altro c'è sul territorio italiano: episodi che da mesi a questa parte parlano di occupazione di tetti, presidi ad oltranza, occupazione di aziende e prove di “sequestro alla francese” dei manager.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Anche su questo punto troviamo carente il documento finale dell’assemblea nazionale, un documento che di fatto non riesce ad andare con lo sguardo oltre i settori della conoscenza e a cogliere la gravità della crisi e le punte di conflitto più avanzate nei settori produttivi, come ad esempio le lotte operaie. Il documento finale ci sembra troppo appiattito su questioni riguardanti l’università e la ricerca, non riuscendo di fatto ad ampliare le rivendicazioni con l’intento di unire gli studenti e i lavoratori della formazione a tutti i lavoratori e a tutte le lotte che in questi mesi si stanno esprimendo in maniera sempre più dinamica ed interessante in tutto il paese.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Ad un anno dal movimento dell'Onda dovremmo tutti essere consapevoli che il non aver saputo costruire delle vere relazioni – seppur fortemente invocate – col mondo del lavoro ha rappresentato un limite enorme per uno dei movimenti studenteschi più grandi della storia italiana.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L'Onda non ha realmente saputo collegare le proprie rivendicazioni a quelle degli altri settori sociali, senza riuscire di fatto a mettere in crisi la produzione di questo paese, laddove invece il movimento studentesco francese ha trovato il suo maggiore punto di forza proprio nell’unione delle lotte studentesche con le resistenze dei lavoratori e delle lavoratrici, costringendo così il governo a ritirare i disegni di legge sulla precarietà lavorativa.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Siamo consapevoli oggi che per ottenere il ritiro del DDL Gelmini e per invertire la tendenza che vede nella scuola e nell’università pubblica il salvadanaio da cui tagliare per salvare banche, per finanziare le spese militari o inutili grandi opere, dobbiamo connettere le nostre rivendicazioni a quelle dei lavoratori e delle lavoratrici precari e della formazione, ma anche di quelli in cassa integrazione e delle fabbriche in lotta.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Siamo consapevoli di un fatto: i giovani oggi non hanno fra le proprie prospettive quella di un lavoro stabile e garantito. Allo stesso tempo, siamo consapevoli che per i tantissimi lavoratori precari, licenziati o in cassa integrazione si pone il problema della sopravvivenza e quindi della continuità del reddito anche in periodi di non lavoro.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Ma limitarsi a chiedere continuità di reddito senza esigere il blocco totale dei licenziamenti, l’aumento dei salari, l’assunzione a tempo indeterminato per tutti i precari, l’abolizione di ogni tipologia di precariato e la diminuzione dell’orario di lavoro, ci appare davvero insufficiente.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Se è vero che l’attuale crisi economica strutturale del capitalismo è stata provocata proprio dai profitti e dalle logiche di accumulazione, noi vogliamo aggredire esattamente ciò che è stato ed è tuttora causa della crisi stessa: vogliamo erodere i profitti e le rendite a favore dei salari e dello stato sociale.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per saper leggere adeguatamente il processo in corso di smantellamento dell’istruzione pubblica è necessario inquadrarlo nel contesto più ampio di politiche adottate dal governo: l'università che viene regalata ai privati, la verticalizzazione delle gerarchie universitarie, la riforma del reclutamento dei ricercatori ed il superamento del concetto di diritto allo studio sono inscritte in un disegno politico complesso, nel quale va inserita la privatizzazione dell'acqua come la privatizzazione di moltissimi settori pubblici, l'attacco al diritto di sciopero e al contratto nazionale collettivo dei lavoratori, la strumentalizzazione del corpo delle donne per giustificare le politiche di repressione e controllo attuate in maniera sempre più forte dal Governo, il crescere dell’autoritarismo nelle scuole come nelle città e l’avanzata di una cultura sempre più violenta, razzista e discriminatoria nei confronti del “diverso”.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Si tratta dunque di contrastare un progetto politico complessivo e saremo in grado di farlo solo attraverso la creazione di un grande fronte unico sociale di opposizione alle politiche governative.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;In quest'ottica costruiremo la giornata di mobilitazione lanciata dai precari della scuola per l'11 dicembre, con l’indizione dello sciopero di scuola e università da parte della FLC-CGIL e di altri sindacati e leggiamo senz’altro in maniera positiva l’estensione dello sciopero al settore del pubblico impiego.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Per questo intendiamo costruire per quel giorno uno spezzone studentesco nazionale che sfilerà unitariamente insieme a tutti i lavoratori presenti in piazza e che, ben lontano dal voler arrivare nella piazza di Epifani, punterà al MIUR, luogo nel quale da anni, governo dopo governo, è stata tracciato il disegno di smantellamento di scuola e università pubbliche.&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Scenderemo in piazza con una piattaforma rivendicativa aperta, che parli di unità delle lotte e ricomposizione sociale e che rimetta al centro della discussione il rifiuto delle privatizzazioni, la salvaguardia del diritto allo studio e del lavoro e l'unità di tutti i settori sociali che stanno tentando di resistere alla crisi, ai suoi effetti e all'attacco della classe padronale.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;MAI STANCHI DI LOTTARE!&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt; MAI STANCHI DI GRIDARE “NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO”&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt; &lt;a href="http://www.ateneinrivolta.org/" title="www.ateneinrivolta.org"&gt;www.ateneinrivolta.org&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.ateneinrivolta.org/" target="_BLANK"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-4376649321625018507?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/4376649321625018507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/4376649321625018507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/dopo-il-20-novembrecome-creare-un.html' title='Dopo il 20 novembre:come creare un movimento di opposizione alla crisi?'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SxhFTaR3sjI/AAAAAAAABX8/ITNyB0s7_dE/s72-c/onda+sciopero+gen.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-5524574115759221665</id><published>2009-12-03T23:17:00.002+01:00</published><updated>2009-12-03T23:19:41.060+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra globale permanente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><title type='text'>Il nobel per la pace ancora di più alla guerra!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/Sxg5Mdtx-rI/AAAAAAAABX0/-CmGfxSitEw/s1600-h/obama+nobel.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 165px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/Sxg5Mdtx-rI/AAAAAAAABX0/-CmGfxSitEw/s400/obama+nobel.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411137838583511730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-style: italic;"&gt;&lt;strong&gt;di Piero Maestri, portavoce di Sinistra Critica&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La decisione del presidente statunitense Barack Obama di aumentare di 30.000 soldati la presenza militare in Afghanistan è una scelta coerente con le politiche di guerra che Usa e Nato mantengono nel paese centro-asiatico. Una decisione che nasconde dietro la "necessità di combattere il terrorismo" di Al Qaeda una situazione afghana (e pakistana) che ci parla invece di una guerra che continua e delle difficoltà crescenti che gli eserciti della Nato si trovano ad affrontare su ogni piano.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Obama e i paesi della Nato, incapaci di vincere sul terreno e di convincere l'opinione pubblica dei propri paesi della giustezza della loro "missione", non sono in grado di fare altro che accelerare la propria escalation militare. e questo non farà che produrre quanto dichiara il generale statunitense McChrystal: "&lt;em&gt;E' realistico aspettarsi un aumento delle perdite tra gli afgani e la coalizione&lt;/em&gt;".&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il segretario della Nato ha già annunciato un aumento dei sodati dell'Alleanza e questo comporterà un ulteriore impegno anche dell'Italia, che certamente il presidente Berlusconi si affretterà ad acconsentire, dopo aver aumentato il coinvolgimento dell'Italia con l'invio di altri 70 soldati della Brigata Sassari a Kabul all'inizio di ottobre.&lt;br /&gt;Una decisione che non vedrà nessuna opposizione in Parlamento - già si parla dell’invio possibile di altri 1500 soldati italiani, su richiesta degli Usa e della Nato - e avrà una approvazione bipartisan, come è avvenuto oggi con il rifinanziamento delle missioni militari in votazione al Senato (con un testo che peggiora lo stesso decreto governativo).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;L'unica "exit strategy" dall'Afghanistan è il ritiro immediato dei militari italiani e il sostegno ai democratici afgani schiacciati dall'occupazione Nato e dai fondamentalisti – siano al governo o meno. Il movimento contro la guerra deve rilanciare la sua iniziativa contro le missioni di guerra italiane/Nato e contro le spese militari.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-5524574115759221665?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5524574115759221665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5524574115759221665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/di-piero-maestri-portavoce-di-sinistra.html' title='Il nobel per la pace ancora di più alla guerra!'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/Sxg5Mdtx-rI/AAAAAAAABX0/-CmGfxSitEw/s72-c/obama+nobel.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-5004125860891333346</id><published>2009-12-03T22:06:00.004+01:00</published><updated>2009-12-03T23:16:36.307+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra globale permanente'/><title type='text'>Altri mille italiani sul fronte afgano</title><content type='html'>&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/Sxg4GqGQEzI/AAAAAAAABXk/iCykEsbUfPQ/s1600-h/militari+italiani.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 351px; height: 233px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/Sxg4GqGQEzI/AAAAAAAABXk/iCykEsbUfPQ/s400/militari+italiani.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411136639316529970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il dossier di PeaceReporter sulla missione militare italiana in Afghanistan&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In un’intervista al &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt;, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha annunciato l’intenzione del governo Berlusconi di inviare sul fronte di guerra afgano altri mille soldati nella seconda metà del prossimo anno. Il nostro contingente militare salirà così a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3.800 uomini&lt;/span&gt;, diventando il quarto più grande schierato in Afghanistan dopo quelli statunitense (100mila), britannico (9.500) e tedesco (4.400), scavalcando canadesi (2.800) e francesi (3.100).&lt;br /&gt;Le truppe da mandare in Afghanistan verranno recuperate in gran parte dal Kosovo, forse qualcuna anche dal Libano. Anche i soldi necessari per finanziare l’escalation italiana in Afghanistan (che verrà votata il prossimo giugno) proverranno dal disimpegno militare su altri fronti, senza quindi comportare ulteriori aggravi di spesa. “Ci sono altre missioni alle quali si possono sottrarre risorse – ha detto La Russa – ho fatto un piano di riequilibrio e quando Tremonti l’ha visto, ha esultato: ‘Proprio al bacio’, ha detto”.&lt;br /&gt;Il ministro ha spiegato che i mille uomini in più verranno impiegati in combattimento: “A Herat sono schierati tre Battle Group: prevediamo di portarli a quattro, in modo da permettere una svolta radicale nell’attività operativa”, consentendo alle truppe italiane di “bonificare una zona e poi di presidiarla in modo da impedire agli insorti di riconquistarla”.&lt;br /&gt;Per capire come siamo arrivati fin qui, &lt;em&gt;PeaceReporter &lt;/em&gt;ripercorre le tappe del progressivo coinvolgimento italiano nella guerra in Afghanistan. &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Soldati attualmente schierati&lt;/strong&gt;: 2.800 (ne sono autorizzati al massimo di 3.227, quota raggiunta nei mesi scorsi con l'invio delle truppe di rinforzo temporaneo per le elezioni, poi ritirate)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Militari caduti in missione dal 2001&lt;/strong&gt;:  22  (di cui 14 in azione e 8 in incidenti o per malattie)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Costo della missione dal 2001&lt;/strong&gt;:  oltre 2,5 miliardi di euro  (in costante aumento: oltre 500 milioni nel 2009 contro una media di 300 milioni nei primi anni).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;span style="font-size:medium;"&gt;ENDURING FREEDOM&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- Il 7 novembre 2001 il &lt;strong&gt;Parlamento approva&lt;/strong&gt; a larghissima maggioranza (tanne Prc, Pdci e Verdi) la partecipazione italiana all'operazione internazionale Enduring Freedom ("finalizzata al ripristino della legalità internazionale, in conformità agli obblighi derivanti dall'articolo 5 del Trattato di Washington e alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n. 1368 del 12 settembre 2001 e n. 1373 del 28 settembre 2001").&lt;br /&gt;- Il 18 novembre 2001 &lt;strong&gt;partono per il fronte&lt;/strong&gt;, imbarcati su navi militari che salpano da Taranto, i primi 600 soldati italiani impegnati nella missione di guerra Enduring Freedom.&lt;br /&gt;- Nel marzo 2003 vengono inviati in Afghanistan altri 1.000 soldati (soprattutto alpini) per combattere sul fronte di Khost (&lt;strong&gt;Operazione Nibbio&lt;/strong&gt;).&lt;br /&gt;La loro missione termina nel dicembre 2003, anche se l'Italia esce formalmente da Enduring Freedom solo nel dicembre 2006 (continuando fino a quella data la sua partecipazione alle operazioni navali nel Mare Arabico).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:medium;"&gt;ISAF&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- Il 10 gennaio 2002, a Londra, l'Italia firma un &lt;strong&gt;Memorandum of Understanding&lt;/strong&gt;, con il quale formalizza il proprio contributo alla missione ISAF (autorizzata con Risoluzione n. 1386 del 20.12.2001 e avente il compito di mantenere la sicurezza in Kabul e nelle aree limitrofe, a tutela dell'Autorità nazionale afgana insediatasi il 22 dicembre 2001).&lt;br /&gt;&lt;em&gt;NB: L'unico passaggio parlamentare riguardante la partecipazione italiana alla missione ISAF avverrà &lt;strong&gt;A POSTERIORI&lt;/strong&gt; il 27 febbraio 2002 con l'approvazione della "legge n. 15/2002 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 28 dicembre 2001, n. 451, recante disposizioni urgenti per la proroga della partecipazione italiana ad operazioni militari internazionali": la "modificazione" riguarda l'inserimento nel testo del decreto di un riferimento alla missione ISAF "connessa a Enduring Freedom".&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;- Nello stesso mese di gennaio vengono inviati a Kabul i &lt;strong&gt;primi 450 soldati italiani&lt;/strong&gt; nell'ambito della missione ISAF, che si stanziano nella base 'Camp Invicta'.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:medium;"&gt;ISAF DIVENTA UNA MISSIONE DI GUERRA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- L'11 agosto 2003 il &lt;strong&gt;comando della missione ISAF passa alla Nato&lt;/strong&gt;, ovvero a un'alleanza militare formalmente in guerra con l'Afghanistan. In questo modo l'operazione 'di pace' ISAF diventa formalmente una missione di guerra parallela a quella di Enduring Freedom.&lt;br /&gt;- L'8 dicembre 2005 i Ministri della Difesa Nato riuniti a Bruxelles nel Consiglio nordatlantico (Nac) decidono che la missione &lt;strong&gt;ISAF si estenderà al sud dell'Afghanistan&lt;/strong&gt; e che la Nato prenderà il comando delle operazioni militari in questa regione sostituendosi alla missione di guerra Enduring Freedom.&lt;br /&gt;- Il 31 luglio 2006 &lt;strong&gt;la Nato prende il comando delle operazioni militari nel sud&lt;/strong&gt; dell'Afghanistan: ISAF diventa di fatto un'operazione di guerra.&lt;br /&gt;- Il 4 febbraio 2007 le due missioni, &lt;strong&gt;ISAF e Enduring Freedom passano sotto comando unificato Usa&lt;/strong&gt;, nella persona del generale Dan Mc Neill: la missione ISAF, pur rimanendo formalmente una missione a guida Nato, viene di fatto assorbita dalla missione di guerra a guida Usa Enduring Freedom.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:medium;"&gt;L'ESACALTION DELLA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA GUERRA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;- Il 4 maggio 2006 (in vista dell'espansione a sud) entrano in vigore per tutti i contingenti ISAF le nuove regole d'ingaggio ‘irrobustite' dalla Nato: le truppe Nato possono ricorrere all'uso della forza per portare avanti l'assolvimento della missione ISAF e in più eliminare le forze ostili sul terreno anche se non rappresentano una minaccia diretta per i soldati con le cosiddette operazioni preventive ‘search and destroy'. Il nuovo governo italiano (Prodi) impone dei &lt;strong&gt;'caevat' alle nuove regole d'ingaggio&lt;/strong&gt;, stabilendo che le truppe italiane possono partecipare ad azioni militari offensive solo previa autorizzazione del governo italiano, che ha 72 ore di tempo per valutare.&lt;br /&gt;- Nel giugno del 2006, sulla base di una decisione già presa dal governo Berlusconi, il governo Prodi autorizza l'invio di un contingente di 200 forze speciali (Task Force 45) che verranno impiegate nell'&lt;strong&gt;operazione segreta 'Sarissa'&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;- Nel settembre 2006 il governo italiano, su pressione di Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada, autorizza segretamente una maggiore flessibilità nel rispetto dei ‘caveat', consentendo così alle forze speciali della Task Force 45 e ai 150 soldati italiani della Forza di Reazione Rapida (Qrf) di iniziare a condurre &lt;strong&gt;offensive contro i talebani&lt;/strong&gt; nella provincia afgana sud-occidentale di Farah (operazioni 'Wyconda Pincer' e 'Wyconda Rib').&lt;br /&gt;- Il 2 aprile 2007, in attuazione dell'ordine del giorno approvato dal Parlamento il 27 marzo a larghissima maggioranza (odg presentato dalla Lega Nord, e che impegna il governo a fornire attrezzature adeguate, nonchè mezzi militari terrestri ed aerei idonei a fronteggiare la situazione in Afghanistan), il Consiglio Supremo di Difesa (Prodi, D'Alema, Parisi, Amato, Bersani, Padoa-Schioppa, Letta, Napolitano) decide l'invio in Afghanistan di mezzi da combattimento (&lt;strong&gt;carri armati 'Dardo' ed elicotteri da attacco 'Mangusta'&lt;/strong&gt;) "a protezione del contingente", confermando il carattere pacifico della missione.&lt;br /&gt;- Nel febbraio 2008 il governo italiano decide l'invio (ad aprile) di &lt;strong&gt;due compagnie da combattimento&lt;/strong&gt; per la costituzione di un 'Battle Group' italiano nell'ovest dell'Afghanistan, portando così a 800 il numero delle truppe italiane combattenti (200 della Task Force 45 e 500 del nuovo Battle Group).&lt;br /&gt;- Nel giugno 2008 il nuovo governo italiano (Berlusconi) &lt;strong&gt;allenta il 'caveat' &lt;/strong&gt;che impedisce alle truppe italiane di condurre azioni offensive (autorizzazione in 6 ore invece che in 72), in maniera da consentire una maggiore operatività del Battle Group appena schierato.&lt;br /&gt;- Nel settembre 2008 viene deciso l'invio (a novembre) di &lt;strong&gt;due cacciabombardieri 'Tornado'&lt;/strong&gt; autorizzati a usare l'armamento di bordo (non le bombe).&lt;br /&gt;- Nel dicembre 2008 viene deciso l'&lt;strong&gt;invio di ulteriori truppe da combattimento&lt;/strong&gt; per la costituzione di un secondo 'Battle Group' italiano nell'ovest dell'Afghanistan (a febbraio 2009), portando così a 1300 il numero delle truppe italiane combattenti (200 della Task Force 45 e 1.000 dei due Battle Group).&lt;br /&gt;Vengono anche &lt;strong&gt;rimossi i restanti 'caveat'&lt;/strong&gt;, consentendo la piena operatività offensiva delle truppe da combattimento.&lt;br /&gt;- L' estate 2009 vede le truppe da combattimento italiane (tutti parà della brigata 'Folgore') impegnate nelle &lt;strong&gt;più massicce offensive mai condotte in Afghanistan&lt;/strong&gt;, sia sul fronte di Farah che su quello di Bala Murghab: centinaia di insorti vengono uccisi in battaglia dagli italiani. Si registrano anche diverse vittime civili.&lt;br /&gt;- Nell'agosto 2009 vengono &lt;strong&gt;spostati da Kabul a Herat 500 soldati&lt;/strong&gt; italiani per consentire la costituzione di un terzo 'Battle Group' italiano sul fronte ovest, portando così a 1800 il numero delle truppe italiane combattenti.&lt;br /&gt;- Nel novembre 2009 i cacciabombardieri italiani schierati in Afghanistan diventano quattro ('Amx' al posto dei ‘Tornado') e sono &lt;strong&gt;pronti a condurre anche bombardamenti&lt;/strong&gt; (per i quali gli equipaggi sono stati appositamente addestrati per un mese negli Stati Uniti).&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;di Enrico Piovesana&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;www.peacereporter.net&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-5004125860891333346?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5004125860891333346'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/5004125860891333346'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/12/altri-mille-italiani-sul-fronte-afgano.html' title='Altri mille italiani sul fronte afgano'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/Sxg4GqGQEzI/AAAAAAAABXk/iCykEsbUfPQ/s72-c/militari+italiani.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-4938980900792790484</id><published>2009-12-01T19:41:00.000+01:00</published><updated>2009-11-30T21:48:16.685+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='no aids 2009'/><title type='text'>CIRCOLO PINK - 1 Dicembre 2009 Giornata Mondiale della lotta contro l'AIDS</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SxLBFxzyEbI/AAAAAAAABXU/WOl-O0cQc6U/s1600/logo1_12_09.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 158px; height: 142px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SxLBFxzyEbI/AAAAAAAABXU/WOl-O0cQc6U/s400/logo1_12_09.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409598407439421874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;" &gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:180%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:18;"&gt;1 dicembre 2009&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;    &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;" &gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 255);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:180%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:18;"&gt;Giornata Mondiale della lotta contro l'AIDS&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;        &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:180%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:18;"&gt;&lt;br /&gt;      Brigata di strada: sesso,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;        &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;" &gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:180%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:18;"&gt;rivoluzione e cambiamento sociale. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Verdana;font-size:180%;"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:18;"&gt;&lt;b&gt;via cappello (Coin) Verona - ore 17.30/19.30&lt;br /&gt;      distribuiremo/venderemo i preservativi Encanto&lt;br /&gt;      in favore della &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Verdana;font-size:180%;"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:18;"&gt;&lt;b&gt;Brigata di strada&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Verdana;font-size:180%;"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:18;"&gt;&lt;b&gt; in appoggio&lt;br /&gt;      alla donna &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Verdana;font-size:180%;"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:18;"&gt;&lt;b&gt;"Elisa Martinez"&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;" &gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:13;"&gt;CHI SONO:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:13;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Verdana;font-size:100%;"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;font-size:13;" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;E' un gruppo di attiviste/i impegnato nella formazione sanitaria, politica e sociale delle lavoratrici del sesso di Città del Messico, considerando queste persone emarginate come parte attiva e con pieni diritti della classe operaia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Verdana;font-size:100%;"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;font-size:13;" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La Brigata di Strada è un'organizzazione indipendente dal governo, dai partiti politici, e dagli interessi dei&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;" &gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Verdana;font-size:100%;"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;font-size:13;" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; proprietari di hotel, gestori, rappresentanti di locali. Allo stesso modo è indipendente dalla Chiesa ed offre&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;" &gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Verdana;font-size:100%;"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;font-size:13;" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; servizi gratuiti di ginecologia, dentista, fisioterapia, borse di studio per figl* delle lavoratrici sessuali, corsi autogestiti nelle due cliniche autonome gestite a Citta' del Messico. Questo gruppo fa parte della RMT&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;" &gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Verdana;font-size:100%;"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;font-size:13;" &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt; (Rete Messicana del Lavoro Sessuale) ed e' aderente all'Altra Campagna.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;" &gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:78%;"  &gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:13;"&gt;LO SCAMBIO:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:13;"&gt; &lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Oltre al reciproco appoggio nella diffusione di denunce e notizie, sia del Nodo Solidale che della Brigada Callejera/ RMTS, cerchiamo di vendere in Europa, nei centri sociali e nelle iniziative, i&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Verdana;font-size:100%;"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:13;"&gt;preservativi ENCANTO&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:13;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;, prodotti dalla Brigada Callejera;la vendita di questi preservativi e' l'unico finanziamento (oltre alle donazioni) che riceve la Brigada, grazie al quale sono possibili i servizi offerti dalle due cliniche autonome.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;" &gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=";font-family:Verdana;font-size:100%;"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;font-size:12;" &gt;&lt;a href="http://www.autistici.org/nodosolidale/progetti_det.php?id=44" target="_BLANK"&gt;http://www.autistici.org/nodosolidale/progetti_det.php?id=44&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;" &gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;font-size:12;" &gt;&lt;a href="http://www.autistici.org/nodosolidale/progetti_det.php?id=44" target="_BLANK"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);font-family:Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;" &gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-4938980900792790484?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/4938980900792790484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/4938980900792790484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/11/circolo-pink-1-dicembre-2009-giornata.html' title='CIRCOLO PINK - 1 Dicembre 2009 Giornata Mondiale della lotta contro l&apos;AIDS'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SxLBFxzyEbI/AAAAAAAABXU/WOl-O0cQc6U/s72-c/logo1_12_09.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-6799247312272289121</id><published>2009-11-30T21:39:00.003+01:00</published><updated>2009-11-30T21:47:19.397+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra globale permanente'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ecologismo'/><title type='text'>I militari e la crisi climatica</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SxQvD-1_fzI/AAAAAAAABXc/KXsosVlkgr0/s1600/iceberg.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 263px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SxQvD-1_fzI/AAAAAAAABXc/KXsosVlkgr0/s400/iceberg.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410000797834379058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;I nostri discorsi sull’impostanza che ha affrontare il danno che il capitalismo sta infliggendo sul clima mondiale vanno messi in un contesto. Può sembrare strano, ma alla crisi del clima esiste anche una risposta militare. Settori delle forze armate e dell’intelligence USA riconoscono il pericolo del cambiamento climatico, dando risposta per ciò che gli compete ossia la difesa della sicurezza nazionale individuando quella che è risposta militare. Perciò una parte della nostra politica riguardo all’ambiente deve connettersi all’opposizione al militarismo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;Nel 2001 una conferenza della Marina militare ha prodotto un documento che prospettava la possibilità di operazioni navali in un Mare Artico in cui il ghiaccio sarà ormai sciolto (1), e nello stesso periodo il Canada e gli USA hanno cominciato a prepararsi per contrastare la Russia dalla calotta polare (2). Nel 2003 due consulenti per il Pentagono hanno redatto un’analisi sulla possibilità che lo scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia interrompa la circolazione termoalina dell’oceano, ciò che noi conosciamo come la corrente del Golfo, facendo precipitare l’Europa nell’arco di tempo di un decennio in una situazione meteorologica completamente diversa, più vicina alla Siberia, e provocando un duro peggioramento della siccità in Africa (3).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;Nel 2007 una dozzina dei più alti generali ed ammiragli della Marina militare, l’esercito, l’Aeronautica, i Marines e il Comando dello spazio, hanno messo la firma a un documento che elencava i vari aspetti della crisi politica, sociale ed economica che risulterebbe da una degenerazione delle condizioni climatica nel mondo (4).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;Infine, a giugno del 2008 le varie organizzazioni dell’intelligence statunitense, dalla CIA all’NSA, hanno prodotto una proiezione delle implicazioni per la sicurezza nazionale USA del riscaldamento del clima fino al 2030 in cui hanno affermato che “la leadership complessiva degli USA nell’arena globale verrà giudicata dalla misura in cui si percepisce che essi stiano forgiando un consenso globale fattibile ed efficace per affrontare il cambiamento climatico”(5).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;La caratteristica che accomuna questi studi, in particolare i primi tre, è che accettano che la produzione di gas serra potrà essere ridotta, ma non radicalmente ridimensionata, che saranno inevitabili effetti più o meno devastanti per molti dei paesi più poveri del mondo, e che le forze armate e dell’intelligence dei paesi avanzati, e in particolare degli Stati Uniti, giocheranno un ruolo chiave nel mantenimento della stabilità e della sicurezza di quei paesi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;Cosa implicherà tutto ciò in termini concreti? Significherà impedire che “profughi ambientali” fuggano dai paesi colpiti verso gli USA e l’Europa, alzare il “ponte levatoio” per proteggere la stabilità dei paesi avanzati (6), inviare truppe per mantenere la sicurezza in quei paesi che forniscono risorse energetiche e materie prime agli USA. Alcuni facendo questi discorsi lanciano un appello al il governo di agire per mitigare gli effetti del cambiamento climatico onde evitare il peggio dell’intervento militare, ma in effetti tutti sono rassegnati a qualche forma di azione militare contro i popoli colpiti dalla crisi climatica.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;Si giustifica tali interventi con l’esigenza di contrastare “l’instabilità” in paesi come quelli dell’Africa sub-sahariana (7), ma l’effetto boomerang che produrrebbe un intervento del genere si può evincere dall’esempio della cosiddetta Trans-Sahel Counter Terrorism Initiative (8). Lanciata nel 2002 dal Comando Africano (AFRICOM) degli USA, con basi in Italia a Vicenza, Napoli e Sigonella, con l’apparente obiettivo di contrastare il diffondersi di gruppi vicini ad Al-Qaeda (9) nei paesi confinante con il Sahara e garantire la sicurezza in quei paesi, nell’arco di tempo di pochi anni ha contribuito in realtà ad un crescente clima di repressione da parte dei governi locali (10), lo scoppio di conflitti etnici dove prima erano quasi assenti, la distruzione di economie locali, la diffusione della povertà e dell’idea tra molti giovani musulmani che non sarà mai accettato un loro contributo pacifico al processo democratico(11).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;Se l’esito disastroso di quest’intervento rappresenta in piccolo il futuro che spetta a questi paesi nel caso in cui gli Usa decidano per un intervento militare in contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici, bisogna a tutti costi cominciare ora a prendere coscienza del pericolo rappresentato da una presunta “soluzione” militare alla crisi climatica, e del bisogno di lavorare per una soluzione non-militare, che invece prenda sul serio un radicale cambiamento dell’attuale modo di produzione.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;&lt;strong class="spip"&gt;Phil Rushton  - Attac Napoli&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;Note&lt;br /&gt;1)&lt;a href="http://www.natice.noaa.gov/icefree/finalarcticreport.pdf" class="spip_url spip_out"&gt;http://www.natice.noaa.gov/icefree/...&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;2)&lt;a href="http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&amp;amp;aid=13836" class="spip_url spip_out"&gt;http://www.globalresearch.ca/index....&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;3)&lt;a href="http://famguardian.org/Subjects/Environment/Articles/ClimateChange-20090131.pdf" class="spip_url spip_out"&gt;http://famguardian.org/Subjects/Env...&lt;/a&gt; versione in italiano a &lt;a href="http://www.verdi.it/download/climailrapportodelpentagono.pdf" class="spip_url spip_out"&gt;http://www.verdi.it/download/climai...&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;4)&lt;a href="http://www.npr.org/documents/2007/apr/security_climate.pdf" class="spip_url spip_out"&gt;www.npr.org/documents/2007/apr/secu...&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;5)&lt;a href="http://www.dni.gov/testimonies/20080625_testimony.pdf" class="spip_url spip_out"&gt;www.dni.gov/testimonies/20080625_te...&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;6)&lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2004/febbraio/23/Dossier_nascosto_del_Pentagono_Nel_co_9_040223041.shtml" class="spip_url spip_out"&gt;http://archiviostorico.corriere.it/...&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;7)&lt;a href="http://www.brookings.edu/views/papers/fellows/purvis20040501.pdf" class="spip_url spip_out"&gt;www.brookings.edu/views/papers/fell...&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;8)&lt;a href="http://limes.espresso.repubblica.it/wp-content/uploads/2008/01/sahel.pdf" class="spip_url spip_out"&gt;http://limes.espresso.repubblica.it...&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;9)&lt;a href="http://www.fpif.org/pdf/gac/0609sahara.pdf" class="spip_url spip_out"&gt;http://www.fpif.org/pdf/gac/0609sah...&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;10)&lt;a href="http://www.csmonitor.com/2003/0711/p11s01-coop.html?mostViewed" class="spip_url spip_out"&gt;http://www.csmonitor.com/2003/0711/...&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;11)&lt;a href="http://www.isim.nl/files/Review_17/Review_17-38.pdf" class="spip_url spip_out"&gt;http://www.isim.nl/files/Review_17/...&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-6799247312272289121?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/6799247312272289121'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/6799247312272289121'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/11/i-militari-e-la-crisi-climatica.html' title='I militari e la crisi climatica'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SxQvD-1_fzI/AAAAAAAABXc/KXsosVlkgr0/s72-c/iceberg.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-3366683256912937623</id><published>2009-11-30T21:34:00.001+01:00</published><updated>2009-11-30T21:36:37.924+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ecologismo'/><title type='text'>CHE BRUTTO CLIMA! "Fermiamo il mercato dell’aria, riappropriamoci del clima, cambiamo la società"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-style: italic;" class="spip"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong class="spip"&gt;Cambiamenti climatici: le nozioni e le tappe fondamentali&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;seminario nazionale di Attac Italia www.attac.it  - Roma 14 novembre 2009&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;CAMBIAMENTI CLIMATICI: IL CONTESTO POLITICO Trent’anni fa, nel 1979, la prima conferenza mondiale sui cambiamenti climatici ha avviato la discussione su come "…prevedere e prevenire potenziali cambiamenti climatici causati da attività umane che potrebbero avere un effetto negativo sul benessere dell’umanità". Alla base di questa discussione c’era il rilevamento, da parte degli scienziati, di una tendenza all’aumento della temperatura media globale di gran lunga superiore a quella registrata in passato, e il sospetto che tale riscaldamento non avesse solo cause naturali (come la variabilità della radiazione solare e le eruzioni vulcaniche).&lt;br /&gt;La principale preoccupazione risiedeva nel fatto che il riscaldamento globale era considerato come possibile causa di altre modifiche nei principali parametri climatici e di impatti significativi sui sistemi fisici e biologici e sulle comunità umane.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;La crescente attenzione internazionale sul tema portò il WMO (World Meteorological Organization, Organizzazione meteorologica mondiale) e l’UNEP (United Nations Environment Program, Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) a creare nel 1988 l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, Gruppo intergovernativo sul cambiamento del clima). L’IPCC, il massimo consesso mondiale di esperti sul clima, è formato da 3.000 scienziati chiamati a valutare l’informazione disponibile nei campi scientifico, tecnico e socio-economico legati ai cambiamenti climatici, ai possibili impatti dei cambiamenti climatici e alle opzioni di adattamento e di mitigazione.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;Questi scienziati, che collaborano alla stesura di rapporti quinquennali, sono concordi nel ribadire che il clima terrestre si sta riscaldando (la temperatura media sulla superficie terrestre è aumentata di circa 0,76°C dal 1850) e che la maggior parte del riscaldamento osservato è attribuibile alle attività umane, in particolare alla crescita delle emissioni di gas-serra.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;Il primo rapporto dell’IPCC, che ha evidenziato la correlazione tra le emissioni dei gas-serra antropici e un probabile cambiamento climatico, ha costituito la base scientifica per i negoziati della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change, UNFCCC). Nel 1992, i delegati di 150 paesi hanno infatti approvato la Convenzione, adottata a New York il 9 maggio e presentata ai governi per la firma nel corso del Vertice della Terra svoltosi a Rio de Janeiro nel mese di giugno. La Convenzione, sottoscritta a Rio da 154 Paesi, più l’Unione europea, è entrata in vigore il 21 marzo 1994, 90 giorni dopo la cinquantesima ratifica.&lt;br /&gt;Essa definisce un obiettivo di stabilizzazione delle concentrazioni di gas-serra per la protezione del sistema climatico e promuove interventi a livello nazionale e internazionale per il raggiungimento di questo obiettivo, ma non prevede impegni vincolanti per la riduzione delle emissioni di gas-serra bensì solo un impegno di massima per i Paesi industrializzati a riportare entro il 2000 le proprie emissioni di gas-serra ai livelli del 1990.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;&lt;a href="http://www.italia.attac.org/spip/spip.php?article2945"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LEGGI TUTTO&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-3366683256912937623?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/3366683256912937623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/3366683256912937623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/11/che-brutto-clima-fermiamo-il-mercato.html' title='CHE BRUTTO CLIMA! &quot;Fermiamo il mercato dell’aria, riappropriamoci del clima, cambiamo la società&quot;'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-6142754919790871318</id><published>2009-11-29T19:31:00.002+01:00</published><updated>2009-11-29T19:39:07.786+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ecologismo'/><title type='text'>Da Copenaghen al Messico ed oltre</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SxK_rC13x0I/AAAAAAAABXM/MrS3t5BQaJo/s1600/inquinamento+atmosferico.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 256px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SxK_rC13x0I/AAAAAAAABXM/MrS3t5BQaJo/s320/inquinamento+atmosferico.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409596848643491650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Daniel Tanuro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;Mentre l’urgenza è al massimo, il summit delle Nazioni Unite sul clima, a Copenaghen nel prossimo dicembre, non si concretizzerà con un trattato internazionale vincolante. Al meglio, i governi troveranno un accordo su una dichiarazione politica. Una di più... I negoziati potrebbero concludersi a Messico fine 2010. Sulla base delle posizioni in presenza, potrebbero dare vita soltanto ad un testo ecologicamente insufficiente, socievolmente inaccettabile e tecnologicamente pericoloso. Conviene quindi dare l’allarme. La logica produttivista del capitalismo, la sua corsa al profitto planetario e la sua guerra di concorrenza ci stanno precipitando dritto contro il muro. Centinaia di milioni di poveri rischiano di farne le spese e ricchezze naturali insostituibili di essere distrutte. Una mobilitazione senza confini, massiccia ed unitaria è assolutamente necessaria per imporre, nella giustizia sociale, obiettivi e misure all’altezza del pericolo. All’interno di questa mobilitazione, un’ala sinistra, anticapitalistica, deve fare sentire la propria voce.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;Nessun responsabile politico dubita ancora che il riscaldamento sia dovuto principalmente alla combustione di carbone, petrolio e gas naturale. Tutti sanno dei pericoli della situazione. Il riassunto, destinato ai decisori, della quarta relazione del GIEC [in inglese IPCC] -un documento che vincola gli Stati- offre una tabella degli impatti sulle risorse in acqua dolce, gli ecosistemi, la produzione agricola, le zone costiere e la salute umana. Ne risulta che la soglia di pericolo è molto inferiore alla cifra di +2°C rispetto all’era preindustriale. In realtà, nelle isole del Pacifico, le regioni artiche, le valli andine, le zone costiere del Bangladesh, la soglia è già superata. I rappresentanti dei piccoli stati insulari esigono di fare tutto il necessario per non andare oltre un aumento di 1,5°C. Poiché il mercurio è già aumentato di 0,7°C dal 1780 ed un ulteriore aumento di 0,6°C è inevitabile (considerata la quantità del gas serra accumulato nell’atmosfera), la conclusione è ovvia: non c’è più un minuto da perdere! Le condizioni di esistenza di centinaia di milioni di persone dipendono da un’azione veloce, coordinata, mondiale, per ridurre radicalmente e rapidamente le emissioni, principalmente le emissioni di CO2. Ma questa azione non arriva!&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;&lt;a href="http://www.italia.attac.org/spip/spip.php?article2975"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LEGGI  TUTTO&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="spip"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ATTAC ITALIA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-6142754919790871318?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/6142754919790871318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/6142754919790871318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/11/da-copenaghen-al-messico-ed-oltre.html' title='Da Copenaghen al Messico ed oltre'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/SxK_rC13x0I/AAAAAAAABXM/MrS3t5BQaJo/s72-c/inquinamento+atmosferico.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-7360568106064239591</id><published>2009-11-29T19:14:00.001+01:00</published><updated>2009-11-29T19:28:52.264+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra critica'/><title type='text'>Liberarsi di Berlusconi e delle sue politiche</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;di Flavia D'Angeli, portavoce di Sinistra Critica&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;In piazza il 5 dicembre ma, come dimostra l'Alcoa, serve una vera mobilitazione contro la crisi&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Sinistra Critica manifesterà il 5 dicembre contro le politiche del governo Berlusconi, attraversando la manifestazione nazionale del NoBDay per riaffermare, anche in quella sede, una esigenza ancora purtroppo elusa dalla sinistra politica, sociale e sindacale: l'urgenza di una mobilitazione unitaria, capillare e di massa, che preveda anche una manifestazione nazionale contro la crisi e il razzismo come parte di una campagna diffusa.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;La crisi sta distruggendo centinaia di migliaia di posti di lavoro, sta impoverendo i lavoratori e le lavoratrici italiane, i cui salari sono falcidiati da anni di politiche antisociali e aggrava quella guerra tra poveri alimentata dalla nuova xenofobia e dal razzismo istituzionale.&lt;br /&gt;Non ci sfugge la gravità dei comportamenti del presidente del Consiglio, l'agilità con cui viene bypassata la Costituzione e l'utilizzo ad personam del Parlamento per varare leggi utili solo a scansare processi scomodi. Si tratta di una pratica ormai nota, indecente e che basta ovviamente a chiedere le dimissioni di un tale capo di governo.&lt;br /&gt;Ma, come come è ormai chiaro da quindici anni, il problema non è solo Berlusconi quanto le politiche sostenute dal suo schieramento e, purtroppo, imitate dal centrosinistra al governo: leggi "ad personam" per Confindustria e poteri forti, razzismo istituzionale, politiche di guerra, devastazioni ambientali siano esse la Tav o la privatizzazione dell'acqua, sostegno a politiche familiste, confessionali e discriminatorie verso lgbt.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Occorre liberarsi di Berlusconi e soprattutto delle sue politiche, costruire un'alternativa alla crisi del capitalismo e rivendicare un piano di urgenza sociale che metta al primo posto la difesa del lavoro, la riduzione d'orario, l'introduzione di un salario minimo e di un salario sociale, la pubblicizzazione delle aziende a rischio chiusura, un piano di sviluppo ecologicamente sostenibile, la difesa e il rilancio dei diritti civili, i diritti delle donne. Sono rivendicazioni che emergono già dalle vertenze in corso: dai lavoratori che difendono il posto di lavoro - all'Eutelia, all'Alcoa - agli insegnanti precari antiGelmini; dagli studenti ai comitati contro la privatizzazione dell'acqua o per la difesa dei Beni comuni; dal movimento Lgbt al movimento dei migranti.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Questa è la priorità oggi della sinistra di classe e questa la priorità per una mobilitazione che davvero sia incisiva contro Berlusconi e il berlusconismo.&lt;br /&gt;Noi saremo in piazza il 5 dicembre, nelle forme che definiremo, su queste indicazioni e sulla necessità di una mobilitazione che duri nel tempo, che non si esaurisca nel giro di una manifestazione nazionale ma che costruisca e sedimenti autorganizzazione diffusa. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/166022811785812709-7360568106064239591?l=veronacritica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/7360568106064239591'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/166022811785812709/posts/default/7360568106064239591'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://veronacritica.blogspot.com/2009/11/liberarsi-di-berlusconi-e-delle-sue.html' title='Liberarsi di Berlusconi e delle sue politiche'/><author><name>Sinistra Critica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-166022811785812709.post-4248094558596094736</id><published>2009-11-25T17:15:00.002+01:00</published><updated>2009-11-25T17:24:43.514+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra globale permanente'/><title type='text'>Afghanistan, Obama approva il 'surge'</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/Sw1aPIp31QI/AAAAAAAABXE/Wk53QB58Zzs/s1600/soldatiusa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 399px; height: 265px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1vHhCovT9Yw/Sw1aPIp31QI/AAAAAAAABXE/Wk53QB58Zzs/s400/soldatiusa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408077943609480450" border="0" /&g
